Schettini travolto dalle polemiche social, ecco cosa è davvero accaduto

Schettini travolto dalle polemiche social, ecco cosa è davvero accaduto

26 Febbraio 2026

Bufera su Vincenzo Schettini, il prof influencer tra scuola e social

Il docente di fisica e divulgatore scientifico Vincenzo Schettini, ideatore del progetto “La Fisica Che Ci Piace”, è al centro di una polemica nazionale.
Alcune sue dichiarazioni nel podcast The Bsmnt e una testimonianza anonima di un ex studente hanno riacceso il dibattito sul rapporto tra scuola pubblica, social e monetizzazione della cultura.
Il caso esplode online in Italia tra fine febbraio 2026, coinvolgendo la comunità scolastica e l’opinione pubblica, perché mette in discussione il confine tra attività didattica, contenuti a pagamento e uso dei social da parte degli insegnanti.

In sintesi:

  • Polemica su Vincenzo Schettini tra dichiarazioni sulla cultura a pagamento e didattica via social.
  • Ex studente anonimo denuncia lezioni convertite in video e bonus di voto tramite like e commenti.
  • Il professore respinge le accuse: attività online come supporto facoltativo e mai requisito valutativo.
  • Il caso riapre il confronto su ruolo, retribuzione e libertà extra-professionale dei docenti italiani.

Dichiarazioni, accuse e difesa: cosa è emerso finora

Vincenzo Schettini, classe 1977, fisico formato all’Università degli Studi di Bari e docente all’I.I.S.S. “Luigi dell’Erba” di Castellana Grotte, ha costruito dal 2015 una forte presenza online con il canale YouTube “La Fisica Che Ci Piace” e successivamente su Facebook, Instagram e TikTok.

Nel podcast The Bsmt di Gianluca Gazzoli, Schettini ha sostenuto che gli insegnanti potrebbero proporre contenuti online anche a pagamento, affermando che “un buon prodotto deve essere in vendita” e che occorre “uscire dal cliché che la conoscenza debba essere gratuita per tutti”.

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Sui social le sue parole sono state lette da molti come una legittimazione della monetizzazione della cultura, ritenuta in contrasto con il principio costituzionale del diritto allo studio nella scuola pubblica gratuita. La discussione si è ampliata quando un ex studente anonimo, intervistato da Mowmag, ha descritto un intreccio stretto tra le lezioni in classe e la produzione di contenuti per i social.

Secondo questa versione, parte delle ore in aula sarebbe stata dedicata alla registrazione di video per YouTube, riducendo il tempo per la spiegazione tradizionale.

Più delicato il capitolo valutazione: durante dirette pomeridiane sugli argomenti d’interrogazione, commenti e reazioni sarebbero stati premiati con micro-bonus di voto, fino a modificare il risultato finale. L’ex alunno riferisce che un pollice in su equivaleva a 0,25 punti e un cuore a 0,5 punti, accumulabili in vista dell’interrogazione del giorno successivo.

Lo stesso Schettini, in un passaggio del podcast, ha raccontato di aver “costretto” gli studenti a connettersi alle live, collegando le interrogazioni del giorno dopo ai contenuti spiegati online. In rete circolano clip d’archivio rilanciate in queste ore, che alimentano il confronto pubblico.

Il nodo tra scuola pubblica, cultura a pagamento e reputazione dei docenti

Vincenzo Schettini ha replicato definendo le accuse parziali e non verificate, contestando in particolare l’anonimato della fonte e l’assenza di riscontri con la dirigenza scolastica.

Il professore rivendica di aver usato gli strumenti digitali come estensione delle lezioni, non come surrogato, e di non aver mai imposto la visione dei contenuti per ottenere voti migliori. Alcuni studenti dell’istituto di Castellana Grotte hanno confermato pubblicamente questa impostazione, descrivendo video e dirette come semplici approfondimenti, paragonabili a un libro o a un documentario consigliato.

Rispetto alla frase sulla “cultura in vendita”, Schettini ha chiarito sui propri canali di aver parlato di cultura extra-scolastica, non di scuola a pagamento. Sottolinea che corsi, libri e lezioni private sono storicamente retribuiti e che anche un insegnante ha diritto a valorizzare economicamente la propria competenza.

La vicenda, però, solleva un tema destinato a durare: in che misura un docente della scuola pubblica possa integrare, promuovere e monetizzare contenuti educativi online senza scivolare in conflitti d’interesse o in distorsioni del processo valutativo.

FAQ

Chi è Vincenzo Schettini e perché è diventato noto online?

È un docente di fisica pugliese, classe 1977, fondatore del progetto “La Fisica Che Ci Piace” su YouTube e social, divenuto punto di riferimento della divulgazione scientifica scolastica.

Cosa ha detto Schettini sulla cultura a pagamento nel podcast The Bsmt?

Ha dichiarato che un buon prodotto culturale può essere venduto, invitando a superare l’idea che ogni forma di conoscenza debba essere sempre gratuita per tutti.

In cosa consiste la testimonianza anonima dell’ex studente di Schettini?

Racconta che alcune lezioni sarebbero state usate per registrare video e che commenti e like nelle live avrebbero generato piccoli bonus sui voti.

Come ha risposto Schettini alle accuse sul suo metodo didattico?

Ha smentito obblighi o ricatti valutativi, descrivendo video e dirette come semplici strumenti integrativi, e contestando l’assenza di verifiche con la scuola e la preside.

Quali sono le fonti alla base di questo articolo su Schettini?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

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