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Tumore ovarico in Italia, nasce “Insieme di Insiemi” per cambiare le cure
Ogni giorno in Italia 15 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico, una neoplasia ginecologica ad alta mortalità, spesso individuata tardi per sintomi vaghi e assenza di screening dedicati.
L’8 aprile, in conferenza stampa online da Roma, è stata presentata la campagna nazionale “Insieme di Insiemi”, promossa dai gruppi clinici Mito e Mango con le associazioni Acto Italia, Loto, aBRCAcadabra, ALTo, Mai più sole e i principali centri oncologici.
L’obiettivo è informare, fare advocacy e mobilitare opinione pubblica e istituzioni per garantire diagnosi più tempestive, percorsi di cura omogenei e accesso equo alle terapie innovative, soprattutto per le donne più giovani e con mutazioni genetiche ereditarie.
In sintesi:
- In Italia 5.400 nuove diagnosi l’anno, sopravvivenza a 5 anni ferma al 43%.
- Campagna “Insieme di Insiemi” per informazione, advocacy e percorsi di cura più equi.
- Chirurgia curativa nel 70% dei casi se integrata con chemioterapia adiuvante.
- 8 maggio: conferenza al Senato e iniziative pubbliche con Tennis&Friends a Roma.
Secondo il professor Sandro Pignata, fondatore di Mito e direttore dell’Oncologia medica uro-ginecologica dell’Istituto nazionale tumori di Napoli, il tumore ovarico resta uno dei principali “big killers” ginecologici: *“I sintomi sono aspecifici e non esistono programmi di screening, per questo la diagnosi è spesso tardiva”*.
Solo le donne con mutazioni BRCA1 e BRCA2 possono oggi accedere a strategie preventive basate sul test genetico e, in alcuni casi, su chirurgia di riduzione del rischio.
Tra i fattori di rischio, Pignata cita attività ovarica intensa, infertilità, assenza di gravidanze, prima gravidanza oltre i 35 anni e familiarità per carcinoma ovarico, colon, endometrio o seno. *“Se i disturbi come gonfiore addominale o dolore pelvico persistono oltre 2-3 settimane, è indispensabile una visita ginecologica con ecografia”*, sottolinea, rimarcando il ruolo decisivo di prevenzione primaria e diagnosi tempestiva.
Trattamenti innovativi, rete dei centri e nuove alleanze per le pazienti
In Italia si registrano circa 5.400 nuove diagnosi l’anno di tumore ovarico. La professoressa Giusy Scandurra, direttrice dell’Oncologia medica dell’ospedale Cannizzaro di Catania e docente all’Università Kore di Enna, evidenzia una recente riduzione della mortalità, attribuendola a terapie di mantenimento di prima linea e farmaci a bersaglio molecolare.
La chirurgia, se eseguita in centri specializzati e associata a chemioterapia adiuvante, risulta curativa nel 70% dei casi, con recidive nel 25-30% delle pazienti.
Scandurra avverte: *“Il tumore può colpire anche donne quarantenni, nel pieno della vita e talvolta con desiderio di maternità non realizzato”*, con un forte impatto psicologico e sulla qualità di vita.
La campagna “Insieme di Insiemi”, sostenuta in modo non condizionante da AbbVie e Pharma&, comprende il portale informativo insiemedinsiemi.it, opuscoli dedicati, attività social, una survey nazionale e due webinar.
L’8 maggio, Giornata mondiale del tumore ovarico, è prevista una conferenza istituzionale al Senato con società scientifiche, associazioni e pazienti per sottoscrivere un documento di impegno politico. Seguiranno, in piazza del Popolo a Roma, un flash mob e l’installazione di land art *“Labia, madri d’amore”*, nell’ambito della manifestazione Tennis&Friends Salute e Sport realizzata con Aiom, Salute Lazio Asl Rm1 e Policlinico A. Gemelli.
Tumore ovarico, perché serve una priorità nazionale stabile e misurabile
La presidente di Acto Italia, Ilaria Bellet, ricorda che solo il 27% delle pazienti sceglie consapevolmente un centro specializzato in ginecologia oncologica: *“Ogni anno circa 4.000 donne rischiano di iniziare il percorso nel posto sbagliato”*.
Ornella Campanella (aBRCAcadabra) chiede percorsi uniformi per le famiglie con mutazioni BRCA, mentre Sandra Balboni (Loto OdV) cita il modello Emilia-Romagna, dove l’85% dei casi è trattato nella rete regionale grazie al Pdta e alla campagna *“Donne, mettetevi scomode”*.
Per Teresa Cafasso (ALTo) l’innovazione terapeutica deve diventare un diritto esigibile per tutte. *“Servono decisioni concrete, ora”*, ribadisce Bellet, chiedendo il riconoscimento del tumore ovarico come priorità di salute pubblica.
Giorgio Meneschincheri, ideatore di Tennis&Friends e medico del Policlinico Gemelli, conclude: *“Nella salute vince il gioco di squadra: prevenzione, diagnosi precoce e accesso all’innovazione devono andare insieme”*.
FAQ
Quante donne si ammalano di tumore ovarico ogni anno in Italia?
In Italia si stimano circa 5.400 nuove diagnosi di tumore ovarico l’anno, pari a circa 15 nuove pazienti ogni giorno.
Quali sintomi devono spingere a una visita ginecologica urgente?
Devono allarmare gonfiore addominale, dolore pelvico, senso di pienezza e disturbi urinari persistenti oltre 2-3 settimane consecutive.
Il tumore ovarico può colpire anche donne giovani?
Sì, il tumore ovarico può insorgere anche intorno ai 40 anni, con forte impatto su fertilità, progettualità familiare e vita lavorativa.
Perché è importante rivolgersi a centri specializzati in ginecologia oncologica?
È fondamentale perché i centri specializzati offrono chirurgia esperta, accesso a farmaci innovativi, PDTA dedicati e maggiori probabilità di trattamenti appropriati.
Da quali fonti sono state ricavate le informazioni di questo articolo?
Le informazioni derivano congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate editorialmente dalla nostra Redazione.

