IT-Wallet accessibile ai 14enni gestirà fino a 200 documenti digitali in piena autonomia
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IT-Wallet apre ai minori: cosa cambia per i ragazzi dai 14 anni
Dal 2026 i ragazzi italiani dai 14 anni potranno accedere autonomamente ai documenti digitali della Pubblica Amministrazione tramite IT-Wallet, all’interno dell’app IO. La novità nasce da un emendamento al decreto PNRR, approvato in Commissione Bilancio, che modifica il Codice dell’amministrazione digitale e riconosce ai minori un accesso diretto ai servizi pubblici online.
La misura riguarda tutto il territorio nazionale e si inserisce nel percorso di digitalizzazione guidato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
L’obiettivo è duplice: semplificare i rapporti dei cittadini – inclusi i più giovani – con la PA e accelerare l’adozione di un’infrastruttura digitale unica, mantenendo però intatte le tutele giuridiche che richiedono, quando previsto, l’autorizzazione dei genitori.
In sintesi:
- IT-Wallet accessibile ai minori dai 14 anni senza consenso genitoriale per l’accesso tecnico.
- Restano valide tutte le norme che richiedono autorizzazione dei genitori per specifici atti.
- Oltre 10 milioni di attivazioni IT-Wallet e 17,3 milioni di documenti digitali caricati.
- Entro un anno tutte le PA dovranno offrire documenti anche in formato digitale.
Come funziona IT-Wallet per i minori e quali documenti conterrà
La riforma non concede nuovi poteri legali ai minori, ma cambia la porta d’ingresso ai servizi digitali: un quattordicenne potrà usare il proprio smartphone per ottenere certificati, esibire documenti digitali con valore legale e interagire con la PA senza dover coinvolgere ogni volta un genitore per l’accesso tecnico.
Resta però fermo un principio: se una procedura richiede per legge l’assenso dei genitori o del tutore, tale assenso continuerà a essere necessario, indipendentemente dall’uso di IT-Wallet.
Oggi il portafoglio digitale ospita principalmente patente di guida, tessera sanitaria e carta europea della disabilità, ma il piano a regime prevede oltre 200 credenziali: titoli di studio, certificati scolastici, residenza, ISEE, tessera elettorale, badge per dipendenti pubblici, fascicolo sociale e lavorativo e uno strumento specifico per la prova dell’età, pensato per dimostrare la maggiore età condividendo il minimo indispensabile di dati personali.
Secondo Antonio Gentile, responsabile ingegneria di prodotto dell’Ipzs, il valore strategico di IT-Wallet sta nell’uso ibrido: credenziali valide sia per i servizi online, sia in situazioni quotidiane offline, avvicinando progressivamente identità fisica e digitale.
L’ecosistema è supportato da un’infrastruttura robusta: tre data center operativi (due a Roma, uno a Foggia, con un quarto in costruzione), oltre 10.000 sistemi e tre petabyte di storage.
La sicurezza è gestita dal Cyber Physical Security Center di Roma, dove 41 specialisti vigilano 24/7: nel 2025 sono stati registrati 187 milioni tra attacchi e tentativi di intrusione, segnale della rilevanza critica della piattaforma.
Autonomia digitale, ruolo dell’Ipzs e prossimi sviluppi per IT-Wallet
L’estensione di IT-Wallet ai 14enni coincide con un contesto di crescente regolazione dell’uso degli smartphone in ambito privato: si valutano SIM dedicate ai minori, parental control obbligatori e limiti ai social. Apparente contraddizione? In realtà, il legislatore separa due piani: da un lato, autonomia controllata nei rapporti con lo Stato; dall’altro, maggiore protezione rispetto alle piattaforme commerciali.
L’apertura anticipata ai più giovani ha una precisa logica di lungo periodo: abituare fin da subito le nuove generazioni a usare un’unica infrastruttura digitale pubblica, rendendo IT-Wallet il punto di accesso standard all’identità amministrativa.
In questo scenario cambia anche il ruolo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, storicamente focalizzato su documenti fisici e carte valori. Oggi l’ente, che genera circa 600 milioni di euro di fatturato annuo, sta spostando competenze e investimenti verso servizi digitali, con nuove assunzioni tecnologiche e modelli di remunerazione legati alla gestione di identità e certificazioni online.
Nei prossimi mesi è attesa l’emanazione di linee guida dettagliate sull’uso di IT-Wallet da parte dei minori, per bilanciare autonomia, sicurezza e responsabilità genitoriale. La direzione è chiara: trasformare IT-Wallet da semplice portadocumenti a infrastruttura distribuita dell’identità digitale dei cittadini italiani.
FAQ
A che età i minori possono usare IT-Wallet senza consenso dei genitori?
Dal punto di vista tecnico, i minori possono utilizzare autonomamente IT-Wallet a partire dai 14 anni. Restano comunque vincolate tutte le procedure che richiedono per legge l’autorizzazione formale di genitori o tutori.
Quali documenti digitali sono già disponibili oggi su IT-Wallet?
Attualmente risultano disponibili principalmente patente di guida, tessera sanitaria e carta europea della disabilità. Il piano governativo prevede l’integrazione progressiva di oltre duecento credenziali aggiuntive entro i prossimi anni.
I genitori possono ancora controllare le operazioni svolte dai figli su IT-Wallet?
Sì, i genitori mantengono ogni potere previsto dalla legge su atti e contratti dei minori. L’accesso tecnico autonomo non elimina obblighi di vigilanza, né sostituisce le autorizzazioni richieste dalla normativa civile.
Come viene protetta la sicurezza dei dati conservati in IT-Wallet?
La sicurezza è garantita dal Cyber Physical Security Center dell’Ipzs, attivo 24/7. Nel 2025 ha fronteggiato 187 milioni di attacchi, utilizzando monitoraggio continuo, segmentazione dei sistemi e protocolli avanzati di difesa cibernetica.
Da quali fonti è stata elaborata questa analisi su IT-Wallet?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione secondo criteri giornalistici ed editoriali indipendenti.

