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Indice dei Contenuti:
Sinner, Alcaraz e il nuovo tennis globale secondo Boris Becker
Chi parla è Boris Becker, sei volte campione Slam e Ambassador dei Laureus World Sports Awards. Cosa analizza? L’“età dell’oro” del tennis italiano guidata da Jannik Sinner, la rivalità con Carlos Alcaraz, il ruolo dei giovani talenti e le sfide etiche dello sport moderno. Dove? In una lunga intervista concessa in esclusiva per l’Italia all’Adnkronos, in vista della cerimonia Laureus in programma a Madrid il 20 aprile. Quando? Alla vigilia della stagione sulla terra rossa e del voto per il premio “Miglior sportivo dell’anno”. Perché è rilevante? Perché Becker, da ex n.1 del mondo e tecnico di Novak Djokovic, offre una lettura strategica del futuro del tennis e del peso geopolitico e culturale degli eventi sportivi globali.
In sintesi:
- Jannik Sinner è la superstar che ha spalancato l’“età dell’oro” del tennis italiano.
- La sfida per il n.1 mondiale sarà un duello prolungato tra Sinner e Alcaraz.
- Musetti, Fonseca, Zverev e altri giovani possono entrare nell’élite Slam.
- Becker sostiene le scelte del Cio su categorie femminili e difende l’apoliticità dello sport.
Perché il tennis italiano è ai vertici e la corsa Sinner‑Alcaraz
Per Boris Becker, l’ascesa del tennis italiano nasce da una regola semplice: “si comincia sempre da uno”. In questo caso, da Jannik Sinner, definito la “vera superstar” capace di trascinare l’intero movimento.
Lo precedono, nella costruzione di credibilità internazionale, i risultati di Matteo Berrettini e Fabio Fognini, ma il salto di livello arriva quando un campione diventa riferimento globale dei tornei del Grande Slam. In parallelo, la Federazione italiana viene indicata da Becker come fattore decisivo: calendario interno fitto di tornei Atp e Wta, clima favorevole per giocare quasi tutto l’anno, costi di viaggio ridotti per i giovani che possono muoversi “in macchina o in treno” fra Napoli, il Sud e le isole.
Sulla corsa al numero uno mondiale, Becker vede un duopolio netto: Sinner contro Carlos Alcaraz. Jannik può risalire già da Montecarlo, anche grazie ai molti punti da recuperare rispetto al 2024 in cui era stato fermo. La terra battuta resta, però, la superficie meno congeniale all’italiano, con un “leggero vantaggio” per Alcaraz. L’obiettivo reale, sottolinea Becker, non è il n.1 momentaneo, ma “finire l’anno al primo posto”.
Giovani talenti, emozioni in campo e scelte etiche dello sport
Nel quadro dietro Sinner e Alcaraz, Becker indica una lista ristretta di possibili “terzi uomini”: Sascha Zverev, vicino al titolo a Melbourne; l’eterna incognita ma ancora centrale Novak Djokovic; i giovani Arthur Fils, l’americano Lerner Tien guidato da Michael Chang, e soprattutto il brasiliano Joao Fonseca, già candidato ai Laureus e ritenuto “molto, molto promettente”.
Su Lorenzo Musetti, Becker è netto: talento da top‑5, rovescio a una mano “artistico” e grande appeal sul pubblico, “soprattutto femminile”. Il nodo è la tenuta fisica, dopo l’infortunio alla gamba contro Djokovic a Melbourne. Quanto al proprio futuro, l’ex n.1 mondiale esclude un ritorno come coach a tempo pieno dopo le esperienze con Djokovic, Sascha Zverev e Holger Rune: priorità alla famiglia e ai media, ma disponibilità a consigli riservati ai giovani.
Becker difende con forza l’importanza delle “personalità” in campo: ricorda il dualismo “fuoco e ghiaccio” con Ivan Lendl, elogia la carica emotiva di Alexander Bublik e di Aryna Sabalenka, e chiede che i giocatori possano esprimersi senza sanzioni eccessive. Il pubblico, sostiene, paga per vedere “carattere ed emozioni reali”, non solo servizio e presenza scenica.
Sul piano etico, approva la decisione del Cio di limitare le gare femminili alle donne biologiche, citando i vantaggi fisici di chi è nato uomo. Sulla geopolitica ribadisce un principio: lo sport deve restare “apolitico”, gli atleti non sono responsabili dei governi e non vanno penalizzati per i conflitti in corso.
Laureus Awards e futuro globale del tennis
I Laureus World Sports Awards, che il 20 aprile tornano a Madrid, confermano secondo Becker il peso centrale del tennis nello sport globale. In 25 anni, i riconoscimenti a Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer e Serena Williams hanno consolidato questa centralità. Nel 2026, con le candidature di Sinner, Alcaraz, Fonseca, Sabalenka e Amanda Anisimova, il tennis si conferma disciplina davvero planetaria: si gioca su cinque continenti, quasi senza off‑season, con un’esposizione mediatica costante. Per Becker, l’evoluzione dei prossimi anni passerà da un equilibrio delicato: tutelare la dimensione globale e inclusiva degli eventi, mantenere regole chiare su equità competitiva e genere, e allo stesso tempo valorizzare personalità forti e autentiche in campo, come quelle che oggi animano la rivalità Sinner‑Alcaraz e la nuova generazione in arrivo.
FAQ
Perché Boris Becker considera Jannik Sinner una superstar decisiva?
Becker ritiene Sinner la superstar capace di trascinare l’intero movimento italiano, come catalizzatore mediatico, tecnico e motivazionale, soprattutto grazie ai risultati nei tornei del Grande Slam.
Qual è il ruolo della Federazione italiana nel boom del tennis azzurro?
Secondo Becker, la Federtennis ha creato un calendario ricco di tornei Atp e Wta, clima favorevole e costi di viaggio contenuti, facilitando la crescita continua dei giovani italiani.
Musetti può davvero arrivare in top 5 mondiale secondo Becker?
Becker conferma che Musetti ha talento, colpi e carisma da top‑5, ma deve risolvere definitivamente i problemi fisici e garantire continuità di rendimento nella stagione.
Perché Becker appoggia la decisione del Cio sulle categorie femminili?
Becker è favorevole perché ritiene che chi è nato uomo mantenga un vantaggio fisico, e che sia necessario garantire condizioni di competizione eque per le donne biologiche.
Quali sono le fonti alla base di questa analisi su Becker e il tennis?
Il contenuto deriva da un’elaborazione giornalistica basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

