Influencer su Telegram spingono criptovalute ad alto rischio e ingannano migliaia di piccoli risparmiatori

Truffe crypto su Telegram con finte influencer: come funzionano davvero
Sui canali Telegram italiani proliferano presunte influencer e “trader” di criptovalute che promettono guadagni rapidi investendo tra 80 e 200 euro. Operano principalmente online, attraverso chat e gruppi pubblici e privati, attivi in modo continuativo negli ultimi mesi. Dietro volti femminili spesso rubati dai social si cela una rete organizzata che combina tecniche di persuasione, furto d’identità digitale e money muling, con potenziali conseguenze penali per chi partecipa. L’obiettivo reale non è far investire in crypto, ma drenare fondi e riciclarli attraverso conti di altre vittime, simulando falsi guadagni per spingere a nuovi versamenti.
In sintesi:
- Canali Telegram con finte influencer promettono rendimenti crypto irrealistici in poche ore.
- Identità rubate, testimonianze costruite e forte pressione psicologica alimentano fiducia e urgenza.
- I pagamenti alimentano schemi di money muling e possibili ipotesi di riciclaggio.
- Bastano pochi segnali chiave per riconoscere e bloccare la truffa in tempo.
Schema della truffa, tecniche psicologiche e rischi legali per le vittime
Tutto parte da messaggi aggressivi del tipo: “Vuoi guadagnare migliaia di euro in poche ore?”. I canali su Telegram, spesso con migliaia di iscritti, insistono su investimenti iniziali tra 80 e 200 euro e promesse di ritorni esponenziali in pochissimo tempo, in aperto contrasto con qualsiasi principio di finanza regolata.
A dare “volto” all’operazione sono profili femminili di influencer o modelle, in realtà estranee ai fatti: foto rubate da social network, piattaforme di crowdfunding e forum, riciclate in diversi canali. Le identità cambiano, i nomi vengono modificati, ma il copione resta identico: creare fiducia visiva immediata.
Il cuore del meccanismo è il consenso artificiale. Nei gruppi compaiono in continuazione screenshot di guadagni, chat entusiaste, video di finti “clienti soddisfatti”, spesso montati con immagini di bambini malati o famiglie in difficoltà per aumentare l’impatto emotivo. Si sfrutta l’effetto FOMO (Fear of Missing Out) e il principio di scarsità con frasi come “restano solo due posti” o “offerta valida solo oggi”, ripetute identiche per settimane.
Un’indagine del Corriere della Sera ha mostrato come, nel passaggio in chat privata, il tono diventi più strutturato: le finte trader chiedono dati personali, guidano la conversazione con domande studiate, alternano pause strategiche e continui inviti all’azione. Il pagamento avviene tramite bonifici verso conti di terzi e richiesta di screenshot. Da qui entra in gioco il money muling: il denaro viene fatto transitare tra conti di altre vittime, usato per inscenare guadagni iniziali e poi rapidamente disperso. Chi riceve i primi rimborsi viene spinto a reinvestire cifre maggiori, dopodiché i contatti spariscono.
Il rischio non è solo economico: chi mette a disposizione il proprio conto o riceve fondi da terzi può ritrovarsi coinvolto, anche inconsapevolmente, in inchieste per riciclaggio e autoriciclaggio. Molti utenti arrivano ai canali tramite inserzioni sponsorizzate veicolate da profili social compromessi, che amplificano la portata dello schema fraudolento.
Segnali rivelatori e possibili sviluppi nella lotta alle truffe crypto
Riconoscere queste truffe è possibile osservando pochi indicatori ricorrenti: rendimenti garantiti e immediati, richiesta di pagamenti anticipati, identità non verificabili, forte pressione psicologica, testimonianze incoerenti, uso improprio di loghi di exchange e istituti finanziari regolati.
Anche la sola presenza di uno di questi elementi dovrebbe far interrompere subito il contatto e indurre a segnalare il canale alla piattaforma e alle autorità competenti (Polizia Postale, Guardia di Finanza, Consob). Nei prossimi mesi è prevedibile un rafforzamento del coordinamento tra forze dell’ordine, operatori social e piattaforme crypto per tracciare i flussi di denaro sospetti, bloccare tempestivamente i canali e migliorare le campagne di educazione finanziaria digitale, oggi ancora insufficienti rispetto alla rapidità di evoluzione di queste frodi.
FAQ
Come capire se un canale Telegram sulle crypto è affidabile?
È affidabile solo se non promette rendimenti garantiti, indica chiaramente società, licenze, referenze verificabili e non chiede pagamenti anticipati su conti personali o di terzi.
Cosa devo fare se ho già inviato soldi a una finta influencer crypto?
È consigliabile bloccare subito ogni ulteriore pagamento, salvare chat e ricevute, sporgere denuncia presso Polizia Postale o Carabinieri e informare immediatamente la propria banca.
Posso essere indagato se ricevo bonifici legati a queste truffe?
Sì, è possibile: chi fa transitare denaro illecito su propri conti può essere coinvolto in indagini per riciclaggio o money muling, anche se si ritiene vittima.
Le vere piattaforme crypto autorizzate promettono guadagni rapidi?
No, le piattaforme regolamentate non garantiscono rendimenti fissi né immediati e spiegano sempre rischi, volatilità e assenza di profitti assicurati su qualsiasi investimento.
Qual è la fonte delle informazioni su queste truffe crypto su Telegram?
Le informazioni derivano da un’elaborazione giornalistica basata su notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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