Italiani pagatori affidabili ma fragili, giovani esposti a nuovi rischi
Fragilità finanziaria in Italia: cosa rivela il nuovo report Intrum
In Italia tre consumatori su quattro riescono a rispettare le proprie scadenze finanziarie, ma un imprevisto basta a incrinare gli equilibri familiari.
Lo evidenzia lo European Consumer Payment Report 2025 di Intrum, presentato a Milano dal ceo di Intrum Italy Enrico Risso, su un campione di 20.000 persone in 20 Paesi europei.
Il rapporto, basato anche sul nuovo Money Management Index (MMI) alimentato da intelligenza artificiale, misura la capacità di gestione del denaro e la resilienza ai colpi di costo della vita, con focus particolare sui giovani tra 14 e 29 anni, schiacciati fra precarietà lavorativa e pressione dei social media.
In sintesi:
- Il 75% degli italiani riesce a rispettare gli impegni finanziari, ma con margini di sicurezza ridotti.
- Il 19% dei redditi medi e il 9% di quelli alti sono già economicamente fragili.
- La Generazione Z mostra un tasso di fragilità complessivo del 46%, record negativo nazionale.
- Italia a 81,9 punti di Money Management Index, sotto i Paesi nordici oltre quota 85.
Money Management Index e crescente peso del credito al consumo
Il nuovo Money Management Index di Intrum, costruito con algoritmi di intelligenza artificiale, attribuisce all’Italia un punteggio di 81,9, in linea con la media europea ma distante dai livelli di resilienza di Belgio, Danimarca e Paesi Bassi, tutti oltre 85 punti.
L’indice fotografa famiglie in apparente equilibrio: le spese correnti sono coperte, ma con cuscinetti di risparmio molto sottili. Un rialzo dei costi fissi o una spesa imprevista può spingere rapidamente i nuclei familiari in fragilità economica.
Secondo l’indagine, lo status di fragili coinvolge non solo i redditi bassi, ma anche il 19% dei redditi medi e il 9% di quelli sopra la media. Per i credit servicer come Intrum, questo scenario è cruciale: le banche hanno ridotto drasticamente le vecchie sofferenze, mentre crescono i portafogli di credito distressed “granulari”, composti da piccoli importi generati da carte di credito, prestiti personali e credito al consumo.
Come ha spiegato Enrico Risso a BeBeez, “oggi è divenuto estremamente facile indebitarsi, spesso lo si fa addirittura senza accorgersene, e l’Italia è uno dei paesi dove questo accade con maggiore frequenza”.
Generazione Z sotto pressione tra debiti invisibili e social media
Il capitolo più critico del report riguarda la Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012): quasi un giovane su due, il 46%, è classificato in condizione di fragilità finanziaria.
Il 45% dei giovani dichiara di non riuscire a pagare con puntualità le utenze domestiche, per redditi bassi e contratti discontinui. A queste fragilità strutturali si somma la pressione dell’Influencer Economy: il 71% degli intervistati ritiene che i social alimentino aspettative irrealistiche, mentre il 47% dei più giovani avverte la necessità di adeguarsi agli stili di vita ostentati online.
Ben il 39% ammette di essersi indebitato per spese non essenziali dettate dal confronto sociale, spesso tramite micro-pagamenti e formule Buy Now Pay Later.
Il report segnala inoltre il fenomeno dei “subscription debt”: abbonamenti digitali a streaming, gaming o fitness che, sommati, possono superare i 100 euro al mese. Pagamenti ricorrenti di piccola entità, difficili da monitorare, che erodono liquidità e spingono verso il credito al consumo anche utenze e bollette, trasformandosi in debito silenzioso.
FAQ
Cosa indica il Money Management Index di Intrum per l’Italia?
Il Money Management Index assegna all’Italia un punteggio di 81,9, in linea con l’Europa ma inferiore ai Paesi nordici, evidenziando una resilienza finanziaria solo moderata.
Quanti italiani risultano complessivamente fragili dal punto di vista economico?
Il report evidenzia fragilità economica nel 19% dei redditi medi e nel 9% dei redditi superiori, oltre alle fasce tradizionalmente vulnerabili.
Perché la Generazione Z italiana è così esposta al rischio di indebitamento?
La Generazione Z è fragile per combinazione di redditi bassi, lavori intermittenti, spese fisse elevate e forte pressione dei social, che spinge verso consumi non sostenibili e debiti.
Che ruolo hanno abbonamenti e Buy Now Pay Later nei debiti dei giovani?
Gli abbonamenti ricorrenti e il Buy Now Pay Later generano “debiti invisibili” mensili superiori a 100 euro, riducendo la liquidità e aumentando il rischio di arretrati.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento giornalistico?
L’analisi è stata elaborata dalla Redazione a partire da una rielaborazione congiunta di contenuti e dati provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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