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Iliad lancia “Più Veloci”: il piano per le reti mobili italiane 2030
Chi: l’operatore mobile iliad, guidato da Benedetto Levi, insieme a economisti e accademici indipendenti. Che cosa: il piano strutturale “Più Veloci” per la riallocazione delle frequenze mobili, l’adeguamento dei limiti elettromagnetici e l’accelerazione del 5G Standalone. Dove: in tutta Italia, con impatti su cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Quando: in vista della scadenza nel 2029 delle licenze che coprono il 73% dello spettro mobile. Perché: per garantire concorrenza, investimenti di lungo periodo, qualità di rete e leadership digitale italiana nel prossimo decennio.
In sintesi:
- Scadenza nel 2029 del 73% delle frequenze mobili: decisione chiave per il prossimo decennio.
- Iliad chiede più spettro, limiti elettromagnetici europei e priorità al 5G Standalone.
- Investimenti privati indirizzati dallo Stato verso obiettivi pubblici senza costi extra per i conti pubblici.
- Nuova distribuzione dello spettro per rafforzare concorrenza e qualità della connettività nazionale.
I quattro pilastri del piano “Più Veloci” di iliad
Il piano “Più Veloci” nasce per trasformare la scadenza delle licenze nel 2029 in una riforma complessiva della spectrum policy italiana. Iliad propone innanzitutto di ampliare lo spettro disponibile, includendo bande oggi sottoutilizzate come la 2,3 GHz e introducendo forme di uso duale pubblico–commerciale. Dal 1995 la dotazione frequenziale mobile è cresciuta costantemente: l’obiettivo è proseguire su questa traiettoria per abilitare 5G Standalone, AI ed edge computing con requisiti di capacità, latenza e sicurezza molto più stringenti.
Secondo pilastro: l’allineamento graduale, entro il 1° gennaio 2030, dei limiti elettromagnetici italiani agli standard ICNIRP europei di 61 V/m. Per gli esperti, i limiti attuali, seppur già innalzati a 15 V/m nel 2024, non consentono un uso efficiente delle nuove bande e rischiano di sterilizzare il valore industriale dello spettro.
Terzo pilastro: legare l’assegnazione delle frequenze a piani di investimento verificabili. Iliad propone impegni misurabili sul 5G Standalone: copertura di tutti i capoluoghi di Regione entro 2 anni dall’assegnazione, di tutti i capoluoghi di provincia entro 3 anni e mezzo, e del 99% della popolazione entro 6 anni. La disponibilità del servizio dovrebbe raggiungere il 99,9%, supportata da monitoraggio proattivo, sistemi di Disaster Recovery avanzati e resilienza dei servizi di emergenza, inclusi gli interventi nelle aree a fallimento di mercato senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
Quarto pilastro: una nuova distribuzione delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4‑3,8 GHz tra i quattro operatori mobili. Gli operatori storici otterrebbero accesso alla 2,3 GHz rilasciando parte dello spettro nelle bande esistenti, così da favorire un level playing field, preservare la sostenibilità finanziaria del settore e stimolare una concorrenza basata su qualità e innovazione.
Impatto economico, industriale e regolatorio del progetto
Il valore sistemico di “Più Veloci” è stato analizzato da esperti indipendenti. Davide Dattoli (Talent Garden) sottolinea che, nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, *la qualità degli strumenti cognitivi di un lavoratore dipende dalla qualità della sua connessione*. Con oltre 400mila aziende manifatturiere distribuite sul territorio, la rete mobile è per l’Italia una vera infrastruttura produttiva, non un semplice servizio consumer. Per Dattoli, le frequenze in scadenza nel 2029 rappresentano *una scelta sul tipo di Paese che vogliamo essere nel prossimo decennio*.
Sul fronte tecnico–sanitario, il professor Nicola Pasquino (Università di Napoli Federico II) evidenzia che *il 5G richiede potenza coerente con lo spettro disponibile* e che, finché i limiti resteranno una frazione di quelli raccomandati dalla comunità scientifica internazionale, *il potenziale della rete resterà sulla carta*. L’allineamento ai valori ICNIRP, accompagnato da misure di monitoraggio e trasparenza, è considerato condizione necessaria per preparare il passaggio al 6G.
I professori Cesare Pozzi (Luiss Guido Carli) e Davide Quaglione (Università “G. D’Annunzio” Chieti‑Pescara) legano invece l’assegnazione dello spettro alla credibilità industriale degli impegni degli operatori: *il valore dello spettro si misura nella capacità di trasformarlo, lungo tutta la durata della licenza, in infrastrutture e servizi*.
Per il quarto pilastro, il professor Carlo Alberto Carnevale Maffè (SDA Bocconi) ricorda che *lo spettro è una scelta di architettura del mercato*. La riforma, per essere sostenibile, deve rispettare cinque precondizioni cumulative: neutralità procedurale, mantenimento del segnale di mercato, reale rivalità tra più operatori su 4G evoluto e 5G Standalone, obblighi performativi misurabili, certezza regolatoria intertemporale. La violazione di una sola di queste condizioni, avverte, comprometterebbe la tenuta complessiva della riforma.
FAQ
Cosa prevede il piano Più Veloci di iliad in sintesi?
Il piano prevede più spettro, limiti elettromagnetici allineati all’Europa, rollout accelerato del 5G Standalone e nuova riallocazione delle frequenze tra operatori mobili.
Quando scadono le principali licenze di frequenze mobili in Italia?
Le licenze che coprono circa il 73% delle frequenze mobili italiane scadono nel 2029, rendendo necessari nuove regole di riallocazione e investimenti.
Quali obiettivi di copertura 5G Standalone propone iliad?
Iliad propone 5G Standalone in tutti i capoluoghi di Regione entro 2 anni, capoluoghi di provincia entro 3 anni e mezzo, 99% popolazione entro 6 anni.
Perché iliad chiede l’allineamento dei limiti elettromagnetici italiani?
Iliad ritiene necessario adeguare i limiti ai 61 V/m europei per sfruttare pienamente lo spettro, implementare 5G avanzato e preparare la transizione al 6G.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Più Veloci?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



