MIA Photo Fair BNP Paribas apre a Milano con nuova edizione

MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 a Milano: date, protagonisti e novità
Dal 19 al 22 marzo 2026 gli spazi di Superstudio Più in via Tortona 27, a Milano, ospitano la quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas, principale fiera italiana dedicata alla fotografia d’autore. Organizzata da Fiere di Parma e diretta da Francesca Malgara, la manifestazione riunisce 111 espositori, tra 76 gallerie, istituzioni, editori e media partner, confermando il ruolo centrale di Milano nel mercato fotografico internazionale.
Quest’anno il tema curatoriale, Metamorfosi, esplora il cambiamento dei linguaggi visivi, dall’analogico al digitale e oltre, intrecciando dimensione artistica, documentaria e tecnologica. A sostenere l’evento, il Comune di Milano, lo storico partner BNL BNP Paribas e il main sponsor Deloitte, accanto a un nucleo di progetti speciali che legano fotografia, responsabilità sociale e ricerca sui nuovi talenti.
In sintesi:
- Dal 19 al 22 marzo 2026, quindicesima MIA Photo Fair BNP Paribas a Milano.
- Tema curatoriale Metamorfosi: trasformazioni dei linguaggi fotografici, delle identità e dei codici visivi.
- Quattro sezioni principali e numerosi progetti speciali tra arte, impresa e impegno sociale.
- Forte presenza di sponsor istituzionali: BNL BNP Paribas, Deloitte, AON, Eberhard & Co., Kartell.
Con la direzione di Francesca Malgara, MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 consolida un modello curatoriale che integra mercato, ricerca e formazione del pubblico.
L’immagine guida è una storica Polaroid di William Wegman, simbolo di una metamorfosi che passa attraverso il medium stesso, prima ancora che attraverso la post-produzione digitale. Le quattro sezioni portanti – Main Section, Beyond Photography-Dialogue, Reportage Beyond Reportage, Focus Latino – costruiscono un percorso che intreccia fotografia storica, pratiche documentarie, nuove tecnologie, video e intelligenza artificiale.
Accanto alle gallerie, un denso programma di progetti speciali coinvolge grandi brand, fondazioni e musei: da BNL BNP Paribas a Deloitte, da AON a Eberhard & Co., fino a Kartell, Portofino Dry Gin, Fondazione Sella, Musec, Le Stanze della Fotografia, Casa Museo Molinario Colombari e Fondazione Francesca Rava-NPH Italia. La fiera si propone così come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della fotografia contemporanea e sulle sue relazioni con i temi sociali, climatici e identitari più urgenti.
Sezioni curate, mercato e progetti speciali della quindicesima edizione
Il cuore della fiera resta la Main Section, dedicata ai progetti delle gallerie consolidate italiane e internazionali sul tema Metamorfosi. Un sistema cromatico aiuta i visitatori a orientarsi tra le diverse aree, associando a ciascuna sezione un colore guida.
Nella sezione Beyond Photography-Dialogue, curata da Domenico de Chirico, la fotografia entra in dialogo con scultura, installazione, pittura, performance e video, proponendo un’idea di immagine come campo aperto e ibrido. Il concetto di metamorfosi diventa così strumento per leggere trasformazioni intime e sociali, in un contesto di confronto tra linguaggi e visioni.
Reportage Beyond Reportage, a cura di Emanuela Mazzonis, indaga le evoluzioni della fotografia documentaria contemporanea: il reportage esce dalla logica dell’“esclusiva” per assumere forme narrative lente, stratificate, capaci di restituire complessità e ambiguità del reale, in sintonia con le riflessioni di Italo Calvino sulle Metamorfosi di Ovidio.
Con Focus Latino, curato da Rischa Paterlini, MIA Photo Fair BNP Paribas offre uno sguardo strutturato su artisti latinoamericani, iberici e diasporici, insieme ad autori internazionali che riflettono su identità ibride, migrazioni, appartenenze fluide. La fotografia, estesa a video, installazioni e AI, diventa strumento per leggere mutazioni estetiche e culturali tra America Latina, penisola iberica e comunità diasporiche.
