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Centro Italia e Agenda 2030: dove il territorio corre e dove resta indietro
Le Regioni del Centro Italia – Toscana, Marche, Lazio, Umbria – ottengono risultati superiori alla media nazionale sugli obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, ma mostrano ritardi significativi sul fronte ambientale e istituzionale.
Il quadro emerge dal Rapporto Territori ASviS 2025, “Obiettivi globali, soluzioni locali”, presentato a Roma il 23 marzo presso l’Istituto Luigi Sturzo.
L’analisi, curata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) in collaborazione con AXA Italia, fotografa l’andamento dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) a livello regionale, provinciale e metropolitano, per guidare politiche pubbliche e investimenti privati più efficaci e coerenti con lo sviluppo sostenibile.
In sintesi:
- Centro Italia sopra la media nazionale su molti obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030.
- Criticità marcate su dimensioni ambientali, ecosistemi terrestri e qualità delle istituzioni.
- Forti divari interni tra territori su imprese, innovazione e città sostenibili.
- ASviS e AXA Italia forniscono dati territoriali per politiche di lungo periodo mirate.
Il Rapporto evidenzia segnali contrastanti: alcuni territori centrali spiccano su economia circolare e parità di genere, mentre altri restano indietro su innovazione, coesione e qualità istituzionale.
Proprio queste disuguaglianze interne spingono gli esperti a chiedere strategie di lungo periodo, capaci di ridurre i divari e rafforzare inclusione, benessere e resilienza di comunità e sistemi produttivi.
Al centro, l’idea che la transizione sostenibile richieda decisioni tempestive, coordinamento tra livelli di governo e un maggiore coinvolgimento di imprese, finanza e società civile.
Rapporto Territori ASviS 2025: progressi, ritardi e divari nel Centro Italia
Il Rapporto Territori ASviS 2025, pubblicato nel dicembre 2025, analizza il posizionamento delle Regioni italiane rispetto ai 17 SDGs nel periodo 2010–ultimo anno disponibile, utilizzando circa 100 indicatori statistici comparabili.
Tra i temi approfonditi: decarbonizzazione dei trasporti, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, qualità dell’aria, infrastrutture verdi, politiche abitative e politiche di coesione, con particolare attenzione alle Province e alle Città metropolitane del Centro Italia.
“Nel Centro Italia emergono segnali contrastanti. Alcune aree mostrano buone performance su economia circolare e parità di genere ma persistono ritardi su imprese e innovazione”, ha spiegato il direttore scientifico di ASviS, Enrico Giovannini, sottolineando la necessità di “politiche a lungo termine mirate a colmare i divari”.
Nel dettaglio, il Centro registra progressi significativi sulla parità di genere e sulla produzione e consumo responsabili (Goal 12), oltre a miglioramenti – seppur più contenuti – in salute, istruzione, energia e lavoro.
Si osservano invece segnali di peggioramento su povertà, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e qualità delle istituzioni, elementi cruciali per la resilienza territoriale.
Nel confronto con la media nazionale, i territori centrali performano meglio su numerosi Goal sociali ed economici, fatta eccezione per città e comunità sostenibili (Goal 11), dove i livelli risultano inferiori, indicando criticità urbanistiche, abitative e infrastrutturali che richiedono interventi strutturali e coordinati.
“Siamo orgogliosi di essere al fianco di ASviS nella seconda tappa di un percorso ideato per condividere dati solidi, analisi comparabili e indicatori territoriali”, ha dichiarato Letizia D’Abbondanza, Direttore Clienti e Comunicazione Esterna di AXA Italia.
“Come settore, vogliamo contribuire non solo con prodotti, ma anche con analisi, prevenzione, gestione del rischio”, ha aggiunto, ricordando il lavoro con istituzioni, associazioni, mondo della ricerca e società civile per rafforzare la resilienza del Paese.
L’iniziativa ASviS–AXA, di cui il focus sul Centro Italia rappresenta la seconda tappa, punta a fornire agli amministratori locali uno strumento operativo per orientare scelte di bilancio, pianificazione urbana e strategie di sviluppo in linea con l’Agenda 2030.
Prospettive future: dal dato territoriale alle politiche di impatto
I risultati del Centro Italia mettono in luce un paradosso: buone performance sociali ed economiche convivono con fragilità ambientali e istituzionali, che potrebbero rallentare la transizione verde e digitale.
Nei prossimi anni, la sfida centrale sarà trasformare gli indicatori del Rapporto Territori ASviS 2025 in leve operative: piani urbani integrati, investimenti in infrastrutture verdi, misure contro il dissesto idrogeologico, rafforzamento della qualità amministrativa.
Se Regioni, autonomie locali e sistema produttivo sapranno usare questi dati per progettare politiche mirate, il Centro Italia potrà diventare laboratorio avanzato di sviluppo sostenibile, riducendo disuguaglianze interne e aumentando l’attrattività di città e aree interne per capitali, talenti e innovazione.
FAQ
Quali Regioni del Centro Italia sono analizzate nel Rapporto ASviS?
Il Rapporto considera le performance di Toscana, Marche, Lazio e Umbria, includendo Province e Città metropolitane, in relazione ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030.
Su quali obiettivi l’Italia centrale è sopra la media nazionale?
Il Centro Italia risulta mediamente migliore della media nazionale su numerosi Goal sociali ed economici, inclusi parità di genere, occupazione, istruzione e produzione e consumo responsabili, grazie a indicatori territoriali più favorevoli.
Quali sono le principali criticità ambientali emerse nel Centro Italia?
Le criticità riguardano ecosistemi terrestri, gestione delle risorse idriche, qualità dell’aria e rischio idrogeologico, oltre a carenze su città sostenibili e infrastrutture verdi diffuse nei contesti urbani.
Che ruolo ha AXA Italia nel progetto con ASviS?
AXA Italia contribuisce attivamente offrendo analisi, strumenti di prevenzione e gestione del rischio, supportando istituzioni e stakeholder nell’uso dei dati territoriali per politiche di sostenibilità e resilienza.
Quali sono le fonti utilizzate per elaborare questo articolo?
Il contenuto deriva effettivamente da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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