Inchieste milanesi sui serbatoi di manodopera recuperano un miliardo

Frode fiscale nella logistica, a Milano recuperato oltre un miliardo di euro
La Procura di Milano ha messo a segno uno dei più rilevanti interventi italiani contro frode fiscale e sfruttamento del lavoro nei settori trasporti, logistica e vigilanza privata.
Grazie alle inchieste condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dai pm Paolo Storari e Daniela Bartolucci, le società coinvolte hanno versato all’Agenzia delle Entrate oltre un miliardo di euro di risarcimenti e hanno regolarizzato più di 54.000 lavoratori.
L’azione giudiziaria, che si concentra sui cosiddetti “serbatoi di manodopera”, mira a smantellare un sistema strutturale di elusione contributiva e sfruttamento, destinato ad avere effetti duraturi sull’intero comparto logistico nazionale.
In sintesi:
- Oltre 1 miliardo di euro recuperato al fisco dalla Procura di Milano.
- Stabilizzati più di 54.000 lavoratori prima impiegati tramite “serbatoi di manodopera”.
- Sotto inchiesta grandi gruppi della logistica, trasporti e vigilanza privata.
- Nuovo sequestro da 27,3 milioni di euro per due società Ceva Logistics.
Il nuovo dato economico emerge dagli ultimi decreti di sequestro preventivo, firmati dai pm Storari e Bartolucci, che dispongono il blocco di oltre 27,3 milioni di euro a carico di due società del gruppo Ceva Logistics.
Negli atti si contesta a Ceva Logistics Italia srl una condotta fraudolenta protratta per anni attraverso l’utilizzo di società “serbatoio” di manodopera, con effetti doppiamente distorsivi: da un lato il *sistematico sfruttamento dei lavoratori*, dall’altro *ingentissimi danni all’erario*.
Secondo la Procura guidata da Marcello Viola, il modello si è replicato in più filiere della logistica nazionale, alimentato dalla pressione al ribasso sui costi e dalla frammentazione dei contratti lungo la catena degli appalti.
Come funziona il sistema dei “serbatoi di manodopera” nella logistica
I decreti di sequestro richiamano una serie di procedimenti analoghi che, negli ultimi anni, hanno coinvolto grandi operatori come Dhl Supply Chain, Gls, Uber, Lidl, Brt, Geodis, Esselunga, Ups, Gs, Amazon Italia Transport, Gxo, Fedex Express Italy, Securitalia, Iperal Supermercati, Rhenus Logistics, Kuehne + Nagel, tra gli altri.
Il meccanismo contestato ruota attorno a cooperative o società intermediarie che forniscono forza lavoro a condizioni economiche insostenibili nel rispetto delle norme fiscali e contributive.
Queste realtà, spesso a rapido turn over, accumulano debiti verso fisco e previdenza, mentre il committente beneficia di costi artificialmente bassi e, secondo gli inquirenti, si avvantaggia di uno *schema fraudolento* strutturale. L’intervento della Procura ha imposto, quale condizione deflattiva, il versamento di ingenti somme e la *assunzione diretta e stabilizzazione di oltre 54.000 lavoratori*, sottraendoli alla precarietà delle società “serbatoio”.
Impatto strutturale su logistica, concorrenza e tutele del lavoro
Le inchieste milanesi ridisegnano gli equilibri di un settore strategico per l’economia italiana, imponendo un riallineamento dei costi reali del lavoro lungo tutta la filiera distributiva.
Il recupero di oltre un miliardo di euro e la regolarizzazione massiva degli occupati pongono un argine alla concorrenza sleale basata su dumping fiscale e contributivo, con effetti diretti sui margini delle imprese più corrette.
Le indagini aprono inoltre la strada a nuove verifiche ispettive e a una possibile revisione dei modelli di appalto e subappalto nel comparto logistico, spingendo aziende e grandi brand della distribuzione a rivedere i propri schemi contrattuali per prevenire ulteriori contenziosi penali e fiscali.
FAQ
Quanto ha recuperato il fisco dalle inchieste sulla logistica a Milano?
Le indagini coordinate dalla Procura di Milano hanno permesso di recuperare oltre un miliardo di euro tramite risarcimenti versati dalle società coinvolte all’Agenzia delle Entrate.
Quanti lavoratori sono stati stabilizzati grazie alle indagini milanesi?
Le inchieste hanno portato all’assunzione e stabilizzazione di oltre 54.000 lavoratori, prima impiegati tramite società “serbatoio” di manodopera.
Quali settori sono maggiormente coinvolti nelle frodi contestate?
Le indagini riguardano principalmente i settori trasporti, logistica e vigilanza privata, con particolare attenzione alle catene di appalto e subappalto.
Che cosa rischiano le aziende coinvolte in questi schemi fraudolenti?
Le aziende affrontano sequestri preventivi multimilionari, contestazioni per frode fiscale e sfruttamento del lavoro, oltre a obblighi di risarcimento e regolarizzazione dei rapporti di lavoro.
Quali sono le fonti alla base di questa ricostruzione giornalistica?
L’analisi è stata elaborata dalla Redazione sulla base di una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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