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Leasing in crescita: chi investe in Italia e cosa cambierà nel 2026
Nel 2025 il leasing ha finanziato in Italia oltre 36,13 miliardi di euro di investimenti, in aumento del 5,8% rispetto al 2024, con una previsione di ulteriore crescita del 3,5% nel 2026 secondo il Centro Studi Assilea.
Al centro dell’espansione ci sono le imprese manifatturiere e i comparti Trasporto, Commercio e Agricoltura, con un ruolo decisivo di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e delle principali regioni del Sud.
I dati sono stati presentati a Roma, presso la sede di Assilea, nel corso di un incontro guidato dal Direttore Generale Giuseppe Schlitzer, con la partecipazione di economisti, istituzioni e rappresentanti del sistema finanziario, per analizzare perché il leasing stia diventando leva strutturale degli investimenti produttivi italiani.
In sintesi:
- Nel 2025 stipulato leasing a 36,13 miliardi di euro, +5,8% sul 2024.
- Trainano Beni strumentali, Agricoltura, Veicoli commerciali e immobiliare in costruzione.
- Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Sud concentrano quasi metà dei nuovi contratti.
- Leasing finanzia il 64,7% degli investimenti Nuova Sabatini, con forte vantaggio sul credito bancario.
La presentazione dei dati 2025 di Assilea delinea un’Italia che continua a investire nonostante il rallentamento congiunturale.
Il principale beneficiario del leasing è il Manifatturiero, seguito da Trasporto e magazzinaggio e Commercio all’ingrosso e al dettaglio.
A livello metodologico, le stime per il 2026 indicano una prosecuzione della crescita, seppur con ritmi più moderati, confermando il leasing come strumento anticiclico e complementare al credito bancario.
I numeri chiave: settori, territori e ruolo della Nuova Sabatini
Tutti i comparti mostrano una crescita in valore nel 2025.
I Beni strumentali segnano +15,2%, con oltre 10,5 miliardi di euro finanziati, mentre il Settore agricolo cresce del 27,0%, trainato dai macchinari (+20,2%).
Rilevante l’espansione del leasing di veicoli: i Veicoli commerciali avanzano dell’8,9% e quelli industriali del 2,5%, dinamica strettamente connessa agli investimenti produttivi delle imprese.
Nel comparto immobiliare, il leasing aumenta del 5,9%, con il segmento “immobili da costruire” a +15,7%, indicatore di nuovi cantieri e riqualificazioni.
Exploit del settore Navale e ferroviario, dove la Nautica registra un +74,6%, segnalando la vitalità di un segmento ad alta specializzazione.
Le energie rinnovabili crescono del 6,7%, con particolare dinamismo degli impianti fotovoltaici non accatastati (+35%), coerente con gli obiettivi di transizione energetica.
Dal lato territoriale, oltre il 45,7% del nuovo stipulato si concentra in Lombardia (+10,6%), Veneto (+12,3%) ed Emilia-Romagna (-3,6%).
Crescono anche Piemonte (+15,9%) e le principali regioni del Sud: Campania (+13,3%), Sicilia (+18,6%), Puglia (+20,4%).
Il Trentino-Alto Adige (+10,1%) mostra la maggiore diffusione dei nuovi finanziamenti rispetto al tessuto imprenditoriale locale.
Determinante il ruolo della Nuova Sabatini: il 64,7% degli investimenti in beni strumentali agevolati è stato finanziato in leasing, con un differenziale dell’83% rispetto al finanziamento bancario.
Anche in un contesto di rallentamento della produzione, i finanziamenti alle imprese manifatturiere crescono del 3,1% sul 2024, confermando il leasing come supporto essenziale alla competitività.
In Europa, il leasing finanzia il 28% degli investimenti in beni strumentali e mezzi di trasporto, dopo aver superato nel 2024 i volumi degli Stati Uniti.
Le prospettive 2026 e il nodo delle regole europee e nazionali
Nel suo intervento conclusivo, il Direttore Generale Giuseppe Schlitzer ha sottolineato la valenza sistemica del leasing per l’economia italiana.
“Nonostante la forte spinta dell’ultimo decennio, in Italia il leasing presenta ancora ampi margini di espansione”, ha evidenziato, richiamando il confronto con il resto d’Europa.
A livello UE-EBA, secondo Schlitzer, è essenziale definire requisiti patrimoniali che riflettano la minore rischiosità del leasing rispetto al finanziamento bancario, liberando capacità di erogazione per nuovi investimenti.
In ambito nazionale, Assilea sollecita regole che riconoscano il leasing come leva strutturale di politica industriale, includendolo sistematicamente in tutte le misure di incentivazione.
L’obiettivo è facilitare la mobilitazione di capitali privati in un contesto di crescente domanda di investimenti tecnologici, green e digitali.
Se queste condizioni regolamentari verranno soddisfatte, il 2026 potrebbe segnare un’ulteriore normalizzazione del leasing come canale ordinario, e non più solo alternativo, per finanziare l’innovazione delle imprese italiane.
FAQ
Quanto è cresciuto il leasing in Italia nel 2025?
Nel 2025 il leasing in Italia è cresciuto del 5,8%, raggiungendo 36,13 miliardi di euro di nuovo stipulato complessivo.
Quali settori usano di più il leasing in Italia?
Nel 2025 il leasing è stato usato soprattutto da Manifatturiero, Trasporto e magazzinaggio, Commercio, Agricoltura, immobiliare e energie rinnovabili.
Perché il leasing è centrale nella Nuova Sabatini?
Il leasing è centrale perché finanzia il 64,7% degli investimenti in beni strumentali agevolati, con utilizzo superiore dell’83% rispetto al credito bancario.
Quali regioni guidano il mercato del leasing in Italia?
Guidano Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, seguite da Piemonte, Campania, Sicilia, Puglia e Trentino-Alto Adige per diffusione territoriale.
Quali sono le fonti dei dati sul leasing riportati nell’articolo?
I dati derivano da elaborazioni redazionali basate congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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