Rimesse Usa spingono l’economia dell’America Latina oltre 150 miliardi

Rimesse record dagli Stati Uniti verso America Latina e Caraibi nel 2025
Nel 2025 le rimesse inviate dai migranti dagli Stati Uniti verso America Latina e Caraibi hanno raggiunto un massimo storico, superando i 158 miliardi di dollari. Secondo l’analisi del think tank The Dialogue, si tratta dell’aumento più consistente degli ultimi vent’anni, con un forte impatto economico e sociale sulle famiglie beneficiarie e sui sistemi finanziari nazionali.
L’incremento non dipende dall’arrivo di nuovi migranti, ma da una crescita rilevante dell’importo medio inviato, favorita da cambiamenti normativi negli USA e da un rapido adattamento dei canali di trasferimento. Le proiezioni indicano però il rischio di un rallentamento nel 2026.
Perché le rimesse hanno superato i 158 miliardi di dollari
Le stime di The Dialogue mostrano come il volume delle rimesse verso America Latina e Caraibi sia cresciuto in modo straordinario nel 2025, fino a oltre 158 miliardi di dollari. La dinamica è legata a salari migranti relativamente stabili e a una maggiore propensione all’invio di denaro a sostegno delle famiglie in contesti di inflazione e rallentamento economico locale.
Questi flussi sono diventati una componente strutturale delle bilance dei pagamenti di molti Paesi della regione, incidendo su consumi, investimenti informali e stabilità sociale. Il record del 2025 conferma la centralità delle rimesse come ancora di sicurezza finanziaria per milioni di nuclei familiari.
Il ruolo delle decisioni politiche statunitensi
L’analisi attribuisce un peso decisivo ai cambiamenti nelle politiche migratorie e fiscali degli Stati Uniti. Norme più stringenti sull’ingresso e la permanenza non hanno ridotto sensibilmente la forza lavoro migrante già presente, ma ne hanno modificato i comportamenti finanziari.
In questo contesto, molti lavoratori hanno scelto di inviare somme più elevate a ogni transazione, riducendo la frequenza degli invii. Ciò ha innalzato l’importo medio delle rimesse, producendo una crescita aggregata significativa pur in assenza di un forte aumento del numero di migranti.
Imposta sull’1% in contanti e trasformazione dei canali di invio


Uno dei fattori più innovativi del 2025 è stata l’introduzione di un’imposta dell’1% sulle rimesse in contanti, varata negli Stati Uniti nell’estate del 2025. Questa misura ha innescato un ripensamento dei canali di trasferimento, accelerando il passaggio dal contante ai metodi digitali e formali. Le scelte dei migranti hanno mirato a minimizzare i costi complessivi e a massimizzare quanto effettivamente destinato alle famiglie nei Paesi d’origine.
La combinazione tra pressione fiscale e innovazione tecnologica ha rafforzato il ruolo degli operatori regolamentati e dei servizi fintech.
Come l’imposta sull’1% ha cambiato le strategie dei migranti
L’imposta sull’1% sulle rimesse in contanti ha reso economicamente meno conveniente l’uso di canali tradizionali basati sul cash e su intermediari informali. Di fronte a un costo aggiuntivo fisso, molti lavoratori hanno preferito concentrare più denaro in un minor numero di invii, aumentando del 27% l’importo medio trasferito, come evidenzia The Dialogue.
Per ridurre l’incidenza percentuale dei costi, le rimesse sono diventate meno frequenti ma più consistenti, contribuendo al record complessivo di 158 miliardi di dollari pur senza un’espansione significativa della base di migranti.
La spinta alla digitalizzazione dei servizi di rimessa
La nuova fiscalità ha favorito la migrazione verso piattaforme digitali e servizi regolamentati, spesso esclusi dall’imposta sul contante o caratterizzati da strutture commissionali più trasparenti. I migranti hanno incrementato l’uso di app, wallet e trasferimenti bancari, riducendo i rischi di perdita o furto legati al cash.