Il ruolo dei partner è cruciale per ampliare pubblico e contenuti. BNL BNP Paribas presenta nella propria lounge il reportage Non si diventa grandi da soli di Giorgio Galimberti, dedicato alla Fondazione Don Gino Rigoldi e legato al Progetto IncluCity per l’inclusione giovanile nelle periferie di Milano, Padova, Prato, Roma e Napoli.
Il programma ha già coinvolto oltre 3.000 giovani e circa 40 realtà non-profit, tra cui Save the Children Italia, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Alberto e Franca Riva, con percorsi di studio, formazione, laboratori e sport.
Il Deloitte Photo Grant, con il patrocinio di Fondazione Deloitte e la direzione artistica di Denis Curti, espone le opere dei vincitori delle prime tre edizioni: l’iraniana Newsha Tavakolian (Magnum Photos), l’italiano Davide Monteleone (National Geographic Fellow) e il ghanese Carlos Idun-Tawiah, autore del progetto Hero, Friend, Father. In mostra anche la serie Go Live di Atefe Moeini, vincitrice dell’Open Call 2025 dedicata agli under 35. Il tema 2026, Proximities, conferma il doppio binario del premio: riconoscimento istituzionale per autori affermati e piattaforma di lancio per emergenti.
AON, tramite la Divisione Fine Arts, Jewellery & Private Client, presenta un nucleo di Polaroid di William Wegman, proposte dalla Galleria Alta, dove i celebri cani Weimaraner diventano personaggi, oggetti, paesaggi, in un continuo gioco di trasformazione che interroga identità e relazioni interspecie.
Eberhard & Co. porta in fiera la mostra Istanti Ritratti dedicata a Elisabetta Catalano, realizzata con l’Archivio Catalano. I ritratti di figure come Helmut Berger, Marisa Berenson, Claudia Cardinale, Enrico Castellani, Roman Polanski, Sharon Tate, Gilbert & George raccontano per immagini il dialogo tra arte, cinema e la stagione romana de “La Dolce Vita”. Come ricorda Laura Cherubini, storica dell’arte, la perfezione ricercata da Catalano nasceva da sessioni intensissime di scatti, concluse dal suo dubbio quasi rituale: “Chissà se la foto c’è!”.
Nel Kartell Bistrot, il brand presenta un omaggio a Giovanni Gastel, con immagini provenienti dall’Archivio Kartell e dal catalogo 1995–1996 voluto da Claudio Luti. Gli arredi di Kartell, come la libreria Bookworm di Ron Arad, diventano protagonisti di set fotografici in cui moda e design si contaminano, anticipando una tendenza oggi divenuta mainstream.
Portofino Dry Gin commissiona a Nicolò Pudel il progetto inedito What Remains of the Summers I Knew, dedicato a Portofino come luogo di memoria più che come icona turistica. Lavorando in analogico, tra colore e bianco e nero, Pudel esplora il rapporto tra tempo, paesaggio e stratificazione emotiva, interrogandosi su ciò che resta dopo l’intensità dell’estate e della giovinezza.
Tra le presenze d’autore emergono anche opere di Nobuyoshi Araki, con le celebri immagini della serie Kinbaku esposte da Galleria 13, a sottolineare il respiro internazionale della fiera e la sua attenzione alla fotografia come linguaggio radicale del corpo e del desiderio.
La sezione istituzionale riunisce realtà museali e fondazioni che contribuiscono a definire lo stato dell’arte della fotografia contemporanea e storica. Il Musec-Museo delle Culture di Lugano presenta Summa, dedicata al tedesco Hans Georg Berger: 35 fotografie in bianco e nero, in gran parte inedite, realizzate soprattutto con Rollei 35S su pellicola 35 mm, articolate in cinque sezioni – paesaggio, persona, corpo, cose, estetica – per raccontare oltre vent’anni di ricerca tra Irlanda, Isola d’Elba, Monaco di Baviera, Egitto con Hervé Guibert e Asia.
