Inps conferma maxi aumento pensioni d’invalidità e chiarisce domanda

Inps conferma maxi aumento pensioni d’invalidità e chiarisce domanda

1 Marzo 2026

1 Marzo 2026/Home/FINTECH/Inps conferma maxi aumento pensioni d’invalidità e chiarisce domanda

Assegno ordinario di invalidità, integrazione al minimo estesa ai contributivi puri

Con la circolare n. 20 del 25 febbraio 2026, l’Inps applica la sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale, riconoscendo l’integrazione al trattamento minimo anche agli assegni ordinari di invalidità calcolati interamente con il sistema contributivo.
Il provvedimento, valido in tutta Italia dal 10 luglio 2025, corregge il divieto introdotto dalla riforma Dini e amplia le tutele per i lavoratori con capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo.
L’aumento spetta solo in presenza dei requisiti reddituali previsti, con importo portato almeno al minimo: 603,39 euro nel 2025 e 611,85 euro nel 2026. L’Inps chiarisce modalità, decorrenza, arretrati e casi in cui è obbligatoria la domanda.

La notizia in sintesi

  • Integrazione al minimo estesa agli assegni ordinari di invalidità contributivi puri.
  • Aumento almeno a 603,39 euro nel 2025 e 611,85 euro nel 2026.
  • Decorrenza da agosto 2025, senza arretrati per periodi precedenti.
  • Integrazione d’ufficio solo con redditi aggiornati, altrimenti serve domanda.

Nuove regole Inps su requisiti, soggetti interessati e decorrenza degli aumenti

La misura riguarda esclusivamente l’assegno ordinario di invalidità disciplinato dalla legge n. 222/1984, prestazione previdenziale riservata ai lavoratori con capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo e almeno 5 anni di contributi, di cui 3 nell’ultimo quinquennio.
Non rientrano le prestazioni assistenziali di invalidità civile.
Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, l’integrazione al minimo non è più limitata ai trattamenti retributivi o misti, ma spetta anche ai cosiddetti contributivi puri, cioè chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996 o ha optato per il computo interamente contributivo, ad esempio nella Gestione Separata.

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Resta centrale il requisito reddituale. Nel 2026 il minimo è 611,85 euro mensili (7.954,05 euro annui): l’integrazione è piena se il reddito personale complessivo è inferiore a tale soglia, parziale tra 7.954,05 e 15.908,10 euro.
Per pensioni liquidate dal 1° gennaio 1994 si considera anche il reddito coniugale: integrazione piena sotto 31.816,20 euro, ridotta tra 31.816,20 e 39.770,25 euro. Il superamento dei limiti comporta la perdita, totale o parziale, del diritto.
Gli effetti giuridici decorrono dall’11 luglio 2025, con integrazione riconoscibile dal 1° agosto 2025: nessun arretrato è previsto per periodi precedenti, mentre sono dovuti quelli da agosto 2025 in poi se spettanti ma non ancora applicati.

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Quando l’aumento è automatico e quando serve domanda all’Inps

L’Inps precisa che l’integrazione al trattamento minimo può essere riconosciuta d’ufficio se l’Istituto possiede già i dati reddituali aggiornati, necessari per verificare il rispetto delle soglie. In questo scenario l’aumento viene applicato automaticamente, con decorrenza non anteriore al 1° agosto 2025.
Quando invece i redditi non risultano acquisiti o aggiornati, l’interessato deve presentare una domanda di ricostituzione reddituale per comunicare le informazioni utili al ricalcolo della prestazione e consentire l’erogazione degli eventuali arretrati maturati da agosto 2025.
Chi percepisce un assegno ordinario di invalidità interamente contributivo e ritiene di rientrare nei limiti reddituali è tenuto a verificare il proprio fascicolo previdenziale online: in assenza di integrazione o con redditi non allineati, la presentazione tempestiva della domanda diventa decisiva per non perdere mensilità arretrate e beneficiare appieno della nuova tutela introdotta dalla Consulta.

FAQ

Chi sono i contributivi puri che ottengono l’integrazione al minimo?

Rientrano i lavoratori che hanno versato solo contributi dal 1° gennaio 1996 o che hanno optato per il computo interamente contributivo, ad esempio in Gestione Separata.

L’integrazione al minimo vale anche per l’invalidità civile?

No, riguarda esclusivamente l’assegno ordinario di invalidità previdenziale ex legge n. 222/1984, non le prestazioni di invalidità civile assistenziali collegate a percentuale e limiti reddituali specifici.

Da quando decorre l’aumento dell’assegno ordinario di invalidità?

Decorre dalla rata di agosto 2025, poiché l’efficacia della sentenza parte dal 10 luglio 2025 e l’Inps applica l’aumento dal primo mese utile successivo.

Come verificare se l’Inps applica l’integrazione automaticamente?

È possibile controllare accedendo al fascicolo previdenziale sul sito Inps con SPID, CIE o CNS, verificando importo corrente, dati reddituali registrati e presenza della voce di integrazione al minimo.

Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti e dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.

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