Questa digitalizzazione facilita il tracciamento dei flussi, migliora la protezione del consumatore e apre opportunità di inclusione finanziaria per i beneficiari nei Paesi di destinazione, che possono accedere più facilmente a conti, microcredito e strumenti di risparmio.
Differenze tra Paesi: crescita in Centroamerica e calo in Messico
L’impatto del boom delle rimesse nel 2025 non è stato omogeneo. Stando alle valutazioni di The Dialogue, gli incrementi più marcati hanno riguardato Honduras, Guatemala ed El Salvador, dove le rimesse rappresentano già da anni una quota rilevante del PIL. In controtendenza il Messico, che ha registrato una contrazione dei flussi, rompendo la dinamica espansiva osservata nel decennio precedente.
Queste divergenze regionali indicano fragilità strutturali e diversi livelli di dipendenza dalle rimesse.
Perché Honduras, Guatemala ed El Salvador vedono aumenti forti
In Honduras, Guatemala ed El Salvador l’aumento delle rimesse riflette l’ampia diaspora negli Stati Uniti e la forte esposizione delle economie nazionali alle entrate dall’estero. La pressione inflazionistica interna, l’insicurezza e la limitata offerta di lavoro formale hanno spinto le famiglie a fare maggiore affidamento sui trasferimenti dei parenti all’estero.
Di conseguenza, ogni variazione nell’importo medio inviato si traduce in un impatto immediato sui consumi di base, sui servizi educativi e sanitari e, in parte, su piccoli investimenti locali.
La contrazione delle rimesse verso il Messico
Il Messico rappresenta un’eccezione con un calo dei flussi di rimesse nel 2025. Le possibili cause includono un mercato del lavoro interno relativamente più dinamico, cambiamenti nella composizione della comunità migrante e l’adattamento a nuove condizioni occupazionali negli Stati Uniti.
Una parte dei migranti potrebbe aver ridotto gli invii regolari a favore di forme di risparmio o investimento nel Paese di residenza, mentre il rafforzamento del peso di alcune entrate formali in Messico può aver attenuato la dipendenza delle famiglie da questi trasferimenti.
FAQ
Cosa sono le rimesse dei migranti verso l’America Latina
Le rimesse sono trasferimenti di denaro che i lavoratori migranti inviano regolarmente alle famiglie nei Paesi di origine, spesso tramite operatori specializzati, banche o piattaforme digitali.
Perché nel 2025 si è registrato un record di oltre 158 miliardi
Il record è dovuto soprattutto all’aumento del 27% dell’importo medio inviato, favorito da nuove politiche fiscali e migratorie statunitensi, più che dalla crescita del numero di migranti.
Che ruolo ha avuto l’imposta statunitense dell’1% sul contante
L’imposta sull’1% sulle rimesse in contanti ha reso più costosi gli invii cash, spingendo i lavoratori a concentrare somme maggiori in meno operazioni e a orientarsi verso canali digitali e regolamentati.
Quali Paesi hanno beneficiato maggiormente dell’aumento delle rimesse
Honduras, Guatemala ed El Salvador hanno registrato gli aumenti più rilevanti, grazie all’ampiezza delle loro comunità migranti e all’elevata dipendenza economica da questi flussi.
Perché il Messico ha visto una contrazione delle rimesse nel 2025
Nel Messico il calo è attribuito a un contesto economico interno più dinamico, a cambiamenti nella comunità migrante e a diverse scelte di risparmio e investimento da parte dei lavoratori all’estero.
Quali effetti hanno le rimesse sulle economie locali
Le rimesse sostengono consumi essenziali, istruzione, sanità e piccoli investimenti, ma aumentano anche la dipendenza dalle entrate estere e l’esposizione a shock normativi nei Paesi di destinazione.
Cosa può accadere al mercato delle rimesse nel 2026
The Dialogue ipotizza una fase di rallentamento nel 2026, con crescita più moderata dei flussi a causa dell’assestamento delle politiche statunitensi e di possibili cambiamenti nel mercato del lavoro migrante.
Qual è la fonte principale dei dati sulle rimesse del 2025
Le informazioni e le stime citate provengono dall’analisi del think tank The Dialogue e dall’articolo originale pubblicato da ANSA.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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