Juliette Binoche racconta un’aggressione nel suo debutto alla regia

17 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Juliette Binoche debutta alla regia con In-I In Motion.
  • Il documentario rielabora un’aggressione subita dall’attrice da giovane.
  • Il film segue il lavoro creativo con il danzatore Akram Khan.
  • La regista richiama il cinema a responsabilità, fiducia e rispetto.

Riassunto generato con AI

Juliette Binoche trasforma un trauma in cinema

Juliette Binoche porta sullo schermo un ricordo personale di violenza nel suo esordio alla regia, In-I In Motion, documentario presentato in concorso all’ultimo Festival di Torino e successivamente proposto in sedi internazionali, tra cui il MoMA di New York. L’attrice francese, 62 anni, racconta il percorso creativo costruito con il danzatore britannico Akram Khan, trasformando sei mesi di prove fisicamente impegnative in un’indagine sulla relazione, sulla vulnerabilità e sulla memoria.

Il nucleo più personale dell’opera nasce da un’aggressione subita da Binoche quando era molto giovane, durante la quale un uomo avrebbe tentato di strangolarla. La scelta di riportare quel gesto in scena risponde alla necessità, espressa dall’attrice, di non lasciare nell’ombra esperienze che riguardano molte donne. Il film usa quindi il linguaggio della danza contemporanea non come ricostruzione letterale, ma come spazio per rendere visibile un trauma.

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Il documentario tra danza, memoria e relazioni

In-I In Motion documenta la nascita dello spettacolo In-I, debuttato a Londra nel 2007 e portato in scena più di cento volte nel mondo. Le riprese, affidate alla sorella dell’attrice, la regista Marion Stalens, raccolgono quasi 200 ore di materiale girato durante le prove e condensato in circa due ore di documentario. Il progetto osserva Binoche e Khan mentre affrontano l’incertezza della creazione, con conversazioni guidate anche dalla coach Susan Batson.

Binoche ha definito quel passaggio un luogo «sfocato», nel quale essere principiante significa accettare di non sapere. Nella sua riflessione, «non si tratta di avere fiducia in se stessi, si tratta di permettersi di essere nulla»: una posizione che restituisce il carattere esposto e sperimentale del lavoro. La relazione scenica attraversa innamoramento, dipendenza, crisi e separazione, ponendo domande sul bisogno dell’altro e sulla possibilità di continuare quando amare diventa difficile.

Il momento più intenso è la coreografia sospesa firmata da Anish Kapoor, nella quale Binoche mima il soffocamento. Al quotidiano britannico The Guardian, l’attrice ha collegato quella sequenza all’episodio subito da ragazza: «È diventata una grande lotta, e mi stava strangolando». Ha ricordato di aver reagito dicendo all’aggressore di andare fino in fondo, ottenendo così che si fermasse.

Un messaggio sul lavoro e sulla sicurezza

Il film si inserisce in una posizione pubblica che Juliette Binoche sostiene da tempo sul modo in cui il cinema rappresenta le donne. Al Festival di San Sebastián, l’attrice aveva invitato le colleghe a rifiutare ruoli ridotti alla figura della «donna di qualcuno». In un’intervista a Libération, ha inoltre raccontato episodi di molestie vissuti fin dall’infanzia e sul set de L’insostenibile leggerezza dell’essere, citando il regista Philip Kaufman.

La conseguenza che Binoche indica è concreta: un set deve essere un luogo di fiducia. Per la regista, manipolazione, violenza e paura non sono compatibili con la costruzione di un’opera artistica.

FAQ

Che cos’è In-I In Motion?

Sì, è il primo film diretto da Juliette Binoche e documenta sei mesi di lavoro creativo con Akram Khan.

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Dove è stato presentato il film?

Sì, In-I In Motion è stato presentato in concorso all’ultimo Festival di Torino ed è passato anche dal MoMA di New York.

Chi ha girato le immagini delle prove?

Sì, le quasi 200 ore di materiale grezzo sono state riprese da Marion Stalens, sorella e regista di Juliette Binoche.

Quale episodio personale racconta Binoche?

Sì, l’attrice ha rievocato un’aggressione subita da ragazza, durante la quale ha raccontato che l’aggressore tentò di strangolarla.

Su quali fonti si basa questo contenuto?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Amica.

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