Svizzera rilancia la sovranità digitale e chiede più controllo statale su dati e infrastrutture

Svizzera, cittadini favorevoli al digitale ma chiedono più sovranità
La popolazione svizzera guarda con favore alla digitalizzazione per i benefici personali, ma è molto più cauta sugli effetti per la collettività. Un sondaggio rappresentativo dell’istituto gfs.bern, realizzato per la Fondazione Mercator Svizzera e pubblicato oggi, fotografa un Paese che nel 2025 chiede più controllo pubblico e meno dipendenza dai colossi tecnologici internazionali. In tutta la Svizzera, fra l’1 e il 12 dicembre sono state intervistate online 1’018 persone dai 16 anni in su, provenienti dalle tre regioni linguistiche. I risultati mostrano un forte sostegno alla creazione di infrastrutture digitali proprie e una scarsa fiducia in aziende come Google, Meta e Apple, percepite come troppo orientate al profitto e influenti sul piano politico.
In sintesi:
- Il 58% vede vantaggi digitali personali, ma solo il 48% per la società.
- Quasi l’80% vuole infrastrutture digitali nazionali anche se più costose.
- Solo un intervistato su cinque ha fiducia in Google, Meta o Apple.
- La maggioranza affida allo Stato guida, regolazione e innovazione digitale.
Come gli svizzeri valutano rischi, benefici e ruolo dello Stato
Secondo la Fondazione Mercator Svizzera, la maggioranza degli intervistati dichiara un atteggiamento complessivamente positivo verso la digitalizzazione quando riguarda la propria vita quotidiana: il 58% afferma di trarne chiari benefici individuali. Molto diverso il giudizio quando il focus si sposta sulla collettività: solo il 48% si aspetta che tali vantaggi si traducano in un progresso per l’intera società.
Dal sondaggio emerge con forza il tema della “sovranità digitale”. Quasi quattro persone su cinque chiedono che la Svizzera sviluppi infrastrutture digitali proprie, anche accettando costi più elevati e maggiori oneri amministrativi. Per l’82% la dipendenza dalle grandi piattaforme straniere è giudicata eccessiva.
Questa sovranità non viene però intesa come chiusura: per gli intervistati significa soprattutto capacità dello Stato di gestire in autonomia i settori digitali strategici, dalle infrastrutture ai dati sensibili, pur restando inseriti nei flussi globali di innovazione.
Fiducia, regolazione e possibili scenari futuri
La fiducia nelle aziende tecnologiche internazionali è molto bassa: solo un intervistato su cinque ha un’opinione positiva di gruppi come Google, Meta o Apple. Il 90% li percepisce come attori esclusivamente orientati al profitto e l’84% teme un’eccessiva influenza politica dei Paesi in cui hanno sede.
Il 78% ritiene che le piattaforme social abbiano un ruolo sproporzionato nella formazione dell’opinione pubblica, con ricadute potenziali sulla qualità del dibattito democratico. Parallelamente, lo Stato viene indicato come responsabile primario della gestione della trasformazione digitale, con un duplice mandato: regolatore severo e motore di innovazione.
Solo il 42% dichiara di avere più fiducia nelle big tech che nelle istituzioni pubbliche per lo sviluppo di nuovi prodotti digitali. Anche tra i cittadini insoddisfatti dell’attuale livello di digitalizzazione, resta forte l’aspettativa di uno Stato più attivo, sia nella protezione dei dati sia nel sostegno a soluzioni tecnologiche nazionali competitive.
FAQ
Cosa rivela il sondaggio sulla digitalizzazione in Svizzera?
Il sondaggio mostra un atteggiamento positivo verso i benefici personali del digitale, ma una forte richiesta di sovranità, regolazione severa e guida statale.
Quanto è diffusa la richiesta di sovranità digitale nazionale?
È molto diffusa: quasi quattro intervistati su cinque sostengono infrastrutture digitali svizzere, pur con maggiori costi e oneri gestionali.
Perché la fiducia in Google, Meta e Apple è così bassa?
La fiducia è bassa perché il 90% percepisce queste aziende come solo orientate al profitto e politicamente troppo influenti.
Che ruolo viene attribuito allo Stato nella trasformazione digitale?
Viene attribuito un ruolo centrale: regolatore rigoroso, garante della sovranità digitale e attore chiave nello sviluppo di innovazione tecnologica.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi sulla Svizzera digitale?
Questa analisi è stata elaborata partendo congiuntamente da contenuti ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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