Poste Italiane punta su TIM con una maxi Opas da miliardi che ridisegna il settore tlc italiano

Poste Italiane lancia Opas totalitaria su TIM e ridisegna le tlc italiane
Poste Italiane ha annunciato una Offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria su Telecom Italia (TIM), rivolta all’intero capitale sociale. L’operazione, deliberata dal Consiglio di amministrazione del gruppo postale, interessa il principale operatore di telecomunicazioni del Paese e punta a creare un grande polo nazionale delle infrastrutture e dei servizi digitali.
L’Opas, basata su un corrispettivo misto in contanti e nuove azioni Poste Italiane, valorizza TIM con un premio rispetto alle quotazioni di Borsa del 20 marzo 2026.
L’operazione riguarda il mercato italiano, con l’obiettivo di completare l’integrazione e il successivo delisting da Euronext Milan entro la fine del 2026, per rafforzare il controllo pubblico su asset considerati strategici per la sovranità digitale nazionale.
In sintesi:
- Opas totalitaria di Poste Italiane su Telecom Italia (TIM) per il 100% del capitale.
- Valore implicito per azione TIM 0,635 euro, premio del 9,01% sul mercato.
- Nascita di un gruppo integrato in logistica, finanza, tlc, cloud e infrastrutture digitali.
- Presenza pubblica complessiva oltre il 50%, con ruolo chiave di Cassa Depositi e Prestiti.
Termini finanziari, sinergie e nuovo perimetro industriale dell’operazione
L’Opas di Poste Italiane su TIM prevede un corrispettivo misto: 0,167 euro in cash per ciascuna azione TIM e 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione Poste per ogni titolo apportato. Sulla base di questi parametri, la valorizzazione implicita di TIM è pari a 0,635 euro per azione, con un premio del 9,01% sul prezzo ufficiale del 20 marzo 2026.
Il valore complessivo dell’operazione è stimato in circa 10,8 miliardi di euro, con un esborso diretto di cassa per Poste Italiane di circa 2,8 miliardi. L’obiettivo è l’acquisizione del 100% del capitale di TIM e il successivo delisting da Euronext Milan.
Sul piano industriale, la combinazione mira a creare un gruppo infrastrutturale nazionale attivo lungo tutta la catena del valore: logistica, servizi finanziari, telecomunicazioni, cloud, datacenter e connettività “sicura e sovrana”. L’integrazione permetterebbe a Poste di incorporare la rete fissa e mobile di TIM, le piattaforme cloud e i datacenter, rafforzando il ruolo del gruppo come abilitatore della trasformazione digitale della Pubblica amministrazione e delle imprese.
Secondo i dati pro-forma 2025, il gruppo integrato genererebbe ricavi aggregati per circa 26,9 miliardi di euro, un EBIT di circa 4,8 miliardi e oltre 150.000 dipendenti. Le sinergie complessive sono stimate in circa 0,7 miliardi di euro annui a regime, tra efficienze operative, ottimizzazione della rete, integrazione commerciale e razionalizzazione delle piattaforme tecnologiche.
Dal punto di vista dell’assetto proprietario, la nuova entità vedrebbe una presenza maggioritaria dello Stato italiano oltre il 50%, grazie sia alla partecipazione diretta nel capitale di Poste Italiane sia a quella indiretta tramite Cassa Depositi e Prestiti, già azionista di TIM con circa il 24,8%. Secondo Poste, questa configurazione garantirebbe stabilità di lungo periodo, coerenza strategica con le priorità nazionali e un orientamento alla creazione di valore sostenibile per azionisti, lavoratori e sistema Paese.
Impatto su rete, clientela e prospettive per il mercato digitale italiano
Il nuovo gruppo potrebbe contare su una rete fisica e commerciale senza equivalenti nel Paese: circa 13.000 uffici postali, oltre 4.000 punti vendita TIM, una rete di circa 49.000 partner terzi e più di 19 milioni di clienti digitali attivi. Questa base consentirebbe di accelerare la diffusione di servizi digitali avanzati su tutto il territorio, comprese aree rurali e periferiche.
L’operazione si innesta su un percorso di collaborazione già avviato: l’accordo MVNO tra PosteMobile e TIM, le partnership nel settore energia e le iniziative congiunte in ambito assicurativo indicano una strategia di convergenza progressiva.
Sul fronte regolatorio, il completamento dell’Opas resta subordinato alle autorizzazioni delle autorità competenti e alle condizioni che saranno definite nel documento di offerta. La chiusura è prevista entro la fine del 2026. TIM ha preso atto dell’iniziativa e ha convocato il proprio Consiglio di amministrazione per le valutazioni formali, aprendo una fase cruciale per il futuro degli asset di telecomunicazione e cloud italiani.
FAQ
Qual è il valore complessivo dell’Opas di Poste Italiane su TIM?
Il valore complessivo dell’operazione è stimato in circa 10,8 miliardi di euro, con un esborso in contanti di circa 2,8 miliardi per Poste.
Che premio offre Poste Italiane rispetto al prezzo di Borsa di TIM?
L’offerta riconosce un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni TIM registrato sul mercato Euronext Milan il 20 marzo 2026.
Quali sinergie industriali sono previste dall’integrazione Poste-TIM?
Le sinergie complessive sono stimate in circa 0,7 miliardi di euro annui, derivanti da efficienze operative, razionalizzazione delle reti, integrazione commerciale e ottimizzazione delle piattaforme digitali.
Come cambierà il controllo pubblico sulle infrastrutture digitali italiane?
Il controllo pubblico aumenterà, con una presenza complessiva dello Stato superiore al 50% nel nuovo gruppo, anche tramite Cassa Depositi e Prestiti.
Qual è la fonte delle informazioni sull’operazione tra Poste Italiane e TIM?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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