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28 Aprile 2026

Iliad lancia “Più Veloci”: il piano sulle frequenze mobili al 2029

Chi: l’operatore mobile iliad, guidato da Benedetto Levi. Che cosa: il piano strutturale “Più Veloci” per la riallocazione delle frequenze mobili e l’accelerazione del 5G Standalone. Dove: in tutta Italia, con impatto su cittadini, imprese e operatori. Quando: in vista della scadenza nel 2029 del 73% delle licenze d’uso delle frequenze mobili. Perché: per garantire un mercato concorrenziale, più investimenti privati nelle reti di nuova generazione e una capacità di rete adeguata alle esigenze produttive, all’intelligenza artificiale e ai servizi digitali dei prossimi dieci anni.

In sintesi:

  • Riallocazione strategica delle frequenze mobili in vista della scadenza delle licenze nel 2029.
  • Allineamento dei limiti elettromagnetici italiani agli standard europei entro il 2030.
  • Rollout 5G Standalone nazionale con obiettivi misurabili di copertura e qualità.
  • Nuovo schema concorrenziale di distribuzione dello spettro tra i quattro operatori mobili.

I quattro pilastri del piano “Più Veloci” e il contesto regolatorio

Il piano “Più Veloci” di iliad nasce per orientare il dibattito sulla nuova assegnazione delle frequenze mobili oltre la logica di massimizzazione degli incassi statali. L’operatore chiede una ricognizione completa dello spettro disponibile, inclusa la banda 2,3 GHz già oggetto di procedura MIMIT, e l’utilizzo di porzioni oggi sottoutilizzate anche in logica di “uso duale” pubblico-commerciale.

Il primo pilastro, “Più frequenze per il futuro”, lega lo sviluppo del 5G Standalone, dell’AI e dell’edge computing a una dotazione frequenziale più ampia e meglio utilizzabile. Il secondo pilastro, “Più potenza al segnale”, punta ad allineare entro il 1° gennaio 2030 i limiti elettromagnetici italiani ai 61 V/m raccomandati a livello europeo, superando l’attuale quadro ancora più restrittivo nonostante l’innalzamento a 15 V/m del 2024.

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Il terzo pilastro, “Più investimenti per il Paese”, propone di collegare il valore delle frequenze a piani di investimento con impatto pubblico misurabile: 5G Sa in tutti i capoluoghi di Regione entro 2 anni dall’assegnazione, in tutti i capoluoghi di provincia entro 3 anni e mezzo, copertura 5G Sa del 99% della popolazione entro 6 anni, disponibilità del servizio al 99,9% e protocolli avanzati di Disaster Recovery.

Nuova distribuzione dello spettro e impatto su concorrenza e produttività

Il quarto pilastro, “Più qualità per tutti”, introduce una proposta di riallocazione delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz tra i quattro operatori mobili. iliad suggerisce che i tre operatori storici accedano alla banda 2,3 GHz rilasciando parte dello spettro nelle altre bande, così da ottenere un mix più equilibrato tra capacità, copertura e concorrenza effettiva, salvaguardando allo stesso tempo la sostenibilità finanziaria del settore.

Nel quadro di analisi indipendenti a supporto del piano, Davide Dattoli (Talent Garden) definisce la connettività mobile una vera “infrastruttura produttiva” per le oltre 400mila aziende manifatturiere italiane, evidenziando che la scelta sulle frequenze 2029 è in realtà una scelta sul modello di Paese. Nicola Pasquino (Università di Napoli Federico II) collega il pieno dispiegamento del 5G e la futura transizione al 6G all’allineamento dei limiti elettromagnetici agli standard Icnirp, accompagnato da misure di monitoraggio e trasparenza.

Gli economisti Cesare Pozzi (Luiss Guido Carli) e Davide Quaglione (Università “G. D’Annunzio”) chiedono criteri di assegnazione basati sulla credibilità industriale e sulla capacità di trasformare lo spettro in infrastrutture concrete, indicando il 5G Sa e la rete di nodi edge integrati con distretti industriali e poli logistici come base di una politica industriale della connettività. Carlo Alberto Carnevale Maffè (Sda Bocconi) ricorda che lo spettro è soprattutto una scelta di “architettura del mercato” e che una riforma efficace richiede cinque precondizioni cumulative: neutralità procedurale, segnale di mercato residuo, rivalità effettiva su 4G evoluto e 5G Sa, obblighi performativi verificabili e certezza regolatoria intertemporale.

Scenari futuri: leadership digitale italiana e condizioni per riuscirci

Secondo Benedetto Levi, le decisioni sulle frequenze nel 2029 determineranno la qualità delle reti italiane per i prossimi quindici anni e oltre. “Più Veloci” intende spostare il baricentro dalle entrate una tantum per lo Stato alla creazione di un ecosistema competitivo, in cui più spettro, limiti elettromagnetici adeguati e investimenti vincolati a risultati concreti convergano in reti “a prova di futuro”.

Se la proposta troverà riscontro regolatorio, l’Italia potrebbe collocarsi tra i Paesi europei con le migliori reti 5G Sa, a supporto di AI, industria manifatturiera distribuita, logistica avanzata e servizi pubblici digitali resilienti. In assenza di un allineamento normativo e di un disegno concorrenziale coerente, il rischio evidenziato dagli esperti è che il valore industriale e sociale delle nuove frequenze resti inespresso, lasciando il Paese in posizione difensiva nella corsa globale alle infrastrutture digitali.

FAQ

Cosa prevede il piano Più Veloci di iliad in termini generali?

Il piano prevede una riallocazione più efficiente dello spettro, l’adeguamento dei limiti elettromagnetici e investimenti vincolati nello sviluppo del 5G Standalone.

Quali sono gli obiettivi concreti di copertura 5G Standalone proposti?

Gli obiettivi ipotizzati sono: 5G Sa in tutti i capoluoghi di Regione in 2 anni, capoluoghi di provincia in 3,5 anni, 99% popolazione in 6 anni.

Perché iliad chiede l’allineamento dei limiti elettromagnetici agli standard europei?

L’adeguamento a 61 V/m permetterebbe di sfruttare pienamente le nuove frequenze 5G, aumentando capacità, qualità del servizio e competitività rispetto agli altri Paesi europei.

In che modo la riallocazione delle frequenze inciderebbe sulla concorrenza?

La nuova distribuzione delle bande 900, 1800, 2100 e 3,4-3,8 GHz mira a garantire rivalità effettiva, sostenibilità economica e incentivi continui agli investimenti.

Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi sul piano Più Veloci?

Il contenuto deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
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