La notizia in sintesi:
- Baby K celebra Napoli nel video di Tucamacarena, includendo la storica figura di Carmelo Cosma.
- Carmelo Cosma, detta La Tarantina, è una femminiella icona dei Quartieri Spagnoli e della cultura partenopea.
- La sua vita, segnata da violenze e riscatto, è raccontata nel libro Illuminosa Tarantina di Roberto Delle Cese.
- La presenza nel video rilancia il tema della memoria LGBTQ+ e della rappresentazione delle identità transgender in Italia.
(Riassunto generato con AI)
La Tarantina, simbolo vivente di Napoli nel video di Baby K
Chi è la donna anziana che appare nel nuovo video di Tucamacarena di Baby K, girato a Napoli tra i murales di Maradona e i vicoli dei Quartieri Spagnoli?
È Carmelo Cosma, conosciuta da tutti come La Tarantina, storica femminiella e figura cult della città, scelta dalla cantante per rappresentare l’anima più popolare e resistente di Napoli.
L’omaggio arriva oggi, nel 2026, in un contesto in cui la memoria delle vite LGBTQ+ anziane rischia di scomparire, mentre cresce la domanda di rappresentazioni autentiche nei media mainstream.
La presenza di La Tarantina nel video risponde al bisogno di raccontare chi ha costruito la cultura queer napoletana, che cosa significhi essere femminiella, dove questa storia è nata – tra Avetrana, Taranto e Napoli – e perché il suo volto continua a parlare alle nuove generazioni.
Dal rifiuto familiare al mito dei Quartieri Spagnoli
Carmelo Cosma, pugliese di Avetrana classe 1936, è di fatto una donna transgender ma a Napoli è da sempre definita “il femminiello”, figura popolare legata alla tradizione partenopea e considerata portafortuna.
La sua biografia, ricostruita da Roberto Delle Cese nel libro Illuminosa Tarantina. Il romanzo di un femminiello napoletano, attraversa povertà, violenze e una precoce emancipazione ai margini. Da bambina, racconta, venne cacciata di casa a nove anni perché “troppo femminile”, subì abusi – “anche il prete mi molestò dopo avermi invitato in sacrestia” – e sopravvisse con piccoli furti fino al tentato suicidio.
La fuga a Taranto, l’incontro con un marinaio che le descrive Napoli come città dove “tutto può succedere” e l’approdo nei Quartieri Spagnoli segnano la svolta: adottata da una prostituta, inizia a prostituirsi a undici anni e diventa, col tempo, una presenza riconoscibile e rispettata nel rione.
Nel corso della sua lunga vita, La Tarantina ha incrociato la grande cultura italiana lavorando accanto a Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Federico Fellini, Brigitte Bardot e Marina Ripa di Meana, trasformandosi in simbolo vivente di una Napoli popolare, queer e sofisticata insieme.
L’omaggio pop di Baby K e il valore della memoria queer
Nel video di Tucamacarena, Baby K costruisce una “cartolina” di Napoli che intreccia immaginario nazionalpopolare e racconto dei margini: murales di Maradona, sirene nella notte, Mediterraneo e la figura novantenne di Carmelo Cosma.
La cantante spiega il brano come la storia di “due persone che sanno di essere una cattiva idea, ma continuano a scegliersi lo stesso”, un amore quasi “illegale”, fatto di contrabbando emotivo e piccoli reati del cuore. In questo quadro, La Tarantina diventa metafora di un amore ostinato per sé stessi e per la propria identità, nonostante stigma e violenza.
La sua presenza nel video, insieme al murales a lei dedicato nei Quartieri Spagnoli, apre alla possibilità che il pop mainstream contribuisca a canonizzare le biografie queer storiche, trasformandole in patrimonio condiviso e non più confinato alla memoria orale dei rioni.
FAQ
Chi è Carmelo Cosma, detta La Tarantina, in sintesi?
È una storica femminiella di Napoli, donna transgender nata ad Avetrana nel 1936, icona dei Quartieri Spagnoli e della cultura LGBTQ+ partenopea.
Perché Baby K ha scelto La Tarantina nel video di Tucamacarena?
Perché rappresenta l’anima popolare e ribelle di Napoli, unendo memoria queer, tradizione dei femminielli e immaginario nazionalpopolare del Mediterraneo.
Cosa racconta il libro Illuminosa Tarantina su Carmelo Cosma?
Racconta infanzia difficile, abusi, prostituzione precoce, trasferimento a Napoli e successivo riscatto come figura simbolo dei Quartieri Spagnoli.
Che significato ha la figura del femminiello nella cultura napoletana?
È una figura tradizionale di genere non conforme, spesso considerata portafortuna, centrale in riti popolari e nella socialità dei quartieri storici.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata elaborata a partire da una sintesi giornalistica derivata congiuntamente da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



