Sal Da Vinci a Sanremo consacra il nazionalpopolare e riscrive la storia musicale

Sanremo, vittoria di Sal Da Vinci riapre il caso regolamento Festival
Al Festival di Sanremo appena concluso, la vittoria di Sal Da Vinci ha riacceso il dibattito su regolamento, peso del televoto e ruolo della giuria di qualità. Sul palco dell’Ariston, a Sanremo, la finale ha visto sul podio anche il giovane Sayf e Ditonellapiaga, mentre restano fuori dai primi tre Marco Masini e Fedez, indicati da molti addetti ai lavori come meritevoli di un piazzamento migliore.
Il risultato, contestato in sala stampa, evidenzia una distanza crescente tra gusti popolari, orientati verso il nazionalpopolare, e valutazioni tecniche. La possibile partecipazione di Sal Da Vinci all’Eurovision apre ulteriori interrogativi sul criterio di scelta della Rai e sulla capacità del sistema attuale di valorizzare davvero la qualità musicale.
In sintesi:
- Vince Sal Da Vinci, televoto decisivo e contestazioni in sala stampa
- Sayf e Ditonellapiaga convincono la critica, ma restano dietro al vincitore
- Masini e Fedez penalizzati dal sistema di voto attuale del Festival
- De Martino nuovo conduttore, Sanremo torna alla melodia anni ’90
Podio, televoto e qualità: cosa rivela davvero questo Sanremo
La vittoria di Sal Da Vinci conferma la forza del nazionalpopolare in un contesto dove il televoto ha un peso determinante. Il suo brano, fortemente identitario e legato alla tradizione napoletana, è percepito come perfetto per matrimoni, feste e circuiti mainstream, meno come sintesi della migliore ricerca musicale italiana.
Sul secondo gradino, Sayf porta una canzone che cresce ascolto dopo ascolto, con un testo denso e poco ruffiano, capace di “depositarsi” e dire qualcosa di concreto. Il terzo posto di Ditonellapiaga è un successo parziale: la giuria tecnica l’avrebbe voluta vincitrice, ma *contro il televoto non c’è possibilità*.
L’esclusione dal podio di Marco Masini e Fedez evidenzia quella che molti considerano la vera falla del regolamento: l’assenza di una selezione finale della giuria di qualità sulla rosa da sottoporre al pubblico. In sala stampa, alla proclamazione del vincitore, il coro di “no” ha segnalato una frattura netta tra cuore critico del Festival e risposta di massa.
Un Sanremo di svolta tra De Martino, anni ’90 e futuro Eurovision
Questo Sanremo resterà nella storia anche per il passaggio di consegne in diretta dal direttore-conduttore uscente a Stefano De Martino, chiamato a guidare un’industria che lavora 51 settimane l’anno. Giovane, televisivamente rodato, dovrà però dimostrare statura culturale, musicale e generazionale; è probabile che la Rai lo affianchi con una squadra solida, come nelle edizioni storiche.
Sul piano musicale, il Festival segna un ritorno deciso alle melodie anni ’90, con il rap relegato in fondo alla classifica: emblematico il caso di Luchè, lontanissimo dal podio, a differenza dei tempi in cui Lazza sfiorò la vittoria. Hanno inciso molto i giovani artisti esplosi sui social, da Sayf a Samurai Jay, che hanno portato sul palco momenti emotivi come i balli in platea con le madri.
Iconica l’immagine di Andrea Bocelli che arriva a cavallo sulle note del Gladiatore: un simbolo perfetto di un Sanremo sospeso tra spettacolo totale, nostalgia e domande irrisolte sul suo futuro europeo, a partire dall’eventuale conferma di Sal Da Vinci all’Eurovision. Perché, alla fine, molte risposte si riassumono ancora in una sola frase: *perché Sanremo è Sanremo*.
FAQ
Perché la vittoria di Sal Da Vinci è così discussa?
La vittoria è discussa perché il televoto ha premiato un brano nazionalpopolare, mentre giuria tecnica e sala stampa preferivano canzoni ritenute artisticamente più solide.
Come potrebbe cambiare il regolamento del Festival di Sanremo?
Un’ipotesi concreta prevede che la giuria di qualità selezioni una rosa di finalisti su cui poi si esprime il televoto, riducendo squilibri.
Sal Da Vinci andrà sicuramente all’Eurovision 2025?
No, non è automatico: la Rai si è riservata la decisione finale e dovrà valutare strategia, mercato internazionale e coerenza editoriale.
Perché il rap è uscito ridimensionato da questo Sanremo?
Il rap è stato penalizzato da un impianto sonoro e votazioni che hanno privilegiato melodie anni ’90 e scritture più tradizionali rispetto alle sonorità urban.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Sanremo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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