Lagarde frena sui tassi Bce: decisione rinviata a giugno
Chi decide il futuro dei tassi nell’area euro? La presidente della Bce Christine Lagarde. Cosa è in gioco? Una possibile nuova stretta o una pausa nel percorso di rialzo del costo del denaro. Dove? Nell’eurozona, ma con effetti globali sui mercati finanziari ed energetici. Quando? L’11 giugno, data del prossimo Consiglio direttivo della Banca centrale. Perché? Perché il quadro macroeconomico, tra conflitto in Iran, tensioni commerciali con gli Stati Uniti e crisi energetica, resta caratterizzato da “massima incertezza”, imponendo prudenza sulle mosse di politica monetaria.
In sintesi:
- La Bce rinvia all’11 giugno la decisione sui tassi, evocando “massima incertezza”.
- Lo scenario in Iran e nello stretto di Hormuz pesa su inflazione e crescita europee.
- Lagarde ribadisce vincoli su deficit e debito, bocciando scostamenti di bilancio facili.
- Per l’Italia crescita bassa, ma niente austerità: centrale l’attuazione del Pnrr.
Le parole di Lagarde tra tassi, Iran, energia e vincoli Ue
In un’intervista al programma “Che tempo che fa” sul canale Nove, Christine Lagarde ha corretto le aspettative create a fine aprile, quando aveva dichiarato “mi è chiaro in che direzione stiamo andando” sui tassi. Stavolta, alla domanda su un rialzo imminente, replica secca: “La decisione la saprete l’11 giugno”, aggiungendo un altrettanto netto “no, perché la situazione attuale è di massima incertezza” a chi chiede un qualsiasi cenno di orientamento.
La presidente ribadisce un solo punto fermo: “Manterremo l’inflazione al 2% nel medio termine”, obiettivo che resta il faro della Bce. Sullo sfondo pesano i negoziati che potrebbero porre fine al conflitto in Iran e riaprire progressivamente i flussi energetici attraverso lo stretto di Hormuz, dopo tre mesi di interruzioni.
Un’eventuale pacificazione ridurrebbe le aspettative d’inflazione, spingendo la Banca centrale a valutare il mantenimento del costo del denaro intorno al 2% per non frenare ulteriormente la crescita dell’eurozona.
Interrogata da Fabio Fazio sulla reazione alla lista dei dazi annunciata un anno fa in diretta televisiva dall’allora presidente Usa Donald Trump, Lagarde sceglie la massima cautela geopolitica, limitandosi a un laconico “no”. Qualsiasi commento più esplicito rischierebbe infatti di irrigidire ulteriormente le relazioni Usa-Ue in una fase già delicata per commercio e sicurezza energetica.
Molto più diretta, invece, sulla questione italiana dello “scostamento” di bilancio chiesto a Bruxelles per finanziare misure contro lo shock energetico. Lagarde richiama con fermezza il quadro di regole europee: “Dobbiamo attenerci alle regole di deficit, debito, bilancio, e operare all’interno di queste regole”, anche quando si ipotizzano deroghe simili a quelle concesse per la difesa.
La Bce, ricorda, sostiene da mesi che gli interventi anti-carovita debbano essere “su misura, temporanei, mirati”. Qualsiasi sostegno generalizzato alla domanda, in presenza di offerta energetica strozzata, rischierebbe infatti di spingere nuovamente verso l’alto i prezzi, alimentando l’inflazione anziché contenerla.
Guardando oltre l’emergenza, Lagarde invita i governi a concentrarsi su riforme strutturali capaci di sbloccare il potenziale di crescita. Rispondendo alle preoccupazioni per una previsione di crescita italiana tra le più basse dell’area euro, ridimensiona il caso: “Nel 2026 la crescita di tutta l’Europa sarà sotto l’1%”.
Pur riconoscendo la debolezza del ciclo, esclude però un ritorno alle politiche lacrime e sangue: “Se guardiamo alla posizione fiscale dei Paesi europei, non siamo in una condizione di austerità assolutamente”. In questo quadro, rivendica il ruolo del Next Generation EU, tradotto in Italia nel Pnrr, come risposta comune alla crisi pandemica: un “intervento europeo” che ha destinato più risorse al nostro Paese perché “era stato colpito più di qualsiasi altro Paese”.
La vera discriminante, lascia intendere Lagarde, sarà ora la capacità di attuare investimenti e riforme previste dai piani nazionali, per trasformare l’eccezionale sostegno ricevuto in crescita potenziale stabile e in conti pubblici più sostenibili nel medio periodo.
Prospettive per l’Italia tra vincoli Ue e crescita debole
Per l’Italia, le parole di Lagarde aprono uno scenario chiaro: ridotto margine per manovre espansive fuori dalle regole europee, forte pressione sull’attuazione effettiva del Pnrr e necessità di riforme pro-competitività per evitare stagnazione prolungata.
Il probabile consolidamento dei tassi intorno al 2% e una crescita europea sotto l’1% entro il 2026 imporranno scelte selettive su spesa pubblica, sostegni energetici mirati e investimenti ad alto moltiplicatore.
FAQ
Quando deciderà la Bce il prossimo intervento sui tassi di interesse?
La decisione arriverà ufficialmente l’11 giugno, durante il prossimo Consiglio direttivo della Bce, dopo l’analisi completa di inflazione e crescita.
Perché la Bce parla di “massima incertezza” sullo scenario economico?
La Bce lo afferma perché pesano conflitto in Iran, criticità nello stretto di Hormuz, tensioni commerciali e mercato energetico instabile.
Qual è la posizione di Lagarde sullo scostamento di bilancio italiano?
Lagarde conferma che bisogna rispettare rigorosamente le regole europee su deficit, debito e bilancio, privilegiando misure temporanee, mirate e sostenibili.
L’Italia rischia una nuova stagione di austerità economica?
No, Lagarde esclude un’austerità generalizzata e sottolinea che la posizione fiscale europea complessiva non è restrittiva come nel passato.
Da quali fonti è stato elaborato questo articolo di analisi economica?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


