Greta Thunberg lascia la Svezia per clima politico ostile e sceglie vita nomade tra amici

Greta Thunberg lascia la Svezia per clima politico ostile e sceglie vita nomade tra amici

12 Aprile 2026

Greta Thunberg pronta a lasciare la Svezia per motivi di sicurezza

Greta Thunberg, 23 anni, ha annunciato l’intenzione di lasciare la Svezia perché non si sente più al sicuro come attivista.
La decisione emerge in un’intervista al quotidiano svedese Dagens Etc, in occasione dell’uscita del documentario “Strejkarna” dedicato a sette anni di mobilitazione di Fridays for Future.
La giovane ambientalista, divenuta simbolo globale con gli scioperi scolastici iniziati davanti al Parlamento di Stoccolma a 15 anni, denuncia un clima politico e sociale più ostile, con la crescita di quella che definisce “ondata fascista” contro chi difende clima, diritti umani e ricerca scientifica.

In sintesi:

  • Greta Thunberg afferma di non sentirsi più al sicuro in Svezia come attivista.
  • Il nuovo documentario “Strejkarna” racconta sette anni di Fridays for Future.
  • La giovane denuncia un’ondata politica ostile a clima, empatia e scienza.
  • Prevede una vita nomade, ospite da amici, continuando l’impegno per clima e diritti.

Thunberg spiega che il suo piano è vivere “con uno zaino”, dormendo “sul pavimento delle cucine di amici”, scelta che riflette una vita itinerante e militante.
L’attivista teme un ritorno di minacce e attacchi online in coincidenza con la distribuzione del film, ricordando come l’esposizione mediatica l’abbia già resa bersaglio di odio e campagne di delegittimazione.
Oggi segue un corso a distanza per diventare assistente infermiera, affiancando il percorso formativo all’attivismo per l’ambiente e per i diritti umani, dal sostegno ai popoli indigeni Saami fino alla popolazione di Gaza, posizioni che l’hanno resa una figura ancora più polarizzante nel dibattito pubblico internazionale.

Dal sostegno globale alle accuse di estremismo: la svolta del clima politico

Il documentario “Strejkarna” (“Gli Scioperanti”), diretto da Helena Molin, uscirà nelle sale svedesi il 15 maggio e ripercorre l’evoluzione del movimento nato dallo “sciopero del venerdì” di Thunberg.
Il film mostra il passaggio da una fase di forte sostegno sociale, coronata dalla scelta di Time di includerla tra le persone più influenti al mondo, a un contesto in cui gli attivisti climatici vengono “bollati come terroristi”.
«Il film racconta come siamo passati dall’essere sostenuti dalla società all’essere bollati come terroristi. Ora è più facile liquidare le nostre opinioni, come se fossimo dei pazzi a cui non vale la pena dare ascolto», afferma Thunberg.

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In passato la Svezia era da lei indicata come uno dei Paesi più sicuri per l’attivismo, ma la percezione è cambiata.
«Vediamo uno sviluppo simile anche in molti altri posti. Si sta diffondendo un’ondata fascista estremamente ostile nei confronti di chi, come noi, crede nell’empatia e agisce in questo senso, e desidera che si dia ascolto alla ricerca», sottolinea.
Per l’ambientalista, la crescente criminalizzazione delle proteste climatiche e dei movimenti per i diritti umani è un segnale di fragilità democratica, che spinge molti giovani militanti a ripensare dove e come continuare la loro azione.

Quale futuro per Greta Thunberg e per il movimento climatico

La scelta di lasciare la Svezia potrebbe segnare una nuova fase, più mobile e transnazionale, dell’attivismo di Greta Thunberg.
La prospettiva di vivere ospite da amici, con poche cose e molta visibilità, indica un modello di impegno meno legato ai confini nazionali e più alla rete internazionale di movimenti.
La sua testimonianza alimenta il dibattito sul costo personale dell’esposizione mediatica e giudiziaria per gli attivisti, e potrebbe rafforzare le richieste di maggior tutela legale per chi partecipa a proteste non violente su clima e diritti umani.

FAQ

Perché Greta Thunberg vuole lasciare la Svezia?

Greta Thunberg afferma di non sentirsi più al sicuro in Svezia, denunciando un clima crescente di ostilità verso attivisti climatici e per i diritti umani.

Che cosa racconta il documentario Strejkarna su Greta Thunberg?

Il film “Strejkarna” segue per sette anni Thunberg e Fridays for Future, mostrando il passaggio dal sostegno pubblico alle accuse di estremismo.

Greta Thunberg continuerà l’attivismo mentre studia da infermiera?

Sì, Greta Thunberg sta seguendo un corso online per assistente infermiera e, parallelamente, prosegue l’attivismo su clima, popoli indigeni e Gaza.

Quando esce il documentario Strejkarna nelle sale svedesi?

Il documentario “Strejkarna”, diretto da Helena Molin, è programmato per l’uscita nelle sale cinematografiche svedesi il 15 maggio.

Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Greta Thunberg?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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