Huaweigate, indagato Andrea Maellare assistente del forzista Martusciello atteso all’interrogatorio in procura

Huaweigate, nuovo indagato italiano: chi è l’assistente Andrea Maellare
La Procura federale del Belgio ha formalmente iscritto nel fascicolo Huaweigate l’assistente parlamentare italiano Andrea Maellare, 30 anni, originario di Soverato e cresciuto in Forza Italia Giovani.
Il giovane, già stagista e poi assistente dell’eurodeputato di Forza Italia Fulvio Martusciello, sarà interrogato martedì mattina dalla polizia federale a Bruxelles, come “sospettato” di associazione per delinquere, corruzione pubblica, falsificazione di atti, uso di documenti falsi e riciclaggio.
La nuova mossa giudiziaria arriva alla vigilia dell’audizione di Martusciello davanti alla Commissione Juri del Parlamento europeo sulla richiesta di revoca dell’immunità avanzata dai magistrati belgi, che collegano il presunto giro di mazzette Huawei alla battaglia politica europea per la rete 5G e al ruolo delle aziende cinesi nel mercato UE.
In sintesi:
- Nuovo indagato in Belgio per Huaweigate: il trentenne assistente parlamentare italiano Andrea Maellare.
- Contestati associazione a delinquere, corruzione pubblica, falsificazione, uso di falsi e riciclaggio di denaro.
- Inchiesta legata alle pressioni politiche su Huawei e sul 5G contro le restrizioni alle aziende cinesi.
- Coinvolti eurodeputati, lobbisti e assistenti; al centro bonifici e presunti compensi per lettere pro-Pechino.
I capi d’accusa, il ruolo di Maellare e l’asse con Martusciello
L’atto notificato ad Andrea Maellare conferma un quadro accusatorio pesante: associazione a delinquere, corruzione pubblica, falsificazione di atti, utilizzo di documenti falsificati e riciclaggio.
Il documento avverte che l’indagato oggi è libero, ma il pubblico ministero belga potrà disporre l’arresto in base all’esito dell’interrogatorio, fissato per martedì alle 9 presso la polizia federale.
L’invito a presentarsi, definito “invitation à être entendu”, prevede che Maellare possa rilasciare dichiarazioni, rispondere alle domande o avvalersi del silenzio, assistito da un avvocato.
Classe 1996, ex coordinatore regionale e vice delegato nazionale di Forza Italia Giovani, Maellare ha costruito contatti con i vertici azzurri: da Silvio Berlusconi al segretario e ministro degli Esteri Antonio Tajani, fino agli esponenti calabresi del partito.
Nel 2019 diventa stagista di Fulvio Martusciello al Parlamento europeo e, nel 2020, a 24 anni, il più giovane assistente parlamentare d’Europa.
L’indagine Huaweigate è esplosa pubblicamente dopo i 21 blitz coordinati tra Belgio, Portogallo e Francia, disposti dalla Procura federale belga.
Secondo l’accusa, un sistema di pagamenti riconducibili a Huawei avrebbe alimentato un canale di influenza sugli eurodeputati per contrastare l’esclusione delle aziende di Pechino dagli appalti europei per il 5G, sostenuta da Stati Uniti e da parte delle istituzioni UE per motivi di sicurezza interna.
Gli inquirenti citano una lettera del gennaio 2021, con primo firmatario Martusciello, indirizzata alla Commissione europea per criticare il presunto “razzismo tecnologico” contro i gruppi cinesi.
Dietro quel documento, la Procura ipotizza un accordo economico: 15mila euro all’estensore principale e 1.500 euro a ciascun cofirmatario, somme veicolate tramite due società, una belga e una inglese, fino ai conti di assistenti parlamentari.
Messaggi, bonifici e la nozione di “patto corruttivo” costituiscono oggi l’ossatura probatoria al vaglio dei magistrati di Bruxelles.
Gli scenari futuri di Huaweigate tra immunità, 5G e tenuta politica
Il caso Maellare si inserisce in un’indagine destinata ad avere ricadute sia giudiziarie sia politiche.
L’interrogatorio a Bruxelles e la parallela procedura di revoca dell’immunità di Fulvio Martusciello davanti alla Commissione Juri chiariranno il livello di coinvolgimento degli eurodeputati nel presunto circuito corruttivo.
Già nel 2025 un’altra assistente di Martusciello, Lucia Luciana Simeone, era stata destinataria di un mandato di arresto europeo per associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio, poi revocato dopo la scelta di collaborare con il giudice istruttore belga e la concessione dei domiciliari a Secondigliano.
Ora gli inquirenti cercano conferme e nuovi dettagli proprio da Maellare. L’esito potrebbe incidere sull’impianto accusatorio complessivo di Huaweigate, sul dibattito europeo in tema di sicurezza delle infrastrutture 5G e, in prospettiva, sulla regolazione delle attività di lobbying intorno alle big tech straniere nelle istituzioni dell’Unione.
FAQ
Chi è Andrea Maellare e qual è il suo ruolo in Huaweigate?
Andrea Maellare è un trentenne assistente parlamentare calabrese di Fulvio Martusciello, indagato in Belgio per associazione a delinquere, corruzione, falsificazione e riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta Huaweigate.
Perché la Procura federale del Belgio indaga sui rapporti con Huawei?
La Procura belga indaga perché sospetta pagamenti di Huawei a lobbisti, assistenti ed eurodeputati per influenzare decisioni UE sul 5G e sull’accesso delle aziende cinesi al mercato europeo.
Cosa rischia concretamente Andrea Maellare dopo l’interrogatorio di Bruxelles?
Andrea Maellare rischia la custodia cautelare in carcere: il pubblico ministero può disporre l’arresto in base alle sue dichiarazioni, alle prove raccolte e all’eventuale pericolo di inquinamento probatorio o fuga.
Qual è il legame tra Fulvio Martusciello e l’inchiesta Huaweigate?
Fulvio Martusciello è eurodeputato di Forza Italia, primo firmatario della lettera pro-Huawei del 2021; la Procura belga ha chiesto al Parlamento europeo la revoca della sua immunità per procedere.
Quali sono le principali fonti utilizzate per la ricostruzione di questa vicenda?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione giornalistica della nostra Redazione su materiali provenienti dalle agenzie ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente verificate e integrate.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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