Criptovalute in portafoglio, esplode la platea degli investitori italiani: numeri record e nuovi rischi

Criptovalute in portafoglio, esplode la platea degli investitori italiani: numeri record e nuovi rischi

23 Gennaio 2026

In Italia sono 2,8 milioni i possessori di crypto-asset

Crypto in tasca agli italiani

In Italia circa 2,8 milioni di persone detengono crypto-asset, pari a quasi il 7% della popolazione adulta, una quota ancora inferiore rispetto a Paesi come Francia, Germania e Spagna dove l’adozione raggiunge rispettivamente il 9%, l’11% e il 14%. Questo squilibrio riflette un ecosistema nazionale in ritardo ma in rapido recupero, sospinto dall’interesse dei piccoli risparmiatori e dall’evoluzione del quadro normativo.

L’11% dei consumatori italiani dichiara di voler acquistare crypto-asset in futuro, segnale di un potenziale bacino di crescita che potrebbe quasi raddoppiare la penetrazione attuale. Colpisce il fatto che oltre la metà degli attuali possessori non utilizzi altri strumenti finanziari tradizionali, facendo delle criptovalute il primo contatto diretto con il mondo degli investimenti.

Per il sistema finanziario questo fenomeno apre un doppio fronte: da un lato opportunità di educazione e inclusione, dall’altro il rischio che risparmiatori poco esperti espongano i propri capitali a volatilità elevata e a prodotti complessi senza adeguata protezione.

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Blockchain e Web3 verso la maturità

Secondo le analisi dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, il 2025 segna il passaggio da una fase sperimentale a una stagione di consolidamento per le tecnologie blockchain e Web3, soprattutto nel settore finanziario. L’evoluzione delle norme internazionali, dal regolamento MiCA europeo ai nuovi standard di vigilanza, sta riducendo le aree grigie regolamentari e rendendo più chiaro il perimetro operativo per operatori e investitori.

Le istituzioni finanziarie italiane, dalle banche alle fintech, stanno accelerando su progetti pilota dedicati a pagamenti, identità digitale e finanza decentralizzata regolamentata, con particolare attenzione alla custodia sicura degli asset e ai servizi di tokenizzazione. Questo movimento sta favorendo l’ingresso di attori tradizionali nel Web3, spingendo verso soluzioni ibride tra finanza classica e infrastrutture distribuite.

Il risultato è un ecosistema più strutturato, con meno iniziative improvvisate e maggiore presenza di progetti enterprise orientati a casi d’uso concreti, sostenibili e misurabili nel tempo.

Stablecoin e tokenizzazione in ascesa

A livello globale sono stati censiti 378 nuovi progetti blockchain, in crescita del 27% rispetto al 2024, con il 73% delle iniziative concentrate in ambito finanziario. Il motore principale di questa espansione è rappresentato dalle stablecoin, la cui capitalizzazione complessiva ha toccato i 310 miliardi di dollari a fine 2025, con un incremento di circa il 50% su base annua.

La stabilità relativa di queste criptovalute ancorate a valute fiat o a panieri di asset le rende uno strumento chiave per pagamenti transfrontalieri, gestione della liquidità e sperimentazioni di finanza programmabile. Parallelamente, si moltiplicano i progetti di tokenizzazione di asset finanziari – titoli, fondi, crediti, strumenti del debito – che mirano a rendere la circolazione dei capitali più efficiente e trasparente, sebbene molti siano ancora in fase pilota.

Per l’Italia, dove il numero di investitori in crypto è limitato ma in accelerazione, queste innovazioni aprono la strada a nuovi prodotti di risparmio digitale, con la sfida cruciale di coniugare tutela del consumatore, compliance normativa e competitività internazionale.

FAQ

D: Quante persone in Italia possiedono oggi crypto-asset?
A: Circa 2,8 milioni di individui, pari a circa il 7% della popolazione adulta.

D: Come si posiziona l’Italia rispetto a Francia, Germania e Spagna?
A: L’Italia è indietro: in Francia la quota è intorno al 9%, in Germania all’11% e in Spagna al 14%.

D: Chi ha realizzato la ricerca citata sui crypto-asset?
A: L’analisi è stata condotta dall’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano.

D: Qual è la percentuale di italiani interessati ad acquistare crypto in futuro?
A: Circa l’11% dei consumatori dichiara un interesse concreto verso futuri acquisti di crypto-asset.

D: È vero che molti possessori di crypto non usano altri investimenti?
A: Sì, oltre la metà dei detentori italiani non investe in strumenti finanziari tradizionali.

D: Quanti nuovi progetti blockchain sono stati censiti a livello globale?
A: Sono stati registrati 378 nuovi progetti, con una crescita del 27% rispetto al 2024.

D: A quanto ammonta la capitalizzazione globale delle stablecoin?
A: A fine 2025 la capitalizzazione complessiva ha raggiunto circa 310 miliardi di dollari.

D: Qual è la fonte giornalistica originale dei dati riportati?
A: I numeri citati provengono da una notizia dell’agenzia ANSA basata sulla ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
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