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Buono pasto elettronico arriva in Italia con l’accordo tra CartaSi e Qui! Group

18 Marzo 2014

Strisciare e acquistare, comprare e ancora strisciare: il sogno di ogni consumatore che ha scelto tra i prodotti di Visa e degli altri operatori è quello di abbandonare il portafogli e alleggerire le tasche senza pesare necessariamente sul conto in banca.

La praticità delle carte di credito è destinata a rivoluzionare le modalità di pagamento, sebbene ancora si tratta di dover risolvere qualche diffidenza nella popolazione italiana, ancora amante dei contanti.

Oltre a risolvere il problema dei furti e quindi della perdita definitiva della moneta sonante nel caso di simili eventi spiacevoli, scegliere una carta di credito vantaggiosa è sinonimo per cittadini e aziende di tracciabilità delle spese: un punto fondamentale soprattutto in questi tempi, in cui si fa tanto parlare della difficoltà di tassare i consumi dei “furbetti” che celano dietro la moneta contante spese folli, pur dichiarando cifre da fame.

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Anche agganciandosi a questo non trascurabile vantaggio si può parlare dell’accordo cruciale tra CartaSi e l’azienda leader del settore dei buoni pasto in Italia Qui! Group, che andrà a rivoluzionare in termini di comodità e di trasparenza il mondo della pausa pranzo all’italiana.

L’azienda emittente dei ticket pasto con numeri in crescente sviluppo – si parla di 15 milioni di buoni pasto emessi ogni anno e di una copertura della metà del mercato per quanto riguarda i ticket elettronici – fa da aprifila a questo progetto importante, portando insieme a CartaSi il buono pasto elettronico nei 95mila punti vendita del settore alimentare che aderiscono al circuito.

Secondo i dati dell’Università di Bocconi, quello del buono pasto elettronico (il 7% del totale) è un settore in crescita all’interno della macro aerea del buono pasto, che corrisponde a un giro di denaro pari a 3,42 miliardi di euro e che vede tra i suoi attori 135 mila aziende del settore della ristorazione.

L’erogazione del buono pasto da parte delle aziende porta ben 2,3 milioni di lavoratori ad usare in un anno 500 milioni di buoni pasto, quindi ecco che il progetto congiunto di Qui! Group e CartaSi diventa di fondamentale importanza.

I vantaggi di un tale sistema infatti vanno, per quanto riguarda il consumatore, dalla rapidità per pagare il proprio pranzo durante una giornata di lavoro alla possibilità di non portare con sé lo scomodo libretto dei buoni cartacei.

Per le aziende si tratterà di benefici legati soprattutto alla distribuzione, alla rendicontazione e all’accettazione del buono, vedendo semplificate le procedure gestionali. Vantaggi previsi anche per le banche, che potranno rivolgere ai commercianti dei servizi a valore aggiunto e fidelizzarli in questo senso.

La soddisfazione di Qui! Group è palpabile nelle parole del Presidente Gregorio Fogliani, che vede in un tale passo la realizzazione di un progresso tecnologico importante al servizio dell’utente: “questo è un importante caso di apertura dei POS bancari ai servizi a valore aggiunto, che garantirà efficienza all’esercente ed agli istituti di credito, semplificando l’erogazione dei servizi e offrendone di nuovi al cliente finale”.

Così anche Gianluca De Cobelli, Vice Direttore Generale di CartaSi, sostenendo l’importanza dell’accordo con l’azienda leader del settore anche per le banche che il circuito CartaSi supporta: “Il servizio di accettazione di buoni pasto elettronici tramite POS permetterà alle banche di evolvere la propria offerta commerciale e di fidelizzare gli esercenti tramite un servizio innovativo, utile e con un potenziale di sviluppo importante”.

Ma come funzionerà questo sistema? Attraverso il tradizionale point of sale il ristoratore potrà incassare il buono pasto del consumatore, con una transazione veloce e semplice che va dal POS alla società emittente (in questo caso Qui! Group), che elabora le informazioni per rimborsare il ristoratore e fatturare all’azienda presso cui il fruitore del buono pasto lavora.

In questo modo, esattamente come nel caso degli acquisti con carta di credito o bancomat, si garantisce la tracciabilità del pagamento: con questo sistema comodo e semplice si dice anche addio a tutta una serie di spiacevoli eventi come le truffe sul buono pasto cartaceo contraffatto. Senza contare che non dovranno più passare quei lunghi 60 giorni affinché il ristoratore possa ricevere l’accredito del valore dei buoni pasto accettati.

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