Adriano Celentano avvia battaglia legale sul presunto figlio segreto

Celentano nega la paternità e si affida a Giulia Bongiorno
Adriano Celentano ha annunciato di aver intrapreso azioni legali contro le recenti dichiarazioni di Antonio Maria Segatori Biscari, che si è presentato al settimanale Oggi come suo presunto figlio. L’episodio nasce in Italia, tra Roma e Milano, e si è riacceso nelle ultime settimane, quando Segatori ha riaperto una vecchia causa di riconoscimento di paternità. Celentano, oggi 86enne, ha spiegato su Instagram di avere incaricato l’avvocata Giulia Bongiorno per difendersi da quella che definisce un’ulteriore “speculazione”. Al centro della vicenda c’è una disputa mai definitivamente chiarita risalente agli anni Settanta, ora rilanciata in sede civile con possibile ricorso alle analisi del Dna.
In sintesi:
- Antonio Maria Segatori Biscari rivendica pubblicamente la paternità da Adriano Celentano.
- Il cantante affida la propria difesa all’avvocata Giulia Bongiorno contro “speculazioni”.
- Riaperto in sede civile a Milano un caso di presunta paternità già esaminato nel 1975.
- Possibili accertamenti di Dna per chiarire in via definitiva la questione familiare.
Nel suo post su Instagram, Celentano ricostruisce l’origine della vicenda: “Prima la presunta madre, ora il presunto figlio”. Ricorda che “circa mezzo secolo fa” una donna lo aveva indicato come padre del proprio bambino, avviando una “tanto sbandierata azione giudiziaria” poi, sottolinea, “finita nel nulla”.
Oggi, prosegue, “un cinquantacinquenne riesce a ottenere le luci della ribalta ripescando la stessa vicenda e dichiarandosi pubblicamente mio presunto figlio”. Da qui la scelta di affidarsi a Giulia Bongiorno “perché mi tuteli da ogni ulteriore speculazione”.
Con un altro messaggio social, il Molleggiato ha risposto con ironia a Segatori: “Caro Antonio, mi spiace contraddirti… Purtroppo io non sono tuo padre… La verità è che io sono tuo nonno!”. Una battuta che non attenua però la dimensione giudiziaria, destinata ora a spostarsi nelle aule del Tribunale.
Il ricorso al Tribunale di Milano e il nodo del Dna
Antonio Maria Segatori ha scelto di riaprire il caso in sede civile davanti al Tribunale di Milano, depositando un ricorso con richiesta di accertamento di paternità. Nel fascicolo è prevista anche la possibilità di esami del Dna, strumento oggi centrale nelle cause di stato familiare.
Segatori, 55 anni, ha dichiarato di non essere mosso da interessi economici: “Non lo faccio per soldi, voglio solo sapere chi è mio padre”. La controversia non è nuova: già nel 1975 il Tribunale di Roma aveva esaminato una causa di riconoscimento di paternità relativa alla stessa storia, poi archiviata.
La riapertura in un contesto giuridico profondamente mutato – con maggiore centralità del diritto all’identità personale e dell’accertamento scientifico – rende la vicenda potenzialmente esemplare. L’eventuale ammissione del test genetico, cui le parti potrebbero aderire o opporsi, costituirà il passaggio decisivo per dirimere un contenzioso che unisce risvolti privati, profili di privacy e forte eco mediatica, data l’eccezionale notorietà di Celentano.
Impatto mediatico, diritto alla verità e prossime mosse legali
Il caso Celentano–Segatori intreccia tre piani delicati: tutela della reputazione di un personaggio pubblico, diritto individuale alla verità sulle proprie origini biologiche e corretta gestione mediatica di vicende familiari complesse.
La scelta di Celentano di incaricare Giulia Bongiorno segnala l’intenzione di presidiare con fermezza profili diffamatori e “speculativi”. Sul fronte opposto, la linea di Segatori punta a un accertamento oggettivo, con il Dna come arbitro finale. Le prossime decisioni del Tribunale di Milano – sull’ammissibilità delle prove e sui margini di divulgazione pubblica – influenzeranno anche casi analoghi futuri, in un contesto in cui la dimensione social amplifica ogni dichiarazione e rende più sottile il confine tra diritto di cronaca e spettacolarizzazione del privato.
FAQ
Chi è Antonio Maria Segatori e cosa chiede ad Adriano Celentano?
Antonio Maria Segatori è un 55enne che sostiene di essere figlio di Adriano Celentano e chiede il riconoscimento giudiziale di paternità.
Perché Adriano Celentano ha incaricato l’avvocata Giulia Bongiorno?
Adriano Celentano ha incaricato Giulia Bongiorno per difendersi da quella che definisce “speculazioni” e tutelare reputazione e privacy.
Cosa deciderà il Tribunale di Milano sulla presunta paternità?
Con ogni probabilità il Tribunale di Milano valuterà l’ammissibilità di accertamenti Dna e l’eventuale sussistenza del rapporto di paternità.
La causa del 1975 sulla paternità di Celentano è mai stata conclusa?
Sì, la causa esaminata dal Tribunale di Roma nel 1975 per il riconoscimento di paternità è stata archiviata senza accoglimento.
Quali sono le fonti utilizzate per questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborati dalla Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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