Garlasco, nuova pista sull’arma del delitto: la doppia C sul terzo gradino riapre il caso
Indice dei Contenuti:
Nuove ombre sul delitto di Garlasco: cosa emerge sull’indagato Andrea Sempio
Chi: la Procura di Pavia, l’indagato Andrea Sempio, il condannato Alberto Stasi, la vittima Chiara Poggi e l’ex comandante Gennaro Cassese.
Che cosa: una nuova indagine sul delitto di Garlasco rivaluta impronte, reperti e intercettazioni, indicando Sempio come possibile unico assassino.
Dove: a Garlasco, nella villetta della famiglia Poggi, e nelle sedi giudiziarie di Pavia e Vigevano.
Quando: gli approfondimenti tecnici e investigativi sono stati svolti negli ultimi anni, con atti centrali tra 2023 e 2025.
Perché: per verificare se vi sia un errore giudiziario sulla condanna di Stasi e chiarire le presunte responsabilità di Sempio e le eventuali omissioni iniziali nelle indagini.
In sintesi:
- Nuove analisi su impronte e sangue riconducono alla figura di Andrea Sempio.
- Un foglietto manoscritto e gettato in discarica riapre il fronte dei “pensieri” sul delitto.
- Intercettazioni su un presunto video intimo di Chiara Poggi alimentano il quadro accusatorio.
- L’ex comandante Gennaro Cassese è indagato per presunte false dichiarazioni ai magistrati.
Impronte, arma compatibile e appunti: il nuovo quadro accusatorio
Per la Procura di Pavia, il fronte tecnico è il cuore della riapertura. La cosiddetta “traccia 33”, un’impronta palmare sangue-sudore sulla scala della cantina di casa Poggi, è stata riesaminata dai consulenti del Ris e da esperti dattiloscopisti con decenni di esperienza. Le verifiche incrociate la giudicano compatibile con il palmo destro di Andrea Sempio.
La misura dell’orma sul gradino “zero” combacerebbe con un piede di taglia 42-43, la stessa indicata per Sempio. Sul terzo gradino, dove si colloca l’ultima fase dell’aggressione, i rilievi descrivono una traccia ematica a forma di «doppia C» con angoli squadrati sovrapposti, compatibile – secondo gli inquirenti – con un martello a coda di rondine. Proprio uno strumento di quel tipo era stato segnalato come mancante dal padre di Chiara Poggi.
La nuova BPA (Bloodstain Pattern Analysis), coordinata dal colonnello Berti, conferma inoltre la presenza di un palmo di circa 10×8 centimetri, ritenuto «assolutamente compatibile» con la mano sinistra di un adulto, indicata come possibile mano dell’assassino.
Intercettazioni, foglietto e ruolo delle prime indagini
Un tassello cruciale è il foglio manoscritto di Andrea Sempio, recuperato dai carabinieri in un’isola ecologica a 7/8 km dalla sua abitazione. L’uomo vi si reca subito dopo una telefonata del comando di Voghera, che lo invita a presentarsi per ritirare un atto. In auto, ignaro di essere intercettato in abitacolo, Sempio si lascia andare a frasi come: «Ancora con sta storia!? È il video, lo devo aspettare da un momento all’altro […] che ca**o hanno trovato?».
Nel sacchetto abbandonato vengono trovati fogli con appunti su rapporti con donne e riferimenti ritenuti riconducibili alla scena del delitto: “Inizio scoperta, da cucina a sala”, “cane”, “campanello”, “finestra da fuori”, “colpi”, “assassino”. Mostrato quel foglio nell’interrogatorio del 6 maggio, Sempio sceglie il silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Le intercettazioni riportano anche frasi sul “video” di Chiara Poggi e Alberto Stasi: «Lei dice, io non l’ho trovato più il video… tutto sbagliato… io quel video ce l’ho dentro la penna». Il fratello Marco Poggi, amico di Sempio, davanti ai pm ipotizza che l’indagato possa aver prelevato una chiavetta USB dalla stanza della sorella, pur definendo l’idea «folle». L’Avvocato Liborio Cataliotti replica sostenendo che il suo assistito si riferisse a un podcast di Gianluca Zanella (“Darkside”), ricostruzione però temporalmente smentita.
Conseguenze giudiziarie e possibili scenari futuri sull’inchiesta Garlasco
La nuova inchiesta non impatta solo sulla posizione di Andrea Sempio e sul giudizio storico contro Alberto Stasi, ma coinvolge anche le prime fasi investigative. L’ex comandante della compagnia carabinieri di Vigevano, Gennaro Cassese, è ora indagato per presunte false dichiarazioni ai magistrati. Nel mirino c’è il verbale del 4 ottobre 2008, in cui vennero ascoltati amici di Marco Poggi, tra cui Sempio, che consegnò il celebre scontrino di parcheggio usato come alibi. Secondo l’ipotesi accusatoria, un malore accusato da Sempio in quell’occasione non sarebbe stato correttamente verbalizzato, e successive ricostruzioni di Cassese mostrerebbero contraddizioni.
Sul piano processuale, questi elementi potrebbero alimentare richieste di revisione, nuove perizie e un riesame complessivo della catena investigativa sul delitto di Garlasco. La tenuta dei reperti, la coerenza delle prime indagini e l’affidabilità delle testimonianze istituzionali diventeranno nodi centrali per eventuali sviluppi davanti ai giudici.
FAQ
Chi è oggi il principale indagato per il delitto di Garlasco?
Attualmente la Procura di Pavia indica Andrea Sempio come unico possibile assassino di Chiara Poggi, sulla base di nuove prove tecniche.
Cosa dimostrerebbe la cosiddetta traccia 33 sulla scala di casa Poggi?
La traccia 33 indicherebbe un’impronta palmare sangue-sudore, giudicata compatibile con il palmo destro di Andrea Sempio dopo più verifiche incrociate.
Perché il foglietto gettato da Andrea Sempio è ritenuto rilevante?
È ritenuto rilevante perché contiene appunti su dinamiche (“Inizio scoperta, da cucina a sala”) e parole (“assassino”) considerate riferibili alla scena del delitto.
Qual è la posizione della difesa di Andrea Sempio sulle intercettazioni?
La difesa sostiene che Sempio fosse consapevole delle intercettazioni, contesta il riferimento al video e parla di frasi male interpretate, prive di reale valore autoaccusatorio.
Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata redatta attingendo a una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



