La notizia in sintesi:
- Depositata informativa congiunta su indagini Brescia legate al delitto di Garlasco e all’ex pm Mario Venditti.
- La Procura di Brescia valuta l’archiviazione per Venditti nell’inchiesta per presunta corruzione in atti giudiziari.
- Emergono elementi che potrebbero aggravare la posizione di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti nelle indagini.
- Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, rifiuta la consulenza psichiatrica di Roberto Catanesi.
(Riassunto generato con AI).
Nuova svolta nelle indagini sul delitto di Garlasco
Chi è al centro della nuova svolta giudiziaria sul delitto di Garlasco? L’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, il testimone d’epoca Andrea Sempio e una rete di avvocati e carabinieri coinvolti nelle indagini storiche.
Che cosa è accaduto, dove e quando? Nelle scorse ore, a Brescia, è stata depositata l’informativa congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza che chiude la fase istruttoria aperta nel 2017 sull’archiviazione di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Perché questo passaggio è decisivo? Perché l’atto potrebbe portare alla richiesta di archiviazione per Venditti dall’inchiesta per presunta corruzione in atti giudiziari e, allo stesso tempo, aggravare la posizione di alcuni professionisti e militari dell’Arma, riaprendo scenari delicati sull’intera gestione investigativa del caso.
Informativa, scenari giudiziari e rifiuto della perizia psichiatrica
L’indagine di Brescia si è concentrata sull’archiviazione di Andrea Sempio del 2017, provvedimento che lo aveva escluso dall’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da provare, l’ex pm Mario Venditti avrebbe ricevuto denaro per favorire quella decisione. A essere chiamato in causa, in tale ricostruzione, è anche il padre di Andrea Sempio, Giuseppe, indicato come presunto versante della somma contestata.
La posizione di Venditti ha però già registrato un primo segnale favorevole quando il tribunale del riesame ha detto no al sequestro dei suoi dispositivi elettronici, giudicando insufficienti i presupposti investigativi. Ora, l’informativa conclusiva consegnata ai pm Donato Greco e Alessio Bernardi potrebbe preludere a una formale richiesta di archiviazione per l’ex magistrato.
La novità più sensibile riguarda però altri soggetti: le verifiche avrebbero fatto emergere elementi che potrebbero aggravare la posizione di alcuni avvocati e carabinieri coinvolti all’epoca nelle indagini su Garlasco. Non sono stati diffusi nomi né capi d’accusa dettagliati, ma la Procura lascia intendere che il lavoro investigativo sia tutt’altro che chiuso e che lo scrutinio sulla correttezza dell’operato degli inquirenti proseguirà.
Possibili spostamenti di competenza e mosse difensive di Sempio
Se l’archiviazione per Mario Venditti verrà chiesta e accolta, verrà meno il presupposto che aveva attratto il procedimento a Brescia: l’applicazione dell’articolo 11 del codice di procedura penale, che assegna a Brescia i procedimenti sui magistrati del distretto di Milano.
In questo scenario, il fascicolo potrebbe tornare a Pavia, dove erano iniziate le verifiche originarie, non essendoci più magistrati pavesi indagati. Il possibile rientro nel foro pavese avrebbe conseguenze concrete sui tempi e sulla strategia processuale delle parti.
Parallelamente, sul fronte dell’omicidio di Chiara Poggi, Andrea Sempio – oggi unico indagato – ha annunciato che non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica del professor Roberto Catanesi, disposta dalla Procura di Pavia. Il suo legale, l’avvocato Liborio Cataliotti, ha spiegato con toni netti: «Ci mancherebbe solo che andasse». Secondo la difesa, prima vanno definitivamente accertati i fatti e le prove oggettive e solo dopo possono essere valutati eventuali profili personologici o patologici che, teme il legale, potrebbero essere esposti al giudizio mediatico senza una correlata responsabilità penale accertata.
Prospettive future e impatto sul caso giudiziario di Garlasco
Le decisioni di Brescia sull’eventuale archiviazione di Mario Venditti, il possibile ritorno del fascicolo a Pavia e la scelta di Andrea Sempio di rifiutare la perizia psichiatrica ridisegnano ancora una volta gli equilibri processuali attorno al delitto di Garlasco.
Le prossime mosse delle Procure e delle difese potrebbero incidere anche sulle prospettive della richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva, nel 2009, di Alberto Stasi, mantenendo alta l’attenzione pubblica su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi vent’anni.
FAQ
Chi è oggi l’unico indagato per il delitto di Garlasco?
Attualmente l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi è Andrea Sempio, il cui coinvolgimento è stato riaperto dalla Procura di Pavia.
Perché la Procura di Brescia indagava su Mario Venditti?
La Procura di Brescia indagava su Mario Venditti per presunta corruzione in atti giudiziari legata all’archiviazione di Andrea Sempio del 2017.
Cosa comporterebbe l’archiviazione per Mario Venditti?
Un’archiviazione per Venditti toglierebbe a Brescia la competenza speciale, rendendo possibile il trasferimento del fascicolo nuovamente alla Procura di Pavia.
Perché Andrea Sempio rifiuta la consulenza psichiatrica?
Andrea Sempio rifiuta la perizia psichiatrica perché la difesa ritiene prioritaria la verifica dei fatti oggettivi rispetto alle valutazioni personologiche.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul caso di Garlasco?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



