Cgia svela il taglio fiscale: famiglie italiane alleggerite di miliardi, ecco cosa significa davvero

Cgia svela il taglio fiscale: famiglie italiane alleggerite di miliardi, ecco cosa significa davvero

17 Gennaio 2026

Misure fiscali e impatto sui nuclei familiari

Cgia di Mestre quantifica in 33,3 miliardi il beneficio netto per le famiglie maturato negli ultimi quattro anni, frutto di interventi fiscali che hanno alleggerito il prelievo pur in un contesto di pressione complessiva in risalita. L’ammontare lordo delle misure tocca 45,7 miliardi, ma il saldo tiene conto di risorse già previste dai governi precedenti e di provvedimenti temporanei.

Le quattro leggi di Bilancio dell’esecutivo Meloni hanno inciso su due leve: ampliamento della flat tax per autonomi e taglio del cuneo fiscale tramite accorpamento dei primi due scaglioni IRPEF, con aliquota al 23%, e riduzione dell’aliquota del secondo scaglione al 33%. Questi interventi hanno aumentato il reddito disponibile dei nuclei, sostenendo i consumi senza alterare la progressività complessiva del sistema.

Secondo l’analisi, il taglio del cuneo – avviato dal governo Draghi e poi reso stabile – ha reso la crescita del reddito dei dipendenti più dinamica delle retribuzioni lorde, avvicinandola all’inflazione. Ciò ha attenuato l’erosione del potere d’acquisto e ha distribuito il beneficio su una platea ampia, con impatto maggiore sui redditi medio-bassi e sui lavoratori con contratti recentemente rinnovati.

Pressione fiscale, occupazione e gettito

La pressione fiscale complessiva è risalita fino al 42,8% nel 2025, mentre il carico sulle famiglie si è alleggerito. Il dato, rilevato dall’Ufficio studi Cgia di Mestre, riflette un contesto in cui il prelievo cresce per effetto della base imponibile più ampia e non per un aumento diretto delle aliquote sui nuclei.

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L’occupazione in espansione e i rinnovi contrattuali hanno incrementato retribuzioni e contributi, sostenendo il gettito tributario. L’aumento dell’attività lavorativa ha generato entrate aggiuntive che hanno compensato in parte i minori introiti connessi ai tagli sul cuneo e agli interventi IRPEF, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici.

Secondo l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani citato dalla Cgia, tra il 2019 e il 2023 il reddito dei dipendenti è salito del 16,8% a fronte di un’inflazione al 17,2%, segnale che la leva contributiva e fiscale ha sostenuto il reddito netto. L’effetto combinato di occupazione e politica fiscale ha quindi spinto il gettito pur con un alleggerimento mirato sul lavoro.

Effetti per imprese, banche e assicurazioni

L’inasprimento del prelievo ha colpito in misura significativa le società di capitali, circa 1,5 milioni di realtà pari a oltre il 35% delle imprese nazionali, attraverso la sospensione della deducibilità di specifiche voci di costo e l’abrogazione dell’Ace (Aiuto alla crescita economica). Questi interventi hanno ampliato la base imponibile e riallineato la tassazione dei profitti, sostenendo il gettito in una fase di espansione occupazionale.

Per il comparto finanziario, l’aggravio è ancora più evidente: da quest’anno banche e assicurazioni versano complessivamente 5,6 miliardi aggiuntivi all’erario. La misura risponde all’esigenza di intercettare extra-margini generati dall’aumento dei tassi e dall’andamento del credito, convogliando risorse verso la finanza pubblica senza incidere sul taglio del cuneo destinato ai lavoratori.

Nel complesso, la riallocazione del carico verso i soggetti con maggiore capacità contributiva ha compensato parte degli alleggerimenti concessi ai nuclei, preservando l’equilibrio dei conti. La dinamica dei profitti e i rinnovi contrattuali hanno sostenuto l’entrata tributaria e contributiva, mentre la cornice regolatoria ha ridotto gli spazi di pianificazione fiscale aggressiva, con effetti redistributivi tra famiglie e imprese.

FAQ

  • Quali imprese sono state maggiormente interessate dagli aumenti? Le società di capitali, circa 1,5 milioni, pari a oltre il 35% del totale nazionale.
  • Qual è l’impatto per banche e assicurazioni? Un versamento aggiuntivo complessivo di 5,6 miliardi a partire da quest’anno.
  • Cosa comporta l’abrogazione dell’Ace? L’eliminazione dell’Ace ha ampliato la base imponibile, incrementando il gettito sulle imprese.
  • Perché è stata sospesa la deducibilità di alcune spese? Per rafforzare le entrate e ridurre margini di ottimizzazione fiscale su specifiche voci di costo.
  • Come si concilia l’aumento di gettito con il taglio del cuneo? L’extra gettito da imprese, banche e assicurazioni compensa in parte l’alleggerimento sul lavoro.
  • Queste misure incidono sulla competitività? L’impatto dipende dai margini settoriali: il prelievo più alto grava sui profitti ma non modifica le aliquote sul lavoro.
  • Qual è la fonte dei dati citati? Le stime provengono dall’Ufficio studi Cgia di Mestre, richiamate nell’analisi ispirata al contenuto ANSA.
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