Uso problematico dei social tra i giovani italiani: i nuovi dati Istat
Chi: l’Istat, con il Rapporto annuale 2026.
Che cosa: segnala una diffusione capillare dei social e un aumento dell’uso “problematico”, soprattutto tra adolescenti e giovani adulte.
Dove: in tutta Italia, con attenzione ai divari territoriali e generazionali.
Quando: dati riferiti al 2024, presentati a Roma il 21 maggio.
Perché: per misurare impatti del digitale su relazioni, lavoro, apprendimento e benessere psicologico, evidenziando rischi e vulnerabilità crescenti tra i più giovani, in particolare le ragazze.
In sintesi:
- Il 95,3% degli utenti italiani online usa i social, l’81,8% ogni giorno
- Il 5% degli utenti Internet ha un profilo di utilizzo dei social definito “problematico”
- Uso problematico più diffuso tra 15-24enni, con oltre il 10% dei giovani coinvolti
- Tra i 15-17enni, il 15,5% delle ragazze mostra criticità, più del doppio dei coetanei maschi
La dimensione digitale e l’allarme sul benessere psicologico
Secondo l’Istat, la dimensione digitale in Italia è ormai “parte integrante della vita quotidiana” e orienta relazioni sociali, lavoro, apprendimento e partecipazione civica. Quasi tutti gli utenti con 11 anni o più hanno un contatto diretto con le piattaforme social almeno una volta.
Nel 2024 il 95,3% degli utenti di Internet dagli 11 anni in su ha utilizzato i social media almeno una volta, mentre l’81,8% lo ha fatto ogni giorno, confermando un uso intensivo e radicato soprattutto tra le generazioni più giovani.
Nel Rapporto, l’Istituto nazionale di statistica sottolinea però come le competenze digitali restino distribuite in modo diseguale, con divari territoriali e generazionali marcati. A fronte di un uso massivo dei social, le capacità di gestione consapevole dei contenuti e del tempo online non crescono con la stessa velocità, aggravando le disparità.
Giovani e social: uso problematico e divari di genere
L’Istat individua un 5% degli utenti Internet dagli 11 anni in su con un profilo di utilizzo “problematico” dei social media, caratterizzato da comportamenti disfunzionali, perdita di controllo e interferenze con vita quotidiana e benessere.
Il fenomeno è “nettamente più diffuso tra i giovani”: nella fascia 15-17 anni l’uso problematico riguarda l’11,1% degli utenti, mentre tra i 18-24enni coinvolge il 10,5%. In queste età la centralità dei social nelle dinamiche relazionali e identitarie amplifica l’esposizione a rischi psicosociali.
Colpisce il forte divario di genere in adolescenza. Tra i 15-17enni, il 15,5% delle ragazze mostra un uso problematico dei social, contro il 7% dei coetanei maschi. Questo squilibrio, evidenzia l’Istat, si riflette in “segnali di maggiore vulnerabilità” sul fronte del benessere psicologico femminile, in un’età già critica per la costruzione dell’identità.
FAQ
Quanti italiani usano quotidianamente i social media secondo l’Istat?
Secondo l’Istat, nel 2024 l’81,8% degli utenti di Internet dagli 11 anni in su utilizza i social media ogni giorno.
Che cosa significa uso problematico dei social per l’Istat?
Per l’Istat indica un profilo con comportamenti disfunzionali, perdita di controllo e interferenze negative su studio, lavoro, relazioni e benessere psicologico.
Quale fascia di età è più esposta all’uso problematico dei social?
Risulta maggiormente esposta la fascia giovanile: l’11,1% dei 15-17enni e il 10,5% dei 18-24enni presenta un utilizzo problematico delle piattaforme.
Perché le ragazze adolescenti risultano più vulnerabili sui social?
Le ragazze 15-17enni hanno un tasso di uso problematico del 15,5%, oltre il doppio dei coetanei maschi, a causa di maggiore pressione sociale e identitaria online.
Quali sono le principali fonti utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione della nostra Redazione su contenuti ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati.




