Auto elettrica per tutti, cosa succede davvero alla rete elettrica secondo gli esperti

Auto elettrica per tutti, cosa succede davvero alla rete elettrica secondo gli esperti

13 Aprile 2026

Auto elettriche in Italia, perché la rete è il vero collo di bottiglia

La completa elettrificazione del parco auto italiano – oltre 40 milioni di veicoli – richiederebbe circa il 24% di energia in più rispetto ai consumi elettrici attuali, soprattutto in Italia e in Europa entro il 2035, quando lo stop alle vendite di auto termiche diventerà operativo.
La produzione aggiuntiva, stimata in circa 74 TWh annui, è tecnicamente ottenibile con nuovo fotovoltaico ed eolico, secondo i dati di Terna, ACI e ISTAT.
Il nodo critico non è però l’energia annua, bensì la potenza istantanea chiesta alla rete: il picco serale, quando milioni di automobilisti rientrano a casa e collegano la wallbox, rischia di far saltare trasformatori di quartiere e stabilità di frequenza.

Per questo la transizione elettrica non è un “non-problema”: è realizzabile, ma implica investimenti infrastrutturali nell’ordine di 150 miliardi di euro e un profondo ripensamento di rete, tariffe e abitudini di ricarica.

In sintesi:

  • Energia aggiuntiva per auto elettriche: +74 TWh/anno, circa +24% dei consumi italiani
  • Picco di potenza serale: fino a +27,6 GW, quasi +50% rispetto al record attuale
  • Oltre 500.000 cabine MT/BT da adeguare, investimento stimato oltre 40 miliardi
  • Smart charging e tariffe dinamiche possono dimezzare i costi di rete necessari

Energia gestibile, potenza e rete il vero limite della transizione

Gli studi citati dal “conoscente a cena” che assicura che “se avessimo tutti l’auto elettrica non ci sarebbero problemi” sono corretti solo a metà: ragionano su TWh annui, non su GW di punta.
Con 40,3 milioni di auto, 10.231 km annui medi (dati ACI e ISTAT) e un consumo di 18 kWh/100 km, il fabbisogno aggiuntivo arriva a circa 74,2 TWh/anno. Su 312 TWh consumati oggi, è un incremento rilevante ma gestibile con circa 34 GW di nuovo fotovoltaico e 10 GW di eolico.

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Il problema emerge quando si guarda alla potenza: in uno scenario di ricarica “dumb” – arrivo medio alle 18:30, wallbox domestiche da 7,4 kW, il 70% degli automobilisti che ricarica – il sistema vede un picco aggiuntivo di circa 27,6 GW, sovrapposto al picco serale esistente.
Il totale salirebbe a circa 84,6 GW contro un massimo storico di 57,5 GW registrato da Terna nel luglio 2024. È un aumento di quasi il 47% proprio nell’ora più delicata della giornata, con impatti diretti sulla stabilità dei 50 Hz e sul rischio di distacchi automatici di carico.

Conseguenze, costi e ruolo decisivo dello smart charging

La fragilità non sta nella rete di trasmissione nazionale, ma nelle 524.000 cabine MT/BT che alimentano i quartieri italiani: una cabina tipica da 400 kVA, con 70 utenze e margine residuo di circa 317 kW, va in sovraccarico già quando 50 abitazioni installano una wallbox e la usano in contemporanea.
La sola riqualificazione diffusa delle cabine secondarie supera i 40 miliardi, mentre la rete di distribuzione complessiva richiede, secondo varie stime industriali, oltre 48 miliardi. A questi si sommano circa 36 miliardi per le wallbox domestiche, 15 miliardi per lo storage (15 GW/60 GWh) e oltre 5 miliardi per triplicare i punti di ricarica pubblici a circa 200.000, necessari a evitare code matematicamente “instabili” (ρ > 1).

Il totale sfiora i 146 miliardi di euro, ma va confrontato con i 69,8 miliardi che l’Italia spende ogni anno in carburanti, di cui 38,5 miliardi di gettito fiscale. Con energia elettrica equivalente pari a circa 20,8 miliardi l’anno, il payback dell’investimento è nell’ordine di tre anni, a patto di implementare smart charging, tariffe dinamiche e un controllo centralizzato capace di appiattire i picchi.

FAQ

Quanta energia servirebbe se tutte le auto italiane fossero elettriche?

Servirebbero circa 74 TWh aggiuntivi all’anno, pari a circa il 24% della domanda elettrica italiana attuale stimata da Terna.

Perché la potenza è un problema maggiore dell’energia nella ricarica?

Perché la rete deve sostenere il picco istantaneo: un aumento serale fino a +27,6 GW rischia sovraccarichi locali e instabilità di frequenza.

Quanto costerebbe adeguare la rete elettrica alla mobilità elettrica?

Complessivamente l’investimento stimato supera i 140 miliardi di euro, comprendendo generazione rinnovabile, cabine, linee, storage, wallbox e colonnine pubbliche.

Come lo smart charging può ridurre i costi della rete elettrica?

Agendo sulla programmazione delle ricariche, lo smart charging appiattisce i picchi di domanda e può quasi dimezzare gli investimenti necessari in potenziamento di rete.

Da quali fonti sono stati ricavati dati e stime di questo articolo?

Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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