El Niño in formazione potrebbe causare ondata di eventi climatici estremi senza precedenti nel mondo

El Niño in formazione potrebbe causare ondata di eventi climatici estremi senza precedenti nel mondo

21 Maggio 2026

El Niño estremo, crisi globali e rischio di nuove disuguaglianze

Il fenomeno climatico El Niño, nato dalle osservazioni dei pescatori peruviani secoli fa, torna oggi al centro delle preoccupazioni globali. Chi lo studia sono climatologi, economisti e organismi internazionali; ciò che è in gioco riguarda sicurezza alimentare, stabilità politica e salute pubblica. El Niño consiste nel riscaldamento anomalo del Pacifico centrale, che altera i modelli atmosferici ovunque, dall’India all’ fino al Mediterraneo. Le prossime manifestazioni sono attese tra il 2024 e il 2027, con un possibile picco nel 2027. Il motivo dell’allarme è duplice: da un lato previsioni di un episodio tra i più intensi mai registrati, dall’altro un contesto economico e geopolitico fragile – guerre, crisi energetica, tagli agli aiuti – che potrebbe trasformare uno shock climatico in un moltiplicatore di disuguaglianze.

In sintesi:

  • El Niño è un riscaldamento del Pacifico che altera il clima globale e aumenta rischi estremi.
  • Gli storici collegano vecchi episodi a carestie, rivolte e nascita del divario Nord-Sud.
  • Oggi esistono allerta precoce e scorte di cereali, ma la rete di protezione è fragile.
  • Un El Niño record potrebbe contribuire a rendere il 2027 l’anno più caldo mai misurato.

Le radici storiche e sociali di El Niño mostrano come gli eventi naturali diventino crisi umane solo quando incontrano sistemi economici ingiusti, istituzioni deboli e interessi di potere che scaricano i costi sui più vulnerabili.

Come El Niño plasma clima, storia e disuguaglianze globali

El Niño è, in termini scientifici, un riscaldamento periodico e anomalo delle acque superficiali del Pacifico centrale e orientale. Questo squilibrio termico indebolisce gli alisei, sposta le piogge tropicali e ridisegna le traiettorie delle perturbazioni su scala planetaria.
Le conseguenze sono asimmetriche: siccità in alcune regioni, alluvioni in altre, ondate di calore più probabili, cambiamenti nella distribuzione di malattie trasmesse da insetti e acqua contaminata.

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Gli storici individuano tracce di forti episodi di El Niño nelle crisi dell’antico Egitto e nelle turbolenze che precedettero la Rivoluzione francese. L’episodio del 1877 rimane emblematico: in India meridionale siccità estrema, popolazioni costrette a nutrirsi di radici e famiglie spinte a vendere i figli. Le vittime, tra India, Cina e Brasile, furono decine di milioni.

A trasformare un’anomalia climatica in catastrofe fu però l’assetto coloniale britannico: pur nel pieno della carestia, il grano indiano continuava a essere esportato verso Londra. Molti studiosi riconducono a questa combinazione di clima e dominio coloniale le origini della frattura tra “primo” e “terzo mondo”, dove chi controlla risorse e commercio monetizza le crisi altrui.

Il prossimo El Niño tra crisi energetica, debito e sicurezza alimentare

Oggi El Niño è seguito con reti di boe oceaniche, satelliti e sistemi di allerta precoce. Esistono riserve strategiche di cereali, protocolli di risposta a siccità e inondazioni, meccanismi di assicurazione climatica. Nessuno scenario scientifico serio prevede carestie di portata ottocentesca.
Tuttavia le previsioni indicano che il prossimo episodio potrebbe essere tra i più intensi mai misurati, con temperature del Pacifico fino a tre gradi Celsius sopra la media storica. Questo avverrebbe in un contesto già stressato: carenza di fertilizzanti aggravata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, prezzi dell’energia gonfiati dalle guerre in Ucraina e in Iran, programmi di aiuto internazionale ridimensionati dai tagli di Washington e di altri grandi donatori.

Gli esperti avvertono che il rischio reale non è un singolo disastro, ma una cascata di effetti concatenati: raccolti ridotti, aumento dei prezzi alimentari, malnutrizione, migrazioni, conflitti locali, ulteriore indebitamento dei paesi poveri. El Niño tipicamente raggiunge il picco a fine anno, ma gli effetti termici e sociali possono prolungarsi a lungo; diversi modelli indicano il 2027 come possibile anno più caldo mai registrato, con implicazioni dirette per agricoltura, sanità e sicurezza idrica anche nel Mediterraneo.

Prepararsi a El Niño significa ridurre il divario tra protetti ed esposti

La vera discriminante, di fronte a un El Niño estremo, sarà la capacità di tradurre la conoscenza scientifica in politiche rapide e inclusive. Paesi con reti idriche resilienti, agricoltura adattata e sistemi sanitari robusti assorbiranno meglio gli shock; gli altri rischiano crisi multiple entro pochi anni.

Per evitare che il prossimo El Niño consolidi nuove linee di frattura tra Nord e Sud globali, gli analisti indicano tre priorità: finanziare l’adattamento climatico nei paesi vulnerabili, rafforzare le reti di sicurezza alimentare e sanitaria e ripensare le regole del debito sovrano in presenza di shock climatici ripetuti. Senza un riequilibrio strutturale, il “bambino” nato lungo le coste del Perù continuerà a decidere chi potrà attraversare indenne il secolo più caldo della storia e chi ne pagherà il prezzo più alto.

FAQ

Che cosa è esattamente El Niño e ogni quanto si manifesta?

El Niño è un riscaldamento anomalo del Pacifico tropicale; si manifesta in media ogni 2-7 anni, con intensità diversa, influenzando clima e piogge mondiali.

Quali regioni rischiano di più con un El Niño molto intenso?

Rischiano di più Asia meridionale, Africa orientale, America Latina costiera e regioni già esposte a siccità o inondazioni, dove mancano reti di protezione sociale.

In che modo El Niño può influenzare i prezzi di cibo ed energia?

El Niño può ridurre raccolti di cereali e caffè, danneggiare infrastrutture, aumentare domanda energetica per raffrescamento, spingendo al rialzo prezzi alimentari ed elettrici.

Cosa possono fare oggi i governi per ridurre gli impatti di El Niño?

I governi possono rafforzare sistemi di allerta, creare scorte alimentari, proteggere reti idriche e sostenere agricoltura resiliente con assicurazioni e sussidi mirati.

Da quali fonti provengono i dati e le analisi su El Niño citati?

I contenuti derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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