Paolo Zampolli cita in giudizio Fedez per accostamento al caso Epstein
Querela milionaria di Paolo Zampolli contro Fedez sul caso Epstein
Lo scontro legale tra l’imprenditore italo-americano Paolo Zampolli e il rapper Fedez esplode a Milano, dopo una puntata del “Pulp Podcast” dedicata agli Epstein files. Nel procedimento, avviato nel marzo 2026 presso la Procura di Milano, Zampolli contesta alcune affermazioni e allusioni che lo collegherebbero, a suo dire in modo scorretto, allo scandalo legato a Jeffrey Epstein e all’ex presidente USA Donald Trump.
Al centro della vicenda vi sono un post Instagram e i contenuti audio del podcast condotto da Fedez e Mr. Marra, ritenuti dall’imprenditore lesivi della propria reputazione internazionale.
Zampolli, che richiama i suoi ruoli nel fashion, nel real estate e in incarichi diplomatici, sostiene che tali accostamenti violino il diritto all’onore e chiede un maxi-risarcimento, mentre la difesa di Fedez invoca il diritto di cronaca.
In sintesi:
- Paolo Zampolli querela Fedez e Mr. Marra per diffamazione aggravata.
- Nel mirino un post Instagram e una puntata del “Pulp Podcast”.
- Zampolli chiede un risarcimento a partire da 5 milioni di euro.
- La difesa di Fedez rivendica il diritto di cronaca su fonti pubbliche.
I contenuti contestati tra podcast, social e caso Epstein
Secondo l’atto di denuncia, Paolo Zampolli respinge ogni ipotesi di coinvolgimento nel caso Epstein e nega qualsiasi legame con presunte attività illecite collegate al passato di Donald Trump.
La querela evidenzia come Zampolli, imprenditore tra moda e immobiliare con incarichi diplomatici in contesti multilaterali, goda di una forte esposizione pubblica internazionale, aggravando l’impatto reputazionale delle accuse.
Particolarmente contestato è un post Instagram in cui Zampolli viene presentato come *“definito ‘killer’ negli Epstein files, ora accusato di aver fatto deportare la ex, eppure resta intoccabile — Ma quanto potere ha Paolo Zampolli?”*.
Nella stessa direzione, l’imprenditore segnala vari passaggi del “Pulp Podcast”, dove il suo nome viene citato insieme a ipotesi e dichiarazioni di terzi.
Tra queste, i riferimenti a presunti racconti attribuiti a Fabrizio Corona, ritenuti da Zampolli non attendibili e gravemente lesivi, e le insinuazioni su un collegamento tra il suo percorso professionale e la relazione con Trump.
Viene richiamato anche un articolo del New York Times, secondo cui Zampolli avrebbe contattato l’Ice per far trasferire e deportare l’ex compagna Amanda Ungaro al fine di ottenere l’affidamento del figlio: ricostruzione che l’imprenditore contesta, sostenendo di aver cercato solo informazioni per tutelare il minore.
L’avvocato Maurizio Miculan definisce le affermazioni su Zampolli *«false e gravemente diffamatorie»* e annuncia una richiesta di risarcimento che parte da 5 milioni di euro, giustificata dalla visibilità globale del suo assistito.
La difesa di Fedez, dal canto suo, rivendica il pieno esercizio del diritto di cronaca, sostenendo che il rapper si sia limitato a riprendere informazioni già pubblicate da media internazionali e dichiarazioni di terzi, senza aggiungere valutazioni personali idonee a integrare il reato di diffamazione aggravata.
La valutazione del confine tra legittima informazione e lesione dell’onore sarà ora rimessa alla Procura di Milano e, se verrà esercitata l’azione penale, ai giudici competenti.
Impatto del caso su informazione online e personaggi pubblici
La querela di Paolo Zampolli contro Fedez si inserisce in un contesto in cui podcast e social amplificano rischi legali legati alla reputazione.
Il procedimento potrebbe diventare un caso di riferimento sul perimetro del diritto di cronaca digitale, soprattutto quando si trattano dossier sensibili come gli Epstein files.
Per creator e giornalisti, la vicenda rilancia il tema della verifica rigorosa delle fonti, della distinzione tra fatti e ipotesi e dell’obbligo di contestualizzare correttamente notizie già circolate sulla stampa internazionale.
Per le figure esposte a livello globale, come Zampolli e lo stesso Fedez, la gestione del rischio reputazionale online diventa cruciale, anche alla luce di richieste risarcitorie milionarie.
L’evoluzione dell’inchiesta a Milano sarà osservata con attenzione da professionisti dei media, studi legali e piattaforme digitali, perché potrà incidere su future strategie editoriali e sul modo in cui vengono trattati personaggi collegati, anche indirettamente, a scandali internazionali.
FAQ
Perché Paolo Zampolli ha querelato Fedez e Mr. Marra?
La querela è stata presentata perché Zampolli ritiene diffamatorie alcune frasi del “Pulp Podcast” e di un post Instagram, che lo collegherebbero ingiustamente al caso Epstein.
Qual è l’importo richiesto da Zampolli come risarcimento danni?
L’avvocato Maurizio Miculan ha annunciato una richiesta di risarcimento che parte da 5 milioni di euro, motivata dalla risonanza internazionale dell’immagine di Zampolli.
Cosa sostiene la difesa di Fedez sulla puntata del Pulp Podcast?
La difesa di Fedez afferma che il rapper ha esercitato il diritto di cronaca, riportando informazioni già pubbliche e dichiarazioni altrui, senza aggiungere giudizi personali diffamatori.
Che ruolo ha il New York Times nella vicenda Zampolli-Ungaro?
Il New York Times aveva scritto che Zampolli contattò l’Ice per deportare Amanda Ungaro; l’imprenditore contesta questa ricostruzione, sostenendo di aver chiesto solo informazioni per tutelare il figlio.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione secondo criteri giornalistici indipendenti.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



