Italiani e sesso di coppia crescono consumi condivisi di pornografia e richieste di rapporti a tre

Come stanno cambiando oggi desideri e comportamenti sessuali degli italiani
Chi sono gli italiani che stanno ridefinendo la sessualità nel Paese? Che cosa emerge dalle nuove pratiche, dal consumo di pornografia al ruolo dei social, fino alle identità di genere non binarie? Dove si registra la trasformazione più rapida: nelle generazioni giovani, nelle donne o nelle coppie stabili? Quando è cambiato davvero il panorama, confrontando il 2000 con il 2025? E perché questi dati, raccolti dal Censis su 1.000 persone tra 18 e 60 anni e presentati a Roma all’Accademia nazionale di San Luca, indicano uno spostamento strutturale nei costumi sessuali italiani, con effetti diretti su educazione, salute pubblica e politiche contro discriminazioni e violenza.
In sintesi:
- Oltre il 59% degli italiani guarda porno da solo; quasi il 39% crede migliori la propria sessualità.
- I ménage à trois dichiarati sono aumentati fino a sette volte rispetto al 2000, soprattutto tra gli uomini.
- Un italiano su tre trova partner tramite social; sexting e contenuti espliciti sono pratica diffusa tra i giovani.
- Il 16,3% non si riconosce in identità di genere solo maschile o femminile; discriminazioni ancora elevate.
Pornografia, relazioni di coppia e sperimentazione: la nuova mappa del piacere
Il 59,3% degli italiani tra 18 e 60 anni guarda pornografia in solitudine: lo fa il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne. Tra i 18-34enni la quota sale al 66,2%. Il 26% degli italiani consuma porno in coppia, dato più alto tra i 45-60enni (27,8%).
Il 38,9% è convinto che i contenuti pornografici insegnino qualcosa di utile e migliorino la propria vita sessuale, confermando il peso formativo – spesso sostitutivo dell’educazione sessuale – dell’offerta online.
Sul fronte delle pratiche, il boom riguarda i rapporti a tre o più persone: tra le donne si passa dallo 0,7% del 2000 al 6,8% del 2025; tra gli uomini dal 3,2% al 20,1%. Parallelamente cambia la storia dei primi rapporti: tra i maschi quelli prima dei 18 anni calano dal 46,7% al 29,4%, mentre tra le donne salgono dal 29,3% al 35,8%.
La monogamia resta prevalente: l’80,4% ha rapporti solo con il partner stabile, il 6,2% affianca partner occasionali. Nelle coppie, il 68,9% dichiara soddisfazione sessuale, contro il 29,8% dei single, segnalando come la qualità relazionale continui a pesare più della sola sperimentazione.
Social, consenso e identità: le nuove linee di frattura culturale
I social media diventano un canale centrale per incontri e sessualità: il 32,5% degli italiani ha conosciuto almeno un partner tramite piattaforme digitali. Tra i 18-34enni il 43,4% pratica sexting, il 31,2% invia immagini pornografiche e il 28,3% sperimenta masturbazione a distanza; fino al 17,9% dei 35-44enni si riprende in video durante i rapporti.
Sul consenso, il 66,1% ritiene sempre possibile capire quando una donna non desidera un rapporto, ma il 47% continua ad attribuire a abiti, droghe o alcol una responsabilità nell’esposizione alla violenza sessuale: un cortocircuito culturale che persiste soprattutto tra i 45-60enni.
Sulle identità di genere, il 16,3% non si riconosce in definizioni esclusivamente maschili o femminili: percentuale che sale al 21,9% tra i 18-34enni. Tra chi conosce i movimenti LGBTQIA+, il 58,3% li considera fondamentali per ridurre le discriminazioni. Tuttavia, il 75,7% degli italiani – e l’81% dei giovani – percepisce ancora troppe discriminazioni verso persone non cisgender e/o non eterosessuali.
Verso una nuova educazione sessuale tra digitale, piacere e diritti
Il quadro tracciato dal Rapporto Censis, illustrato da Giorgio De Rita e Sara Lena alla presenza, tra gli altri, di Fiammetta Balestracci, Marzio Barbagli, Alessandra Graziottin, Leni Marseglia e Roberta Rossi, indica un’Italia sessualmente più attiva, con donne meno vincolate al partner unico e uomini più esposti a pornografia e sperimentazione di gruppo.
Il nodo emergente è l’allineamento tra questa rivoluzione dei comportamenti e una cultura del consenso, del rispetto e dell’inclusione ancora incompleta.
Per istituzioni, scuola e sanità, la sfida immediata è costruire una educazione sessuale basata su dati, competenze cliniche e strumenti digitali, capace di integrare piacere, tutela dei diritti e prevenzione della violenza.
FAQ
Quanti italiani guardano porno e quanto influisce sulla loro sessualità?
Secondo i dati Censis, il 59,3% degli italiani guarda porno da solo e il 38,9% ritiene che questo migliori concretamente le proprie competenze e prestazioni sessuali.
Quanto sono diffusi oggi i rapporti a tre o più persone in Italia?
I dati confermano un forte aumento: tra gli uomini la quota sale al 20,1%, tra le donne al 6,8%, con una crescita fino a sette volte rispetto al 2000.
Che ruolo hanno social e sexting nelle relazioni sessuali degli italiani?
I social sono decisivi: il 32,5% ha trovato partner online; tra i 18-34enni il 43,4% pratica sexting e oltre il 30% scambia immagini esplicite.
Come si posizionano gli italiani su consenso e responsabilità nelle violenze sessuali?
I dati mostrano un quadro ambivalente: il 66,1% crede di riconoscere il mancato consenso, ma il 47% attribuisce ancora responsabilità a abiti, droghe o alcol.
Da dove provengono i dati sul comportamento sessuale degli italiani?
I numeri derivano da una elaborazione giornalistica su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente integrate e rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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