Grazia Nicole Minetti, sentenza uruguayana sull’adozione chiarisce che il bambino non risulta abbandonato
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Grazia a Nicole Minetti, nuovi dubbi sull’adozione del bimbo in Uruguay
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti ruota intorno all’adozione in Uruguay di un bambino nato nel 2017, oggi al centro di pesanti interrogativi giuridici e politici.
Secondo la sentenza del tribunale di Maldonado, riportata da Il Fatto Quotidiano, il minore non sarebbe stato abbandonato alla nascita, ma affidato temporaneamente ai servizi sociali per le condizioni di indigenza dei genitori biologici, poi dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale a seguito di una causa intentata da Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani.
Il contrasto tra questa ricostruzione e quanto indicato nella richiesta di grazia italiana, insieme ai rapporti tra Cipriani e l’ente per le adozioni uruguaiano, ha spinto la politica di Montevideo a chiedere chiarimenti formali sul percorso che ha portato all’adozione e alla successiva decisione del Quirinale.
In sintesi:
- La sentenza di Maldonado esclude l’abbandono alla nascita del bambino adottato da Minetti.
- L’azione legale di Minetti e Cipriani ha portato alla decadenza dei genitori biologici.
- Il minore fu portato negli Stati Uniti prima della piena potestà genitoriale.
- In Uruguay emergono dubbi politici su adozione, donazioni e possibili irregolarità.
Il documento giudiziario diffuso da Libero parla di un bimbo “in stato di abbandono sin dalla nascita”, ma precisa che i genitori biologici sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale in seguito a una procedura giudiziaria.
La ricostruzione di Il Fatto Quotidiano evidenzia che il minore, nato nel dicembre 2017, fu inizialmente affidato in via temporanea all’ente per le adozioni Inau per un massimo di 45 giorni, a causa della povertà della madre e della detenzione del padre.
Nel 2020 Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani hanno presentato domanda di adozione e ottenuto, a fine anno, l’affidamento provvisorio del bambino nella loro tenuta in Uruguay. Nell’ottobre 2021 lo hanno portato negli Stati Uniti, a Boston, per un delicato intervento chirurgico, nonostante non disponessero ancora della piena potestà genitoriale.
Solo nel febbraio 2023, con la sentenza del tribunale di Maldonado, è arrivata l’adozione definitiva, insieme alla decadenza formale dei genitori biologici. Questo scarto temporale tra i passaggi sanitari e quelli legali è oggi uno dei punti più sensibili nel dibattito sulla regolarità dell’intera operazione adottiva.
Interrogativi politici in Uruguay su adozione, donazioni e rapporti istituzionali
In Uruguay il caso ha oltrepassato i confini giudiziari per approdare in Parlamento. La senatrice Graciela Barrera ha depositato interrogazioni rivolte a diversi ministeri, chiedendo spiegazioni sulla procedura adottiva e sui rapporti tra il sistema pubblico e la coppia italiana.
Intervistata da La Stampa, Barrera ha sottolineato che sull’adozione *“ci sono molte cose da chiarire”*, a partire dall’autorizzazione a portare il bambino a curarsi negli Stati Uniti prima che fosse concessa la custodia legale piena.
La parlamentare punta l’attenzione anche sui rapporti tra Giuseppe Cipriani e l’ex responsabile dell’Inau di Maldonado, Daniel Guadalupe, oltre che sulle donazioni che l’imprenditore avrebbe effettuato all’ente.
Se tali contributi non risultassero regolarmente registrati nei bilanci ufficiali, avverte Barrera, si aprirebbe un possibile scenario di corruzione o indebita influenza sulle decisioni amministrative, con ricadute reputazionali per le istituzioni uruguaiane e, indirettamente, per le valutazioni italiane che hanno portato alla concessione della grazia.
Le possibili ricadute internazionali del caso Minetti-Cipriani
Il dossier sull’adozione in Uruguay e sulla grazia a Nicole Minetti rischia di trasformarsi in un caso di scuola sui controlli incrociati fra giustizia minorile, cooperazione giudiziaria e decisioni di clemenza.
Le verifiche avviate dal Parlamento uruguaiano potrebbero produrre nuovi atti ufficiali, destinati a pesare sul dibattito italiano su trasparenza delle procedure adottive all’estero e sui criteri umanitari evocati nelle richieste di grazia.
Eventuali irregolarità documentate nelle fasi di affidamento, viaggio negli Stati Uniti e rapporti con l’Inau aprirebbero un fronte di revisione politica e diplomatica, con possibili effetti sulla cooperazione bilaterale in materia di minori e sulla credibilità delle valutazioni istituzionali che hanno accompagnato la vicenda.
FAQ
Il bambino adottato da Minetti era davvero abbandonato alla nascita?
Sembra di no: la sentenza di Maldonado parla di stato di abbandono, ma collega la decadenza dei genitori a una successiva causa promossa dalla coppia italiana.
Quando è diventata definitiva l’adozione del bambino in Uruguay?
L’adozione è divenuta definitiva il 15 febbraio 2023, quando il tribunale di Maldonado ha dichiarato decaduti i genitori biologici e riconosciuto la coppia Minetti-Cipriani come genitori adottivi.
Perché è controverso il viaggio negli Stati Uniti per l’operazione?
È controverso perché nel 2021 Minetti e Cipriani avrebbero portato il bambino a Boston prima di ottenere la piena potestà genitoriale, sollevando dubbi su autorizzazioni e controlli sanitari-legali.
Che ruolo avrebbe l’Inau e il suo ex responsabile nel caso?
L’Inau gestisce affidamenti e adozioni; i rapporti tra Cipriani e l’ex responsabile Daniel Guadalupe, oltre a presunte donazioni, sono ora oggetto di verifiche parlamentari uruguaiane.
Quali sono le principali fonti utilizzate per ricostruire questa vicenda?
Le informazioni derivano da una elaborazione giornalistica basata congiuntamente su contenuti e dispacci di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



