windows 10 1

Windows 10 nel mirino dell’Ue: ha problemi di privacy, troppi dati raccolti

23 Febbraio 2017

Windows 10 è finito nel mirino di Article 29 Working Party, il gruppo di lavoro dell’Unione Europea composto dai principali responsabili della protezione dei dati. Ha un problema di privacy ovvero è accusato di raccogliere troppi dati tramite i suoi servizi, dall’assistente virtuale Cortana al browser Edge.

E neanche il nuovo aggiornamento Creators Update convince. Il Working Party è preoccupato per il livello di protezione dei dati personali degli utenti. Non è la prima volta che Microsoft deve far fronte a queste accuse, già nel passato finì nel mirino dell’antitrust.

La soluzione più immediata e più concreta per il problema della privacy di Windows 10 sarebbe un semplice tasto “off” per disattivare completamente la raccolta di qualsiasi dato di telemetria.

BOTTONE COMPRA BRANDED CONTENT SU ASSODIGITALE SMALL

Qualche passo in avanti in tal senso verrà fatto con il nuovo aggiornamento Creators Update, dove sarà possibile ridurre ulteriormente la quantità di dati raccolti da Microsoft selezionando il livello “Di base” nelle impostazioni.

La raccolta dei dei dati degli utenti rappresenta uno strumento fondamentale per Microsoft, grazie al quale riesce a migliorare i propri servizi come Cortana o come la tastiera SwiftKey.

La raccolta dei dati è la base stessa dell’intelligenza artificiale senza questi dati, l’algoritmo di apprendimento automatico non migliora e di conseguenza il servizio non evolve.

La preoccupazione dell’Ue è che cosa fa Windows di questi dati. Si sa che Google li vende ai pubblicitari in forma anonima. Basta guardare l’ultima trimestrale per rendersi conto che i profitti derivanti dalle pubblicità hanno rappresentato la stragrande maggioranza degli introiti.

La privacy è un problema serio non solo per Windows ma anche per i produttori di smartphone. Ma mentre per questi ultimi l’accesso a questi dati sembra essere quasi naturale, altrimenti come potrebbero offrirci molti servizi come il navigatore.

Per i sistemi operativi desktop la cosa si complica perché gli utenti non sono abituati al monitoraggio delle loro attività. Ma i sistemi si evolvono e ci sono dei rischi da correre.


Paolo Brambilla Avatar

Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

Areas of Expertise: Digital Marketing, SEO, Content Strategy, Crypto, Blockchain, Fintech, Finance, Web3, Metaverse, Digital Content, Journalism, Branded Content, Digital Transformation, AI Strategy, Digital Publishing, DeFi, Tokenomics, Growth Hacking, Online Reputation Management, Emerging Tech Trends, Business Development, Media Relations, Editorial Management.
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.