Garlasco, nuovo esposto di Fabio Napoleone rilancia il dubbio di grave errore giudiziario su Stasi
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Nuove ombre su Garlasco tra revisione Stasi e morte di Giovanni Ferri
A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, la Procura di Pavia rivaluta due capitoli cruciali: la posizione di Alberto Stasi, unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, e la morte sospetta del pensionato Giovanni Ferri.
Le indagini coordinate dal procuratore capo Fabio Napoleone e vigilate dalla procuratrice generale Francesca Nanni stanno riesaminando testimonianze, incongruenze medico-legali e soprattutto i profili di DNA acquisiti nel tempo.
Oggi, a Pavia, si ragiona su un possibile errore giudiziario “clamoroso” ai danni di Stasi e su un eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio, mentre restano irrisolti i dubbi sul presunto suicidio di Giovanni Ferri in via Molino, a Garlasco.
La nuova stagione investigativa punta a verificare, con criteri scientifici aggiornati, la coerenza dell’intero impianto probatorio per evitare che restino zone d’ombra in uno dei casi giudiziari più discussi d’Italia.
In sintesi:
- La Procura di Pavia rivaluta il delitto di Garlasco con accertamenti autonomi e approfonditi.
- Si ipotizza un errore giudiziario su Alberto Stasi e si valuta il ruolo di Andrea Sempio.
- Il presunto suicidio di Giovanni Ferri presenta incongruenze su dinamica, luogo e arma.
- DNA, atti medico-legali e testimonianze sono al centro della nuova analisi investigativa.
Revisione Stasi, scenario Sempio e il nodo irrisolto di Giovanni Ferri
La Procura di Pavia si muove su un binario investigativo autonomo rispetto ai media, ricostruendo il delitto di Garlasco con un approccio sistematico.
Fonti giudiziarie indicano che, al termine delle valutazioni, potrebbe essere formalizzata una richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, ipotesi che non interferirebbe con l’eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi.
Il procuratore capo Fabio Napoleone ha fatto filtrare che diversi elementi raccolti nel tempo potrebbero rafforzare la tesi di un errore giudiziario “clamoroso” a carico di Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Centrale il tema del DNA: la medesima quantità genetica sarebbe stata rilevata sui pedali della bici di Stasi e su un cucchiaino usato da Chiara Poggi la mattina dell’omicidio.
Un’eventuale ipotesi di scambio di provette, se dimostrata, incrinerebbe seriamente l’attendibilità di uno dei pilastri probatori del processo, aprendo la strada a una richiesta di revisione.
Sul piano procedurale, l’avvocato Fabrizio Gallo, intervenuto a Mattino Cinque, ha spiegato che una revisione per Stasi richiederebbe poche udienze, forse un paio, con una durata di alcuni mesi.
Ben più lunga sarebbe, invece, la tempistica di un nuovo processo a carico di Andrea Sempio, con una fase preliminare estesa e una scansione dibattimentale ordinaria: due percorsi diversi ma giuridicamente compatibili e paralleli.
Il caso Ferri e le possibili ricadute sulla verità processuale
Parallelamente, riemerge la morte del pensionato ed ex meccanico Giovanni Ferri, trovata frettolosamente qualificata come suicidio.
La vedova, intervistata da Mattino Cinque, continua a escludere motivi personali che possano giustificare un gesto del genere, soprattutto a 88 anni e in un luogo per lui insolito come via Molino, un anfratto stretto lontano dal suo abituale percorso.
La donna riferisce di aver ricevuto due versioni discordanti sulla posizione del coltello: prima in mano al marito, poi accanto al corpo. “La sensazione è che si volesse chiudere tutto in fretta”, ha dichiarato, segnalando così una gestione percepita come sbrigativa dell’evento.
A riaccendere i dubbi contribuisce il maresciallo Roberto Pennini, allora vicecomandante dei Carabinieri di Garlasco. Pur non intervenuto direttamente, rileggendo gli atti ricorda che il corpo di Ferri fu trasferito prima al medico legale e poi alla medicina legale di Pavia.
La sua versione, resa al giornalista Emanuele Canta, descrive un quadro diverso da quello consolidato: “Polso sinistro tagliato, gola tagliata da entrambe le parti e coltello nella stessa mano del polso sinistro”.
Questa descrizione alimenta interrogativi sulla compatibilità lesioni-arma, sulla dinamica concreta dei tagli e sul numero effettivo dei colpi, aspetti che in medicina legale possono distinguere un suicidio da un’azione etero-inferta.
L’insieme di tali incongruenze rende strategica, in ottica di verità storica, una rivalutazione completa del fascicolo Ferri, anche per misurare se e come incida sul contesto complessivo di Garlasco.
Intanto, l’opinione pubblica resta divisa, mentre l’ipotesi che Alberto Stasi sia vittima di un grave errore giudiziario acquista peso mediatico e processuale.
La procuratrice generale Francesca Nanni invita però alla prudenza: “Bisogna studiare tutte le carte prima di fare qualsiasi dichiarazione”, indicando una linea di massimo rigore istruttorio per chiudere, finalmente, un cerchio aperto dal 2007.
FAQ
Che cosa sta rivalutando oggi la Procura di Pavia sul caso Garlasco?
La Procura di Pavia sta riesaminando prove, DNA, testimonianze e atti medico-legali, valutando revisione per Alberto Stasi e possibili sviluppi su Andrea Sempio.
La revisione del processo a Stasi può procedere insieme a un processo a Sempio?
Sì, possono procedere parallelamente. La revisione di Alberto Stasi avrebbe tempi più rapidi rispetto a un eventuale nuovo processo per Andrea Sempio.
Perché il presunto suicidio di Giovanni Ferri viene considerato sospetto?
Viene considerato sospetto per l’età di Giovanni Ferri, il luogo insolito, le versioni discordanti sul coltello e alcune incongruenze nelle lesioni descritte.
Qual è il ruolo del DNA nella possibile revisione del caso Garlasco?
Il DNA è centrale: la coincidenza delle tracce su bici e cucchiaino di Chiara Poggi potrebbe indicare errori di laboratorio rilevanti.
Da quali fonti è stata ricostruita l’analisi giornalistica su Garlasco?
È stata elaborata congiuntamente da contenuti e dispacci ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



