Gatti e esseri umani condividono sorprendenti connessioni biologiche nella ricerca sul cancro
Oncologia felina di precisione: lo studio che avvicina gatti e pazienti umani
Un consorzio internazionale guidato dal Wellcome Sanger Institute ha analizzato i tumori di quasi 500 gatti domestici provenienti da cinque Paesi, sequenziando circa 1.000 geni associati al cancro umano.
La ricerca, pubblicata su Science nel 2026, mostra che le alterazioni genetiche dei tumori felini sono sorprendentemente simili a quelle dei tumori umani, in particolare nel carcinoma mammario felino.
Questo parallelismo molecolare apre alla possibilità di sviluppare terapie condivise e un’oncologia felina di precisione, inserita nel paradigma One Medicine, con ricadute cliniche potenzialmente rilevanti sia per i gatti sia per i pazienti umani.
In sintesi:
- Sequenziati oltre 1.000 geni in tumori di quasi 500 gatti domestici di cinque Paesi.
- Scoperte forti analogie tra carcinoma mammario felino e tumore al seno umano.
- Identificati geni driver come FBXW7 e PIK3CA, già noti nell’oncologia umana.
- Nuove basi per terapie condivise in ottica One Medicine tra medicina umana e veterinaria.
Geni driver condivisi e nuovo scenario One Medicine
Il gruppo di ricerca, che include l’Ontario Veterinary College in Canada e l’Università di Berna sotto la guida del professor Sven Rottenberg, ha trasformato biopsie raccolte durante diagnosi veterinarie di routine in un database genomico felino senza precedenti.
Sono stati studiati 13 tipi di cancro felino, confrontando tessuto tumorale e sano. Il carcinoma mammario felino, tumore aggressivo e frequente, ha rivelato sette geni driver, con FBXW7 mutato in oltre il 50% dei casi, in parallelo con il carcinoma mammario umano, dove la sua alterazione è legata a prognosi sfavorevole.
Colture in vitro di tessuto tumorale felino indicano che alcuni chemioterapici risultano più efficaci in presenza di mutazioni in FBXW7, suggerendo possibili strategie di terapia mirata da validare clinicamente.
Un altro gene chiave è PIK3CA, mutato nel 47% dei tumori mammari felini, già bersaglio in oncologia umana degli inibitori di PI3K: una convergenza che indica una comune architettura molecolare evolutiva tra specie.
Le analogie genetiche non si limitano alla mammella: similitudini con tumori umani sono emerse in neoplasie di sangue, ossa, polmoni, cute, apparato gastrointestinale e sistema nervoso centrale.
Come sottolinea la dottoressa Louise Van Der Weyden del Wellcome Sanger Institute, «la genetica dei tumori dei gatti domestici non è più una ‘scatola nera’: possiamo ora muovere i primi passi verso una oncologia felina di precisione», grazie anche alla creazione di una risorsa dati aperta per la comunità scientifica.
Il professor Geoffrey Wood, dell’Ontario Veterinary College, ricorda che «i nostri animali domestici condividono gli stessi spazi in cui viviamo, il che significa che sono esposti agli stessi fattori ambientali cui siamo soggetti noi».
Questo rende i gatti un modello spontaneo per valutare l’impatto di inquinanti, stili di vita e ambienti domestici sui rischi oncologici.
L’approccio si inserisce nel framework One Medicine: come evidenzia Bailey Francis del Wellcome Sanger Institute, «quando la conoscenza e i dati fluiscono tra discipline diverse, tutti ne traggono beneficio», favorendo un circolo virtuoso tra medicina umana e veterinaria.
Implicazioni future per clinica, ambiente e prevenzione oncologica
Il progetto, sostenuto da EveryCat Health Foundation, CVS Group, Wellcome, Natural Sciences and Engineering Research Council of Canada e Swiss National Science Foundation, apre ora la fase più delicata: la traduzione clinica.
I ricercatori puntano a testare in trial veterinari controllati le risposte farmacologiche suggerite dagli esperimenti in vitro, ampliando la mappatura genomica ad altri tumori felini e strutturando studi comparativi tra specie.
Un fronte emergente riguarda la quantificazione dei fattori ambientali condivisi tra gatti e proprietari: dimostrare il peso di queste esposizioni nella genesi tumorale potrebbe generare nuove strategie di prevenzione, linee guida per ambienti domestici più sicuri e target terapeutici comuni per umani e animali.
FAQ
Cosa dimostra il nuovo studio sui tumori nei gatti domestici?
Dimostra che le alterazioni genetiche dei tumori felini sono ampiamente sovrapponibili a quelle dei tumori umani, soprattutto nel carcinoma mammario.
Perché i geni FBXW7 e PIK3CA sono così importanti nei gatti?
Perché risultano frequentemente mutati nei carcinomi mammari felini e coincidono con driver già noti e bersagliabili nel tumore al seno umano.
I risultati possono portare a cure migliori per i gatti malati di cancro?
Sì, indicano potenziali terapie mirate e uso razionale di chemioterapici, da validare in studi clinici veterinari controllati.
In che modo i gatti aiutano a capire i rischi ambientali di cancro umano?
I gatti condividono casa e inquinanti con i proprietari, funzionando da modello naturale per valutare effetti oncogeni dell’ambiente domestico.
Quali sono le fonti originali delle informazioni su questo studio?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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