I nuovi dubbi tecnici sulle intercettazioni del caso Garlasco
Nel cuore delle nuove indagini sul delitto di Garlasco, l’ingegnere informatico forense Michele Vitiello solleva seri interrogativi sulle trascrizioni dei presunti soliloqui di Andrea Sempio, elaborate dai carabinieri del Nucleo investigativo Moscova per la Procura di Pavia. Secondo l’esperto, che ha lavorato sulle registrazioni audio senza consultare i brogliacci per evitare condizionamenti, alcune parole chiave – tra cui “video” – non sarebbero affatto percepibili. Il confronto, emerso nelle interviste rilasciate a programmi come Dentro la notizia, si inserisce nel contesto delle verifiche disposte negli ultimi mesi (quando) per chiarire eventuali incongruenze tra ciò che realmente si sente e ciò che è stato messo agli atti. Un nodo cruciale perché da queste frasi dipende parte dell’ipotesi accusatoria su chi, come e perché potrebbe aver avuto un ruolo nell’omicidio di Chiara Poggi.
In sintesi:
- Vitiello contesta porzioni delle trascrizioni dei presunti soliloqui di Andrea Sempio.
- La parola “video”, centrale per l’accusa, secondo l’esperto non è udibile nelle registrazioni.
- Alcuni passaggi farebbero pensare a un dialogo, non a un monologo solitario.
- La difesa di Sempio punta a sei nuove consulenze tecniche su audio e materiali digitali.
Interpellato da Dentro la notizia, Michele Vitiello ha ribadito di aver scelto di ascoltare direttamente le registrazioni senza leggere prima le frasi già trascritte “per non avere un’influenza”.
Secondo la sua analisi, alcune espressioni riportate nell’informativa di oltre 300 pagine redatta dai carabinieri della Moscova, poi riprese dalle principali testate nazionali, non troverebbero corrispondenza chiara nel segnale audio grezzo.
La questione è destinata a pesare sull’attività della Procura di Pavia e sulle strategie difensive, in una fase in cui l’attenzione si concentra di nuovo sul ruolo di Andrea Sempio e sul materiale digitale a lui riconducibile, compresi appunti e post sul forum Italian Seduction.
Le differenze tra audio e brogliacci secondo Michele Vitiello
Nell’analisi pubblica dei file, Vitiello entra nel merito di alcune frasi decisive. A proposito delle presunte “tre chiamate”, afferma: *“Non sento parlare delle tre chiamate, ma sento: ‘Mi ha chiamato’”*.
Ancora più delicato il passaggio sul presunto “video” intimo che riguarderebbe Alberto Stasi e Chiara Poggi: *“Io la parola ‘video’ non la sento, in tutta sincerità”*. Anche il riferimento a una “penna” risulterebbe, per l’esperto, di “difficile ascolto”, tanto da non poterne confermare con sicurezza la presenza.
Uno dei punti più sensibili riguarda il “ce l’ho” attribuito ad Andrea Sempio in relazione al presunto filmato privato della coppia. Vitiello sostiene invece di percepire la frase come *“Mica ce l’ho”*: una negazione, dunque, che cambierebbe radicalmente il senso di quel passaggio.
Oltre al contenuto delle singole parole, l’ingegnere mette in discussione anche la qualificazione di alcune intercettazioni come semplici soliloqui. In un’altra registrazione – spiega – ciò che è stato catalogato come monologo “potrebbe forse non essere tale”, lasciando all’orecchio l’impressione che Sempio stia parlando con qualcuno e non da solo.
Le perplessità dell’esperto coincidono in larga parte con quelle espresse dall’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, affiancato dalla collega Angela Taccia. La difesa sta concentrando il proprio lavoro sulla richiesta di sei consulenze specialistiche, mirate a riesaminare non solo le intercettazioni ma anche gli appunti e i contenuti online riconducibili all’indagato.
Impatto processuale e possibili scenari futuri sul caso Garlasco
Le contestazioni avanzate da Michele Vitiello potrebbero avere ricadute concrete sulla valutazione complessiva del quadro probatorio nel procedimento su Andrea Sempio. Se le difformità tra audio e trascrizioni venissero confermate da ulteriori perizie indipendenti, la Procura di Pavia sarebbe chiamata a ritarare il peso attribuito ad alcuni passaggi chiave, in particolare quelli relativi al presunto “video” di Alberto Stasi e Chiara Poggi e alla natura dei cosiddetti soliloqui.
Dal punto di vista tecnico-giuridico, il caso rimette al centro l’affidabilità delle trascrizioni di intercettazioni, soprattutto quando effettuate senza un supporto fonetico forense specializzato. Nei prossimi mesi le eventuali sei consulenze richieste dalla difesa – tra analisi acustiche, fonetiche e digitali – potrebbero offrire una lettura alternativa delle stesse registrazioni, influenzando non solo la posizione di Sempio ma anche, in prospettiva, gli standard con cui le intercettazioni vengono acquisite, trascritte e valutate nei grandi processi penali italiani.
FAQ
Cosa contesta Michele Vitiello nelle intercettazioni di Andrea Sempio?
Vitiello sostiene che alcune parole riportate nei brogliacci, tra cui “video” e riferimenti alle tre chiamate, non siano effettivamente udibili negli audio originali.
Perché la frase “mica ce l’ho” è così importante nel caso Garlasco?
Perché, se confermata, trasformerebbe un’apparente ammissione di possesso del video su Stasi e Poggi in una chiara negazione.
Che differenza c’è tra soliloquio e dialogo nelle intercettazioni?
La differenza è cruciale: un soliloquio indica parole dette da soli, un dialogo implica la presenza di un interlocutore, cambiando il contesto probatorio.
Quali consulenze sta chiedendo la difesa di Andrea Sempio?
La difesa, con gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, mira a ottenere sei consulenze tecnico-forensi su audio, appunti e contenuti digitali.
Quali sono le fonti alla base di questo articolo sul caso Garlasco?
L’articolo deriva da un’elaborazione redazionale basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.