Le Stanze della Fotografia, progetto di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, espongono Courrèges bathing suit di Horst P. Horst in dialogo con le opere finaliste di un concorso per giovani fotografi. La giuria comprende, tra gli altri, Denis Curti, Gert Elfering, Francesca Malgara, Francesca Marani e Anne Morin. I visitatori della fiera sono chiamati a votare i vincitori, proseguendo idealmente il percorso della mostra veneziana La Geometria della Grazia (21 febbraio–5 luglio 2026).
Casa Museo Molinario Colombari, partner per il secondo anno, interpreta il tema Metamorfosi come viaggio alchemico dell’identità, attraverso opere della Collezione Ettore Molinario di autori quali Fratelli Alinari, Clovis Bataille, Lisetta Carmi, Daniel Frasnay, Aneta Grzeszykowska, Martine Gutierrez, Sarah Jones, Christopher Makos, Angus McBean, Barrie Schwortz, Agata Wieczorek e altri anonimi. Il percorso va dalla nascita alla morte come ultima trasformazione, concepita non come fine ma come dissoluzione in una “traccia luminosa”.
Fondazione Sella presenta il progetto editoriale e la mostra Lo scatto del tempo. Vittorio Sella, il fotografo e il suo archivio, realizzato con Antiga Edizioni e Strategia Fotografia 2024. Viene svelata per la prima volta la struttura dell’archivio di Vittorio Sella, grande fotografo e alpinista, con attenzione alle sue metodologie di catalogazione, conservazione, vendita e alla rete internazionale di relazioni. In parallelo, le immagini contemporanee di Giulio Favotto documentano gli spazi di lavoro e gli ambienti in cui l’archivio continua a vivere oggi.
La dimensione sociale e ambientale è al centro della presenza della Fondazione Francesca Rava-NPH Italia ETS, charity partner della fiera, con la mostra Artico: Un Deserto Abitato. Storie di resistenza umana ai confini del mondo di Valentina Tamborra. Il progetto intreccia arte, diritti umani e crisi climatica, raccontando comunità che vivono nei territori più esposti ai cambiamenti climatici. Il ricavato sostiene le iniziative della Fondazione per l’infanzia e l’adolescenza in condizioni di disagio in Italia, ad Haiti e nel mondo, proseguendo un impegno ultra ventennale.
Prospettive future e impatto di MIA Photo Fair sul sistema fotografico
MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 riafferma il ruolo di Milano come hub europeo della fotografia, con un modello che combina fiera, festival e piattaforma educativa. L’intreccio tra grandi corporate, fondazioni, archivi storici e nuove generazioni fotografiche rende la manifestazione un barometro affidabile delle trasformazioni del settore, dal punto di vista creativo, tecnologico e del mercato.
Il tema Metamorfosi non si esaurisce nel 2026: apre piste di ricerca che potranno essere sviluppate nelle prossime edizioni, in particolare sul rapporto tra AI, etica dell’immagine e nuovi modelli di fruizione. La seconda parte delle anticipazioni, annunciata da BeBeez per il prossimo fine settimana e curata da Paolo Bongianino, approfondirà ulteriori progetti, gallerie e protagonisti, offrendo al pubblico e agli operatori uno strumento di orientamento strategico in vista dell’apertura della fiera.
FAQ
Quando si svolge MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 a Milano?
Si svolge da giovedì 19 marzo a domenica 22 marzo 2026 presso Superstudio Più, in via Tortona 27, a Milano.
Quanti espositori e gallerie partecipano all’edizione 2026?
Partecipano 111 espositori complessivi: 76 gallerie, di cui 27 internazionali e 24 alla prima partecipazione, oltre a istituzioni, editori e media partner.
Qual è il tema curatoriale della quindicesima edizione della fiera?
Il tema è Metamorfosi, dedicato alle trasformazioni di linguaggi, identità, tecniche fotografiche e codici visivi, dall’analogico alla post-produzione digitale e alle nuove tecnologie.
Quali sono le principali sezioni espositive di MIA Photo Fair 2026?
Le sezioni principali sono quattro: Main Section, Beyond Photography-Dialogue, Reportage Beyond Reportage e Focus Latino, oltre a una ricca area di progetti speciali e stand istituzionali.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
È stata elaborata in modo derivato e critico a partire da una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrata dal lavoro redazionale interno.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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