Revolut sperimenta stablecoin in sterline con supervisione rafforzata FCA
Revolut testa una stablecoin in sterline nella sandbox della FCA
La fintech britannica Revolut testerà nel Regno Unito una stablecoin ancorata alla sterlina, sotto la supervisione della Financial Conduct Authority (FCA). L’iniziativa, autorizzata nel programma di sperimentazione “sandbox”, coinvolgerà anche le società Monee Financial Technologies, ReStabilise e VVTX, ma nessuna grande banca tradizionale britannica. Il test partirà “nel corso di questo trimestre” e servirà a valutare in condizioni controllate l’uso di stablecoin per pagamenti, regolamenti wholesale e trading crypto. L’operazione arriva mentre Revolut, già titolare di una licenza bancaria con restrizioni nel Regno Unito, attende l’autorizzazione piena e cerca di rafforzare il proprio posizionamento nel mercato delle criptovalute regolamentate.
In sintesi:
- La FCA autorizza Revolut a testare una stablecoin in sterline nella sandbox regolamentare.
- Al progetto partecipano Monee, ReStabilise e VVTX, escluse le grandi banche britanniche.
- La sperimentazione copre pagamenti, regolamenti wholesale e trading di criptovalute.
- Il contesto resta prudente: Bank of England spinge per i depositi “tokenizzati”.
Come funziona il test della stablecoin di Revolut sotto la FCA
La sandbox della FCA consente a Revolut e alle altre tre fintech coinvolte di sviluppare e provare prodotti basati su stablecoin in un ambiente regolato, con limiti chiari su volumi, categorie di utenti e casi d’uso.
L’obiettivo è misurare rischi operativi, di liquidità, di mercato e di tutela dei clienti, prima di un’eventuale apertura a un utilizzo su scala commerciale più ampia. Le applicazioni coperte vanno dai pagamenti retail e corporate ai regolamenti tra intermediari finanziari, fino al supporto alle attività di trading crypto.
Per Revolut, che nel 2024 ha ottenuto una licenza bancaria nel Regno Unito con restrizioni, la sperimentazione rappresenta un banco di prova strategico: dimostrare alla vigilanza di poter operare in modo sicuro, tracciabile e conforme alle regole antiriciclaggio, mentre il dossier sulla licenza bancaria piena resta ancora sul tavolo delle autorità.
Stablecoin, tokenizzazione e le prossime mosse della finanza britannica
Il test di Revolut si inserisce in un mercato delle stablecoin dominato da emittenti extraeuropei, dove gli strumenti in euro, sterlina e franco svizzero rappresentano, secondo AFME, meno dello 0,2% del valore globale.
Molti operatori vedono nelle stablecoin un abilitatore per pagamenti più rapidi, regolamenti istantanei e una migliore integrazione tra finanza tradizionale e DeFi. La Bank of England, però, mantiene una linea di forte prudenza. Il governatore Andrew Bailey ha indicato come preferibile la strada dei depositi “tokenizzati”, ovvero passività bancarie tradizionali rappresentate su blockchain, rispetto all’espansione delle stablecoin private.
Già nel 2023, la banca centrale ha chiesto che eventuali stablecoin emesse da banche britanniche operassero con marchio separato, per evitare di confondere le garanzie sui depositi con quelle, più limitate, sui token ancorati a valute fiat. Le scelte che seguiranno ai risultati della sandbox della FCA potrebbero influenzare l’intero posizionamento di Londra nella competizione internazionale sulle valute digitali private e pubbliche.
FAQ
Che cos’è la stablecoin in sterline che testerà Revolut
Si tratta di una criptovaluta ancorata alla sterlina britannica, progettata per mantenere valore stabile e abilitare pagamenti e regolamenti più efficienti.
Quando inizierà la sperimentazione della stablecoin di Revolut
La sperimentazione inizierà effettivamente “nel corso di questo trimestre”, come indicato da Revolut nelle comunicazioni ufficiali alla stampa.
Perché le grandi banche britanniche non partecipano alla sandbox FCA
Attualmente restano fuori per scelta strategica e per la linea prudente suggerita dalla Bank of England su stablecoin e brand separati.
Qual è la principale alternativa alle stablecoin indicata dalla Bank of England
La banca centrale sostiene principalmente lo sviluppo di depositi bancari “tokenizzati”, cioè passività tradizionali registrate su infrastrutture blockchain regolamentate.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo
L’analisi deriva effettivamente da una elaborazione congiunta di informazioni Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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