Garlasco shock: Chiara uccisa in cucina, Alberto presente sulla scena del delitto?

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Perizia della famiglia Poggi
Garlasco, la famiglia Poggi deposita una nuova perizia che riporta al centro Alberto Stasi, già condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara. I consulenti di parte hanno consegnato una relazione tecnica che individua nuovi elementi utili alla ricostruzione della dinamica, puntando su luogo dell’aggressione e riscontri genetici.
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La perizia esclude l’innesco del delitto sulle scale e colloca l’inizio dell’azione nella cucina della villetta, in particolare nell’area colazione. Secondo i tecnici, da lì l’aggressione sarebbe proseguita in altri ambienti, delineando una sequenza coerente con i reperti analizzati.
Tra i riscontri, viene valorizzata la traccia di DNA su una cannuccia all’interno di una confezione di Estathé trovata in cucina, attribuita ad Alberto Stasi, indicata come presenza chiave sulla scena. Il consulente Dario Redaelli ribadisce che l’attacco “comincia in cucina”, mentre l’avvocato Gian Luigi Tizzoni esclude ipotesi alternative di responsabilità.
Aggressione ricostruita in cucina
I consulenti della famiglia Poggi collocano l’avvio dell’azione violenta nella cucina della villetta, con focus sull’angolo colazione. Viene esclusa la dinamica iniziale sulle scale, ritenuta incompatibile con i reperti e con la sequenza degli eventi indicata nella relazione tecnica.
La presenza del DNA di Alberto Stasi sulla cannuccia di una confezione di Estathé rinvenuta in cucina è valorizzata come riscontro che lo posizionerebbe nell’area in cui sarebbe partita l’aggressione a Chiara. Secondo i consulenti, l’azione sarebbe poi proseguita in altri locali, in continuità con le evidenze raccolte.
Il consulente Dario Redaelli sostiene che l’offesa iniziale avvenga “proprio in cucina”, mentre l’avvocato Gian Luigi Tizzoni esclude ipotesi di terzi responsabili. L’impianto ricostruttivo è presentato come lineare rispetto ai reperti e alla collocazione degli oggetti rilevati nella scena domestica.
Nuove tracce genetiche e possibili indagati
Gli approfondimenti sul materiale genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara vengono riallacciati alla perizia di parte, che valorizza riscontri già noti e ne propone una lettura coerente con la collocazione in cucina. La traccia di DNA sulla cannuccia dell’Estathé, attribuita ad Alberto Stasi, è indicata come elemento che rafforza la presenza sulla scena nella fase iniziale dell’aggressione.
L’incidente probatorio sui nuovi sviluppi si è chiuso il 18 dicembre al tribunale di Pavia; dalla procura si attendono le determinazioni. Il vaglio riguarda sia la tenuta dei reperti genetici sia la compatibilità con la sequenza degli eventi illustrata dai consulenti della famiglia Poggi.
La procura di Pavia dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio o procedere con l’archiviazione. Filtrano indiscrezioni su due ulteriori possibili indagati, ma non vi sono conferme ufficiali. Intanto, il servizio de Le Iene ha portato alla luce due presunti nuovi testimoni che offrono una versione difforme, elemento che impone verifiche e riscontri formali.
FAQ
- Qual è il nuovo elemento genetico valorizzato?
La traccia di DNA sulla cannuccia di un Estathé rinvenuta in cucina, attribuita ad Alberto Stasi. - Dove si è concluso l’incidente probatorio e quando?
Al tribunale di Pavia, il 18 dicembre. - La perizia collega i reperti alla dinamica in cucina?
Sì, indica l’avvio dell’aggressione nell’area colazione della villetta. - Qual è il ruolo della procura di Pavia ora?
Decidere su rinvio a giudizio o archiviazione per Andrea Sempio e valutare eventuali ulteriori posizioni. - Ci sono nuovi possibili indagati?
Esistono indiscrezioni su due profili, senza conferme ufficiali. - Che rilievo hanno i presunti nuovi testimoni?
Introducono una narrazione alternativa che richiede riscontri investigativi. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Il servizio televisivo de Le Iene è menzionato come fonte per i presunti nuovi testimoni.




