Strategia del silenzio in auto svela il meccanismo psicologico di chi si atteggia a vittima
Indice dei Contenuti:
Nuove accuse a Sempio riaprono il giallo di Garlasco
La Procura di Pavia individua in Andrea Sempio il presunto autore dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, riconsiderando il ruolo di Alberto Stasi, oggi condannato a 16 anni ma avviato al percorso di revisione.
Le contestazioni emergono da un anno e mezzo di indagini riservate, tra intercettazioni, soliloqui, presunti rapporti opachi con investigatori e nuove analisi genetiche sulla scena del crimine.
Il 6 maggio scorso il procuratore aggiunto Stefano Civardi ha illustrato a Sempio, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, una ricostruzione radicalmente diversa del delitto, con implicazioni possibili sulla sentenza definitiva contro Stasi.
In sintesi:
- La Procura di Pavia indica Andrea Sempio come nuovo presunto autore dell’omicidio Poggi.
- Intercettazioni e soliloqui in auto vengono letti come confessioni implicite e movente.
- Emergono ipotesi di “coperture” e anomalie nell’archiviazione del 2017 su Sempio.
- Nuove analisi sul dispenser rafforzano la ricostruzione difensiva di Alberto Stasi.
Intercettazioni, denaro e nuovi indizi: la strategia accusatoria
Nel lungo interrogatorio del 6 maggio, Sempio ascolta in silenzio per quattro ore la sintesi delle indagini: soliloqui in auto, conversazioni in famiglia, riferimenti al delitto e presunte interferenze sulle inchieste precedenti.
Le intercettazioni del fascicolo di Brescia ricostruiscono un “fiume di denaro” di circa 46mila euro e una presunta corruzione in atti giudiziari legata all’archiviazione-lampo del 2017. Per questi fatti risultano indagati l’allora procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea.
Al centro, i contatti del 21-22 gennaio tra Sempio, l’ex capo della polizia giudiziaria Silvio Sapone e l’avvocato Soldani. In un dialogo del 3 novembre, Sempio spiega al padre che quelle telefonate sarebbero collegate a una proposta di Sapone: “quando mi ha proposto la roba… io metto giù, chiamo Soldani”. Per Civardi, quella “roba” aiuta a comprendere perché “quelle indagini non vennero fatte”.
Il pm contesta inoltre biglietti sequestrati a Giuseppe Sempio (con annotazioni su “Venditti gip archivia per 20.30. euro”) e un soliloquio del 9 febbraio 2017, prima ritenuto non rilevante: “Non è una cosa che risolvo… cacciando i soldi si sistema. Non sono 50 euro, parliamo di cifre molto più”. Per Civardi, il ricorso al denaro per “sistemare” le questioni giudiziarie sarebbe un concetto condiviso in famiglia.
In una lettera del 16 dicembre 2018 a Alberto Stasi, la madre di Sempio – ex vigilatrice nel carcere femminile di Voghera – cita una frase letta in cella: “Con i soldi e l’amicizia lo metti in culo alla giustizia”. Un passaggio che il pm collega al presunto clima di impunità.
Confessioni implicite e nuove analisi sul dispenser
Determinanti, per gli inquirenti, sono due soliloqui di Sempio del 14 aprile e 12 maggio 2025. Nel primo, considerato una confessione implicita, l’indagato imiterebbe la voce femminile nelle telefonate a Chiara, parlando di video intimi e di una pennetta usb: un dettaglio che allora non era noto esternamente.
Nel secondo, Sempio sembrerebbe rievocare la scena del crimine rifacendosi al racconto di Stasi: “quando sono andato io… il sangue c’era…”. Per la Procura, questa frase è incompatibile con la versione di estraneità ai fatti e rafforza il sospetto di una presenza diretta sul luogo dell’omicidio.
Parallelamente, i nuovi consulenti della Procura rileggono gli accertamenti tecnici che possono scagionare Alberto Stasi. Centrale è il dispenser del bagno della casa dei Poggi. Le vecchie analisi avevano attribuito a Stasi soltanto due impronte dell’anulare, ritenute le uniche sopravvissute al lavaggio effettuato dall’assassino dopo essersi pulito nel lavandino.
I periti di Stasi avevano però già individuato altre nove impronte non identificate. Le nuove verifiche mostrano che una di esse appartiene al mignolo destro di Stasi, perfettamente allineato con l’anulare in una posizione compatibile con il gesto abituale di lavarsi le mani, anche la sera precedente al delitto. Questo quadro, per l’accusa e la difesa, sposta il significato probatorio delle tracce: da possibili segni dell’assassino a impronte ordinarie di frequentazione della casa.
FAQ
Chi è oggi indicato come presunto autore dell’omicidio di Garlasco?
Secondo la nuova inchiesta della Procura di Pavia, il presunto autore dell’omicidio di Chiara Poggi sarebbe Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Qual è il ruolo di Alberto Stasi nella nuova ricostruzione accusatoria?
Alberto Stasi resta formalmente condannato a 16 anni, ma le nuove analisi tecniche e probatorie vengono oggi utilizzate per sostenere un percorso di revisione.
Cosa contestano gli inquirenti a Sempio oltre all’omicidio Poggi?
Gli inquirenti ipotizzano soliloqui-confessione, presunte coperture, anomalie nell’archiviazione del 2017 e possibili interventi economici illeciti sulla conduzione delle indagini precedenti.
Perché le nuove impronte sul dispenser sono considerate rilevanti?
Le nuove verifiche mostrano che impronte sul dispenser sarebbero compatibili con un uso abituale del bagno da parte di Stasi, indebolendo l’ipotesi che fossero tracce dell’assassino.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



