Data centre consumo elettrico quadruplicato rispetto alla media mondiale: cause e soluzioni sostenibili

Data centre consumo elettrico quadruplicato rispetto alla media mondiale: cause e soluzioni sostenibili

5 Giugno 2025

Consumo energetico dei data centre

Il consumo energetico dei data centre è diventato una preoccupazione crescente a livello globale, specialmente con l’aumento esponenziale delle applicazioni di intelligenza artificiale. Secondo l’International Telecommunication Union (ITU) con sede a Ginevra, i data centre consumano più di quattro volte l’energia elettrica rispetto alla media degli altri settori. Tra il 2020 e il 2023, quattro dei principali operatori hanno registrato un aumento del consumo energetico superiore al 150%. In soli sei anni, dal 2017 al 2023, il fabbisogno energetico dei data centre è cresciuto mediamente del 12% annuo, sottolineando una perdita progressiva di efficienza o una domanda energetica in costante accelerazione.

Questi centri di elaborazione dati assorbono complessivamente il 2,1% dell’elettricità globale, con metà di tale consumo attribuibile solamente a dieci grandi aziende. Le emissioni di gas serra correlate ammontano allo 0,8% del totale globale, un dato che impone una revisione urgente delle strategie energetiche legate al settore digitale. Nonostante alcune aziende abbiano intrapreso iniziative per ridurre l’impatto ambientale, il ritmo dell’incremento di consumo rimane preoccupante e rappresenta una sfida significativa per la sostenibilità energetica del pianeta.

Impegni e iniziative per la sostenibilità

Nel contesto della crescente pressione per un approccio sostenibile, numerose aziende operanti nel settore dei data centre hanno formalizzato impegni significativi per ridurre il proprio impatto ambientale. Ad oggi, 41 realtà hanno dichiarato l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, mentre 51 di esse puntano a traguardi ancora più ambiziosi, anticipando tale obiettivo rispetto a quella data. Questo scenario testimonia una presa di coscienza crescente e una volontà concreta di adottare pratiche a basso impatto ambientale.

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Ancora più rilevante è il progressivo utilizzo di fonti energetiche rinnovabili: nel 2023, 23 compagnie si sono distinte per l’alimentazione esclusivamente da energia verde, un aumento netto rispetto all’anno precedente. Questo dato rappresenta un passo importante verso la decarbonizzazione del settore, seppur ancora parziale rispetto al fabbisogno complessivo.

Inoltre, l’adozione di standard di trasparenza e rendicontazione delle emissioni indirette (scope 3) si è ampliata, con oltre 100 aziende che hanno reso pubblici i loro dati relativi all’intero ciclo produttivo, segnando un incremento di oltre un terzo in un solo anno. Questi elementi sono essenziali per monitorare i progressi e incentivare una maggiore responsabilità condivisa.

Tuttavia, nonostante questi passi avanti, l’International Telecommunication Union sottolinea che le iniziative devono essere intensificate e integrate da partnership strategiche con le aziende energetiche, oltre che da un impegno globale nella dichiarazione trasparente di tutte le emissioni generate dall’intelligenza artificiale e dai data centre in generale. Solo attraverso un coordinamento efficace e una chiara valorizzazione degli sforzi sarà possibile contenere l’impatto ambientale di questo settore in rapida espansione.

Sfide e raccomandazioni per il futuro

Le sfide che il settore dei data centre deve affrontare per ridurre il proprio impatto energetico e ambientale sono molteplici e complesse. Sebbene alcune aziende abbiano intrapreso iniziative per la sostenibilità, il ritmo di crescita della domanda energetica rimane preoccupante. L’International Telecommunication Union pone l’accento sulla necessità di una risposta coordinata che coinvolga non solo gli operatori digitali, ma anche i governi e i fornitori di energia, per incrementare l’utilizzo di fonti rinnovabili in modo sistematico e su larga scala.

Fra le priorità indicate vi è la completa trasparenza sulle emissioni legate all’intelligenza artificiale e ai servizi digitali, un aspetto ancora parzialmente trascurato. L’obbligo di rendicontare tutte le emissioni, dirette e indirette, diventa fondamentale per misurare e gestire l’efficacia delle politiche ambientali adottate.

Inoltre, è imprescindibile che gli Stati integrino queste criticità nelle loro strategie nazionali climatiche, adottando obiettivi specifici e misure regolamentari che spingano verso una digitalizzazione sostenibile. L’invito dell’ITU a una collaborazione più stretta tra settore energetico e tecnologico rappresenta una linea guida pragmatica per contenere l’escalation dei consumi e conseguire una reale decarbonizzazione.

La crescente domanda di elaborazione dati, soprattutto per applicazioni di intelligenza artificiale, non può essere più affrontata senza considerare la sostenibilità ambientale come fattore imprescindibile. Pertanto, le raccomandazioni dell’agenzia internazionale sono chiare: aumentare la quota di energia verde, migliorare l’efficienza energetica, garantire la massima trasparenza delle emissioni e promuovere politiche nazionali coerenti e incisive.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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