La notizia in sintesi
- AGIC chiede il riordino urgente del gioco pubblico fisico in Italia.
- La rete retail resta bloccata tra proroghe, concessioni rinviate e norme locali disomogenee.
- Secondo le fonti, l’incertezza favorisce il gioco illegale e frena investimenti e occupazione.
- Il dossier è emerso oggi a Roma mentre l’online ha già completato il riordino.
(Riassunto generato con AI)
Il nodo del riordino retail
AGIC, l’Associazione Gioco e Intrattenimento in Concessione che riunisce tra gli altri Brightstar Lottery, Eurobet, Lottomatica, Flutter Southern Europe & Africa e come socio aggregato bet365, ha lanciato oggi a Roma un nuovo allarme sul futuro del gioco pubblico fisico in Italia. Il punto centrale è la mancata riforma della rete retail, ancora sospesa tra proroghe, concessioni scadute o rinviate e una normativa frammentata tra Stato, Regioni e Comuni.
Secondo le fonti, il tema non riguarda solo il settore ma tocca gettito, legalità e pianificazione industriale. Nel 2025 il mercato italiano del gioco pubblico vale 21,6 miliardi di euro, con 11,5 miliardi di entrate erariali, ma l’asimmetria tra online già riordinato e fisico ancora in attesa rischia di indebolire il presidio legale sul territorio.
Per l’associazione, senza una cornice nazionale chiara diventa difficile programmare la rete, indire nuove gare e mantenere competitivo il circuito autorizzato, proprio mentre la domanda e i canali di gioco stanno cambiando rapidamente.
Norme locali, distanze e rischio sommerso
Le fonti convergono su un punto: dopo la fase di gestione centralizzata dell’allora AAMS, oggi ADM, il settore si è progressivamente riempito di regole locali su orari e distanze dai luoghi sensibili. Questa sovrapposizione ha creato una mappa disomogenea che, come richiamato anche dal Consiglio di Stato, ostacola la progettazione della rete e le gare per le concessioni retail.
La questione del distanziometro è il nodo più sensibile. la Repubblica ricorda che in Emilia Romagna una agenzia di scommesse deve stare a 500 metri dai luoghi sensibili, mentre nel Lazio la distanza è di 250 metri. Il documento del MEF citato dalla stessa fonte prevedeva distanze di 100 metri per i negozi certificati e 200 per gli altri, ma le parole del sottosegretario Alfredo Mantovano hanno raffreddato l’ipotesi di modifiche: “Non prendiamo neanche lontanamente in considerazione l’idea di far venire meno i vincoli di distanza geografica”.
Per AGIC, l’effetto pratico è duplice: da un lato si bloccano investimenti e programmazione di lungo periodo; dall’altro il mercato legale diventa meno accessibile e più fragile rispetto all’offerta illegale. Il gioco fisico resta centrale: nel 2025 vale circa 16 miliardi di Ggr contro 5,6 miliardi dell’online. La rete comprende scommesse, apparecchi, Awp, Vlt, bingo e circa 70.000 punti vendita, con circa 7.000 occupati diretti secondo Adnkronos.
Il comparto segnala che un mercato regolato ma non competitivo può spingere una quota di domanda verso il sommerso, che non paga imposte, non applica controlli su minori e comportamenti compulsivi e può offrire condizioni più aggressive. In questo quadro, il ritardo della riforma viene letto come un rischio pubblico oltre che economico.
Le conseguenze per Stato e imprese
Il dossier apre una conseguenza concreta: se il retail resterà nel regime delle proroghe, le aziende avranno meno incentivo a investire in Italia su tecnologia, sicurezza e rete fisica. Maurizio Leo aveva indicato un possibile passaggio del riordino in Consiglio dei ministri, ma l’iter appare ora più incerto.
Secondo AGIC, completare la riforma significherebbe uniformare le regole, riaprire le gare, rafforzare prevenzione e tutele per i giocatori e difendere gettito e legalità. In sintesi, il vero tema non è espandere il gioco, ma decidere se il presidio pubblico sul territorio debba restare forte o arretrare.
FAQ
Cos’è AGIC e chi rappresenta?
Sì, è l’associazione del gioco in concessione che riunisce operatori come Brightstar Lottery, Eurobet, Lottomatica, Flutter Southern Europe & Africa e bet365.
Perché il riordino del retail è urgente?
Sì, perché la rete fisica opera tra proroghe e norme locali disomogenee, fattori che bloccano gare, investimenti e programmazione industriale di lungo periodo.
Quanto vale oggi il mercato del gioco pubblico?
Sì, secondo Adnkronos nel 2025 vale 21,6 miliardi di euro e genera 11,5 miliardi di entrate erariali per lo Stato.
Qual è il problema del distanziometro?
Sì, le distanze cambiano da territorio a territorio e rendono disomogenea la rete. Le fonti indicano anche effetti limitati sul contrasto al gioco patologico.
Come è stata verificata questa notizia?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Adnkronos e la Repubblica.




