Giletti incalza il generale Garofano in diretta e lo accusa di eludere le domande cruciali
Indice dei Contenuti:
Scontro in diretta Rai tra Giletti e Garofano sul delitto di Garlasco
Nella puntata del 15 aprile di “Lo stato delle cose” su Rai 3, il conduttore Massimo Giletti e l’ex comandante del RIS dei Carabinieri Luciano Garofano si sono scontrati duramente.
Il confronto è nato sull’analisi della porta a soffietto della cantina dell’abitazione di Chiara Poggi a Garlasco, dove nel 2007 fu rinvenuto il corpo della giovane.
La discussione è esplosa quando Giletti ha contestato la completezza delle analisi di laboratorio svolte all’epoca, chiedendo spiegazioni sulla mancata estensione degli esami genetici all’intera superficie della porta, mentre Garofano ha rivendicato la correttezza e l’accuratezza del lavoro svolto dal RIS.
In sintesi:
- Scontro televisivo tra Massimo Giletti e il generale Luciano Garofano su Rai 3.
- Al centro del dibattito la porta della cantina di casa Poggi a Garlasco.
- Garofano difende le analisi del RIS; Giletti chiede verifiche genetiche sull’intera porta.
- Il confronto degenera: Garofano interrompe il commento, Giletti insiste sulle sue domande.
Il nodo della discussione è una vecchia foto della porta a soffietto della cantina, tratta dalla relazione tecnica del RIS di quasi vent’anni fa, in cui si intravede una presunta macchia.
Giletti ricorda che, in una precedente puntata, il generale l’aveva definita “un’illusione fotografica”.
Collegato in trasmissione, Luciano Garofano ribadisce: *“Questa domanda mi dà la possibilità di ribadire ancora una volta quanto onesto, scrupoloso e completo è stato il nostro lavoro”*, lamentando “suggestioni, manipolazioni, falsità e travisamento delle sentenze”.
Cosa è emerso sul lavoro dei RIS e sulla porta della cantina
Entrando nel dettaglio tecnico, Garofano ricorda che la porta fu sottoposta a più livelli di analisi: luce bianca, luci forensi, saggi per il sangue, ricerca di impronte papillari.
Successivamente, fu smontata e trasferita in laboratorio per il trattamento con nero amido, metodo che consente di individuare sangue come impronte o microtracce ematiche.
Secondo il generale, tutto avvenne “nel contraddittorio”, cioè alla presenza dei consulenti di parte, e *“quella porta non presentava macchie di sangue”*.
A riaccendere lo scontro è il richiamo di Giletti a un’osservazione dell’avvocata Boccellari, legale di
Alla conferma di Garofano, il conduttore incalza: la porta che introduce al luogo dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi non sarebbe, a suo giudizio, “banale”.
*“Probabilmente l’assassino poteva anche averla aperta”*, osserva, chiedendo perché non siano stati estesi gli esami del DNA a tutta la superficie. Da qui l’innervosimento del generale: *“Ma come si fa a parlare, mi scusi, se mi interrompe ogni secondo?”*.
Le tensioni in studio e cosa rivela il confronto mediatico
Il botta e risposta diventa rapidamente personale. Massimo Giletti replica: *“La interrompo perché sono semplicemente un soldato, ma non me ne frega niente dei gradi, sto ponendo delle domande alle quali lei non mi risponde”*.
Poi alza ulteriormente il tono: *“Quella porta non è una porta banale, è la porta dove c’era il corpo di Chiara. Se mi permette, va bene che la spazzatura la esaminate dopo 8 mesi, va bene che venga verificata dopo 20 anni, ma la porta dove c’è un corpo di una ragazza io l’avrei smontata, l’avrei vista tutta e avrei fatto l’analisi genetica del DNA, tutto qua, e adesso può parlare. Ca**o”*.
Luciano Garofano chiude ogni spiraglio: *“Io non commento più perché ho dato tutte le mie spiegazioni… lei evidentemente vuole provocarmi… non merita nessun commento la sua risposta”*.
Neppure l’insistenza successiva del conduttore – *“Alle mie domande è pregato di dare una risposta… avrei controllato tutta la porta”* – lo smuove: *“Lei non merita nessun’altra risposta”*.
Lo scontro riflette la permanenza di forti divergenze, mediatiche e tecniche, attorno al delitto di Garlasco e alle modalità con cui l’opinione pubblica viene ancora oggi accompagnata nella rilettura di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni.
FAQ
Perché si parla ancora oggi della porta della cantina di Garlasco?
Si parla ancora della porta perché è un reperto chiave: introduce al luogo del delitto e simboleggia i dubbi, mediatici e difensivi, sulla completezza delle analisi forensi.
Quali analisi ha dichiarato di aver eseguito il generale Luciano Garofano?
Il generale afferma di aver svolto esami con luci forensi, saggi per il sangue, ricerca di impronte e trattamento col nero amido, alla presenza dei consulenti di parte.
Che ruolo ha avuto l’avvocata Boccellari nel dibattito televisivo?
L’avvocata Boccellari, difensore di Alberto Stasi, è stata citata da Giletti per ricordare che le analisi genetiche avrebbero riguardato solo un punto della porta.
Cosa contesta pubblicamente Massimo Giletti sulle indagini dei RIS?
Giletti contesta la scelta di non effettuare analisi genetiche sull’intera superficie della porta, ritenendola un reperto troppo cruciale per limitare i campionamenti.
Qual è la fonte originale delle informazioni su questo confronto televisivo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

