Pensioni estere, controlli più severi: rischi, scadenze e nuove regole

Controlli Inps sulle pensioni all’estero: cosa cambia dal 20 marzo
Inps avvierà dal 20 marzo una vasta campagna di controlli sulle pensioni erogate a cittadini italiani residenti all’estero.
Le verifiche, gestite operativamente da Citibank, mirano a confermare l’esistenza in vita dei pensionati e la corretta riscossione degli assegni.
L’operazione riguarda la maggior parte dei Paesi extra-accordo, in un contesto di crescita costante delle pensioni pagate fuori dall’Italia, per contrastare irregolarità e indebiti pagamenti e garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.
In sintesi:
- Dal 20 marzo partono i controlli Inps sui pensionati italiani residenti all’estero.
- Gestione operativa affidata a Citibank con invio moduli “esistenza in vita”.
- Scadenza invio documenti il 18 luglio 2026, poi verifiche presso Western Union.
- Nessun controllo per i Paesi con scambio automatico dei dati sui decessi.
La campagna di accertamento avviata da Inps è parte di un programma strutturale di verifica delle prestazioni erogate all’estero.
I controlli rispondono all’esigenza di ridurre il rischio di pagamenti a soggetti deceduti o a terzi non autorizzati, fenomeno che in passato ha generato significativi oneri impropri per la finanza pubblica.
Il target principale sono i pensionati che vivono in Paesi lontani, dove l’aggiornamento anagrafico non è automatizzato e richiede procedure dedicate, soprattutto in aree come Americhe, Asia e Estremo Oriente.
Come funzionano i controlli Inps per i pensionati all’estero
Dal 20 marzo i pensionati interessati riceveranno da Citibank un modulo di attestazione di esistenza in vita, da compilare e restituire entro il 18 luglio 2026, allegando copia di un documento di identità valido.
Il documento certifica che l’assegno pensionistico è effettivamente riscosso dal titolare e non da eredi o intermediari non autorizzati.
In caso di mancato invio entro la scadenza, la pensione non verrà subito revocata ma sarà ritirabile solo presso gli sportelli Western Union, dove il pensionato dovrà presentarsi fisicamente per il riconoscimento.
Se il pagamento tramite Western Union non verrà riscosso entro il 19 agosto 2026, scatterà la sospensione della pensione fino a nuova verifica.
Restano esclusi da questa procedura i residenti in Germania, Francia, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Australia, Paesi che hanno attivato con Inps flussi strutturati di comunicazione dei decessi: per loro l’accertamento in vita è automatizzato.
Terminata la prima fase, i controlli verranno progressivamente estesi a Africa, Oceania e al restante spazio europeo privo di accordi specifici, seguendo un calendario territoriale definito con Citibank.
Secondo i dati Inps, nel 2025 sono state erogate all’estero circa 675mila pensioni, in crescita dell’1,3% rispetto al 2024.
Le mete più attrattive per i pensionati italiani restano Spagna, Portogallo e Tunisia, grazie a condizioni fiscali e di costo della vita più favorevoli.
Registrano invece una lieve flessione destinazioni storiche come Stati Uniti, Canada e Australia, dove i costi di permanenza risultano crescenti e la distanza dall’Italia pesa maggiormente sulla scelta migratoria.
Perché i controlli Inps sulle pensioni estere incideranno sul futuro della mobilità
La stretta sulle verifiche non mira a penalizzare i pensionati all’estero, ma a rendere il sistema più trasparente e sostenibile.
Un monitoraggio accurato consente di liberare risorse da destinare a prestazioni effettivamente dovute e a nuove misure di welfare.
Nel medio periodo, la regolarità dei flussi e la certezza delle regole potrebbero persino rendere più sicura la scelta di trasferirsi fuori dall’Italia, soprattutto nei Paesi che attiveranno accordi di cooperazione anagrafica con Inps.
FAQ
Chi sarà interessato dai controlli Inps sulle pensioni all’estero?
Saranno interessati tutti i pensionati italiani residenti in Paesi senza accordi automatici di comunicazione dei decessi con Inps, esclusi Germania, Francia, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Australia.
Cosa deve fare il pensionato che riceve il modulo Citibank?
Deve compilarlo integralmente, firmarlo, allegare copia del documento di identità valido e restituirlo entro il 18 luglio 2026 seguendo le istruzioni riportate.
Cosa succede se il modulo non viene inviato in tempo?
In prima istanza la pensione potrà essere riscossa solo di persona presso uno sportello Western Union; dopo il 19 agosto 2026 scatterà la sospensione del pagamento.
I pensionati nei Paesi con accordi Inps devono fare qualcosa?
No, per i residenti in Germania, Francia, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Australia l’accertamento in vita avviene automaticamente tramite scambio dati.
Quali sono le fonti utilizzate per queste informazioni sulle pensioni estere?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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