Governo evita interventi sulle accise e il prezzo del gasolio in autostrada sfiora 2,6 euro

Carburanti alle stelle in Italia, gasolio in autostrada oltre 2,6 euro
Il rincaro record dei carburanti in Italia, con il gasolio in autostrada oltre 2,6 euro al litro, sta innescando una protesta diffusa di consumatori, autotrasportatori, pesca e agricoltura.
La denuncia arriva da associazioni come Codacons, Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti e Coldiretti, mentre l’opposizione accusa il governo per il mancato varo immediato delle accise mobili in Consiglio dei ministri.
Il caso esplode in tutta Italia proprio mentre le quotazioni internazionali di petrolio e gas calano bruscamente, sollevando sospetti di speculazione lungo la filiera energetica.
Il governo, attraverso il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, promette controlli severi e possibili sanzioni contro le compagnie che avrebbero ritardato i ribassi alla pompa, con il tema delle accise mobili al centro del confronto politico ed economico.
In sintesi:
- Gasolio in autostrada sopra 2,6 euro al litro, proteste di categorie e opposizione.
- Prezzi in salita mentre petrolio e gas crollano sui mercati internazionali.
- Associazioni chiedono accise mobili e tagli tra 15 e 20 centesimi al litro.
- Governo punta il dito sulle compagnie petrolifere, annuncia controlli e possibili sanzioni.
Prezzi in aumento, accuse di speculazione e scontro sulle accise mobili
Il divario tra mercati internazionali ed erogatori italiani è netto: mentre il WTI cede l’8,6% e il Brent il 9%, in quasi tutta Italia il diesel self supera i 2 euro al litro e la benzina verde si attesta intorno a 1,783 euro.
Unione Nazionale Consumatori segnala che in soli sette giorni il gasolio è cresciuto di quasi 15 centesimi al litro, pari a un +8,63%. Un taglio di 2 centesimi sarebbe “una presa in giro”, mentre 5 non basterebbero a contenere le speculazioni.
Codacons parla di “gravissimo ritardo” del governo sulle accise mobili e avverte che ogni giorno di rinvio costa centinaia di milioni a automobilisti e autotrasporto, con il rischio di ricadute forti sui prezzi dei beni trasportati su gomma. L’associazione chiede un taglio tra 15 e 20 centesimi al litro per evitare “una catastrofe economica paragonabile al Covid”.
Assoutenti stima che un effetto contenitivo dello 0,5% sull’inflazione alimentare, grazie al taglio delle accise, eviterebbe una stangata di circa 830 milioni di euro l’anno alle famiglie.
Il vicepresidente della Camera Sergio Costa (M5s) ricorda che le accise mobili sono state “ridisegnate nel 2023 e mai attivate”. Quando il prezzo alla pompa esplode, lo Stato incassa di più con l’Iva: *“Quel maggior gettito va girato per intero a famiglie e imprese sotto forma di riduzione delle accise. Non è un favore, è un atto dovuto”*, sostiene.
Dal lato governo, Matteo Salvini precisa che su accise e prezzi stanno lavorando Mimit e Mef, puntando il dito “a monte” contro “qualche compagnia petrolifera” veloce nei rialzi e lenta nei ribassi. Antonio Tajani avverte: *“Saremo inflessibili su chi specula su una guerra”* e annuncia possibili sanzioni per chi gonfia artificialmente bollette e carburanti.
Impatto su agricoltura, export, finanza pubblica e prossime mosse
L’impennata dei carburanti minaccia direttamente la competitività di settori chiave. Coldiretti avverte che si rischia di perdere circa 2 miliardi di valore nelle esportazioni nazionali, soprattutto di prodotti deperibili che dipendono dalla logistica su gomma e dal freddo.
Le associazioni della pesca e dell’acquacoltura Agci Pesca, Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare chiedono al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida la reintroduzione urgente del credito d’imposta sul carburante, ritenuto essenziale per la sopravvivenza di molte imprese.
Greenpeace propone di tassare gli extraprofitti del comparto fossile e militare, ipotizzando un gettito fino a 4,5 miliardi di euro per finanziare alleggerimenti delle accise e misure sociali. Intanto, secondo i dati dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit, tra le principali compagnie attive in Italia (Tamoil, Q8, Ip ed Eni), è proprio Eni a esporre i listini più bassi, con gasolio a 1,94 euro e benzina a 1,78 euro al litro.
La partita sulle accise mobili, unita a eventuali nuove tassazioni degli extraprofitti, determinerà nelle prossime settimane l’andamento dei prezzi alla pompa, l’inflazione e la tenuta dei settori produttivi più esposti alla crisi energetica.
FAQ
Perché i carburanti aumentano mentre il petrolio scende sui mercati?
Succede perché la formazione del prezzo alla pompa include tasse, margini industriali, tempistica dei contratti e possibili ritardi nei ribassi rispetto alle quotazioni internazionali.
Cosa sono le accise mobili sui carburanti in Italia?
Le accise mobili sono un meccanismo che riduce automaticamente le tasse sui carburanti quando il prezzo sale, usando il maggiore gettito Iva generato dai rincari.
Quanto incidono i rincari carburante sull’inflazione alimentare?
Incidono in modo significativo: secondo Assoutenti, un taglio accise che limiti l’inflazione alimentare dello 0,5% eviterebbe circa 830 milioni di euro di rincari annui.
Quali settori italiani sono più esposti al caro carburante?
Sono particolarmente esposti autotrasporto, agricoltura, pesca, acquacoltura e logistica del freddo, con Coldiretti che stima fino a 2 miliardi di export a rischio.
Da quali fonti è stata rielaborata questa analisi sui carburanti?
Deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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