Crans-Montana intensifica lo scontro diplomatico con l’Italia

Crisi diplomatica Italia-Svizzera sul caso Crans-Montana: cosa succede
La tensione tra Italia e Svizzera sul caso di Crans-Montana si è aggravata dopo il mancato accordo su un gruppo investigativo congiunto.
Al centro dello scontro c’è la richiesta di Roma di creare una squadra mista di inquirenti per approfondire l’inchiesta, mentre Berna sostiene di non aver ricevuto alcuna domanda formale.
Il 24 gennaio il governo italiano ha richiamato a Roma il proprio ambasciatore da Berna e il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che non rientrerà finché non ci sarà piena cooperazione.
L’episodio, maturato tra fine gennaio e i primi giorni di febbraio, solleva interrogativi sulla trasparenza delle comunicazioni giudiziarie bilaterali e sulle reali intenzioni dei due Paesi, con inevitabili ripercussioni politiche e mediatiche.
In sintesi:
- Roma chiede da settimane un gruppo investigativo congiunto con la Svizzera sul caso Crans-Montana.
- Il 24 gennaio l’Italia richiama l’ambasciatore da Berna per protesta diplomatica.
- Antonio Tajani accusa Berna di «resistenza» alla cooperazione giudiziaria.
- L’Ufficio federale di giustizia svizzero nega di aver ricevuto una richiesta formale.
Richiesta italiana, replica svizzera e nodo del 30 gennaio
Secondo la ricostruzione italiana, la crisi nasce dalla volontà di Roma di istituire una squadra investigativa comune con Berna per approfondire il caso di Crans-Montana.
La richiesta, ribadita politicamente da giorni, è diventata simbolo della cooperazione giudiziaria ritenuta indispensabile dal governo italiano.
Per protesta contro quella che giudica una mancata collaborazione, il 24 gennaio l’Italia ha richiamato a Roma il proprio ambasciatore dalla Svizzera, congelando di fatto il dialogo a livello massimo.
Due giorni dopo un incontro bilaterale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato ai media italiani di una *«resistenza» svizzera alle indagini congiunte*, annunciando che l’ambasciatore resterà a Roma finché non ci sarà piena apertura da parte di Berna.
La versione svizzera, però, è diversa: l’Ufficio federale di giustizia sostiene che l’Italia non abbia mai presentato un’istanza formale per il gruppo congiunto.
Questo punto viene messo in discussione da ambienti giudiziari italiani: il 30 gennaio la procura di Roma avrebbe inviato un messaggio manifestando la disponibilità alla creazione della squadra mista, cui l’autorità svizzera avrebbe replicato che la questione sarebbe stata esaminata a Berna.
Nonostante ciò, nel comunicato ufficiale svizzero e nel successivo punto stampa — senza domande — il tema non è stato citato.
Il procuratore Lo Voi ha inoltre riferito alla stampa italiana che la questione del gruppo investigativo non era stata affrontata nel merito, alimentando ulteriori dubbi e frizioni diplomatiche.
Scenari futuri e possibili sviluppi della controversia italo-svizzera
La permanenza dell’ambasciatore italiano a Roma è diventata un indicatore politico della crisi.
Se la controversia sulla richiesta formale non verrà chiarita rapidamente, il dossier rischia di incancrenirsi, influenzando altre partite bilaterali sensibili, dalla cooperazione giudiziaria ai temi fiscali e finanziari.
Un eventuale accordo su un gruppo investigativo congiunto, al contrario, potrebbe trasformare il caso Crans-Montana in un precedente positivo di collaborazione giudiziaria transfrontaliera, rafforzando la fiducia reciproca e riducendo l’impatto della polemica mediatica su Italia e Svizzera.
FAQ
Perché l’Italia ha richiamato il proprio ambasciatore da Berna?
L’Italia ha effettivamente richiamato l’ambasciatore il 24 gennaio, come forma di protesta per la mancata cooperazione svizzera su un gruppo investigativo congiunto.
Che cosa chiede esattamente Roma alla Svizzera sul caso Crans-Montana?
Roma chiede concretamente l’istituzione di un gruppo investigativo congiunto Italia-Svizzera per coordinare indagini, scambio prove e strategie giudiziarie sul caso Crans-Montana.
Cosa sostiene l’Ufficio federale di giustizia svizzero sulla richiesta italiana?
L’Ufficio federale di giustizia afferma chiaramente che dall’Italia non è mai arrivata una richiesta formale di gruppo investigativo congiunto.
Qual è il ruolo del ministro degli Esteri Antonio Tajani nella vicenda?
Antonio Tajani ha formalizzato la linea italiana, denunciando la *«resistenza» svizzera* e decidendo che l’ambasciatore resterà a Roma finché non ci sarà piena cooperazione.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva esplicitamente da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



