La notizia in sintesi:
- Indice AUTO1 giù dello 0,8% a maggio 2026, primo calo da gennaio.
- Nonostante il rallentamento, nei primi cinque mesi 2026 prezzi usato in crescita del 3,1%.
- Moody’s Analytics stima +24,7% dei prezzi entro il 2036 e +92,3% entro il 2056.
- Offerta limitata di auto e quadro macro debole sosterranno il valore dell’usato in Europa.
(Riassunto generato con AI).
Indice AUTO1 in calo e prospettive per l’usato europeo
Il mercato europeo delle auto usate ha registrato a maggio un primo, piccolo stop dopo mesi di rialzi. L’AUTO1 Group Price Index è sceso a 140,8 punti dai 142,0 punti di aprile, con una flessione mensile dello 0,8%, il primo arretramento dalla ripartenza di gennaio 2026. Accade in tutta Europa, dove l’usato è diventato un termometro anticipato della domanda e delle tensioni sui bilanci familiari. Il calo arriva in un contesto di redditi sotto pressione, inflazione ancora percepita alta e costi di finanziamento più selettivi. Tuttavia, le analisi di Moody’s Analytics prevedono che i prezzi delle auto usate in Europa siano destinati a crescere significativamente nei prossimi anni, spinti da un’offerta strutturalmente più scarsa e da una mobilità nuova sempre più cara per ampie fasce di consumatori.
Nei primi cinque mesi del 2026 l’indice AUTO1 Group mostra comunque un incremento cumulato del 3,1%. Su base annua, il confronto con maggio 2025 (indice a 141,5 punti) evidenzia una lieve flessione dello 0,5%, segnale di un equilibrio ancora fragile tra domanda e offerta. L’usato continua a compensare il rincaro del nuovo, spinto da elettrificazione, tecnologia di bordo e normative ambientali, che hanno reso molte vetture appena immatricolate economicamente meno accessibili. In questo scenario, l’auto di seconda mano non è più una scelta residuale ma una componente strutturale del sistema di mobilità europeo, osservata con attenzione da costruttori, concessionari e piattaforme digitali specializzate.
Numeri, fattori macro e scenario decennale secondo Moody’s
Il raffreddamento di maggio va letto come fisiologica pausa dopo una lunga fase di rialzi. Incidono l’incertezza su inflazione, costo dell’energia e solidità del mercato del lavoro, variabili che spingono famiglie e imprese a rinviare o ridimensionare l’acquisto di veicoli, anche usati. Allo stesso tempo, il parco circolante europeo risente ancora degli anni di immatricolazioni ridotte, innescati dalle crisi della catena di fornitura e dalla pandemia. Meno nuove targhe oggi significano meno vetture in uscita verso il mercato secondario domani, comprimendo l’offerta disponibile.
Il modello previsionale elaborato da Moody’s Analytics su dati proprietari di AUTO1 Group e su indicatori quali indice dei prezzi al consumo, tasso di disoccupazione, vendite di autovetture, prezzi del petrolio, indice dei prezzi alla produzione e spesa per consumi privati indica una traiettoria di crescita sostenuta. Entro il 2036 l’AUTO1 Group Price Index è atteso a 175,6 punti, pari a un incremento del 24,7% rispetto a maggio 2026. Guardando più avanti, al 2056, l’indice potrebbe arrivare a 270,8 punti, con un aumento del 92,3%. L’elemento chiave resta l’offerta: un numero più contenuto di veicoli circolanti, unito a requisiti tecnologici ed emissivi sempre più stringenti, dovrebbe continuare a sostenere i valori residui soprattutto per modelli ben equipaggiati, con chilometraggi contenuti e storicità di manutenzione documentata.
La transizione verso l’elettrico non spegne ma trasforma il mercato dell’usato. Nei prossimi anni acquisiranno peso variabili come stato della batteria, aggiornabilità del software, costi di manutenzione e garanzie aggiuntive. Per gli operatori del remarketing diventerà decisiva una gestione dati-driven degli stock, capace di anticipare le dinamiche di prezzo per alimentazione, anzianità, segmento e area geografica.
Implicazioni strategiche e impatto per consumatori e operatori
Per concessionari, marketplace digitali e flotte, il calo di maggio non rappresenta un cambio di ciclo, ma un segnale di volatilità di breve periodo in un mercato strutturalmente destinato a restare caro. Gestire correttamente pricing, rotazione degli stock e politiche di ritiro sarà sempre più cruciale per difendere i margini. Per i consumatori, le previsioni di Moody’s Analytics suggeriscono che comprare un’auto usata ben selezionata potrà mantenere un valore relativamente elevato nel tempo, ma con il rischio di dover sostenere prezzi d’ingresso più alti. Nel medio-lungo termine, l’auto di seconda mano continuerà a essere un pilastro economico e industriale della mobilità europea, influenzando scelte di investimento dei costruttori, strategie dei dealer e politiche pubbliche sul ricambio del parco circolante.
FAQ
Cosa misura l’AUTO1 Group Price Index sulle auto usate?
Misura in modo standardizzato l’andamento dei prezzi delle auto usate europee, consentendo confronti temporali omogenei tra segmenti, Paesi e periodi diversi.
Quanto sono scesi i prezzi delle auto usate a maggio 2026?
A maggio 2026 l’indice è calato da 142,0 a 140,8 punti, con una flessione mensile dello 0,8%, primo calo dal gennaio 2026.
Come evolveranno i prezzi delle auto usate entro il 2036?
Secondo Moody’s Analytics, l’indice salirà a 175,6 punti entro il 2036, con un aumento stimato del 24,7% rispetto a maggio 2026.
Perché l’offerta di auto nuove influenza il mercato dell’usato?
Perché meno immatricolazioni oggi generano meno vetture disponibili domani sul mercato secondario, comprimendo l’offerta e sostenendo i valori residui.
Quali sono le fonti originali rielaborate in questo articolo?
Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



