Goldman Sachs individua possibile minimo per le criptovalute e rafforza le valutazioni sulle società del settore

Goldman Sachs vede un possibile minimo per il mercato cripto nel 2026
Il 26 marzo 2026 Goldman Sachs ha pubblicato una nota tattica in cui indica che la lunga correzione degli asset digitali potrebbe aver raggiunto un pavimento.
Secondo il chief analyst James Yaro, il calo del 46% delle equity legate alle cripto da ottobre 2025 ha creato valutazioni “sempre più interessanti” per investitori di lungo termine.
La banca, che individua un solido supporto per Bitcoin tra 60.000 e 75.000 dollari nel primo trimestre, attribuisce la stabilizzazione alla drastica riduzione delle vendite forzate da parte di ETF e istituzionali, nonostante Fed restrittiva e incertezze geopolitiche.
In sintesi:
- Goldman Sachs sostiene che la fase di correzione cripto stia toccando il minimo.
- Supporto di Bitcoin tra 60.000 e 75.000 dollari con minori vendite forzate.
- Raccomandazioni “Buy” su Coinbase e Figure Technologies con nuovi target price.
- Riallocazione verso ETF su XRP come segnale di fiducia regolamentare.
Goldman Sachs ritiene che il mercato abbia assorbito l’euforia post‑2025 e sia entrato in una fase costruttiva di consolidamento.
La tesi di “bottoming” è corroborata dalle stesse comunicazioni 13F della banca, che mostrano un’esposizione complessiva di circa 2,36 miliardi di dollari a ETF su Bitcoin ed Ethereum a fine 2025.
Per l’istituto, questa combinazione di valutazioni depresse, maggiore stabilità strutturale e allocazioni dirette di capitale proprio segnala l’avvio di un nuovo ciclo, guidato meno dalla speculazione e più dall’integrazione infrastrutturale degli asset digitali.
Valutazioni, rating e ruolo di Coinbase e Figure Technologies
Nella stessa analisi di mercato, Goldman Sachs aggiorna le proprie view sui principali gateway all’economia degli asset digitali.
La banca conferma il rating “Buy” su Coinbase Global e fissa un nuovo target price a 235 dollari, nonostante l’ultimo trimestre abbia deluso sul fronte utili.
Per gli analisti, la tenuta del trading retail e il lancio di prodotti istituzionali compliant – inclusi i derivati sulla chain “Base” – rendono Coinbase uno dei principali beneficiari del prossimo ciclo.
Contestualmente, Figure Technologies ottiene un target price alzato a 42 dollari, grazie all’espansione del business HELOC su blockchain, considerato uno use case concreto nell’intersezione tra finanza tradizionale e DeFi.
Goldman Sachs sottolinea che, sebbene i volumi rimangano inferiori ai picchi del 2025, l’“stabilità strutturale” del mercato è oggi superiore ai cicli precedenti.
La banca prevede un periodo mediano di circa tre mesi di “trough” dei ricavi, prima di una ripresa più ampia nella seconda metà del 2026, quando i capitali istituzionali dovrebbero riorientarsi verso i “vincitori regolamentari” emersi dopo il GENIUS Act.
XRP, rotazione tattica e ritorno della fiducia istituzionale
Il report del 26 marzo illumina anche le mosse interne del portafoglio digitale di Goldman Sachs.
Le più recenti comunicazioni alla SEC indicano che la banca è divenuta il maggiore detentore istituzionale di ETF su XRP domiciliati negli Stati Uniti, con una posizione di 152 milioni di dollari distribuita su quattro fondi.
Questo riposizionamento è avvenuto in parallelo a una riduzione del 40% dell’esposizione a ETF spot su Bitcoin, a favore di asset ad “alta utilità” con crescente uso nei pagamenti cross‑border.
Finora gli acquisti istituzionali non hanno innescato un rally significativo del prezzo spot di XRP, ma il commitment di Goldman Sachs viene interpretato come forte segnale di fiducia nella chiarezza regolamentare di lungo periodo dell’asset.
Per gli operatori del 2026, il messaggio è che la fase di capitolazione sia probabilmente alle spalle.
Con David Solomon e altri leader di Wall Street che ammorbidiscono il proprio approccio al comparto, l’attenzione si sposta dalla pura volatilità speculativa all’integrazione funzionale delle “digital commodities” nell’infrastruttura finanziaria globale.
Implicazioni future per investitori, banche e infrastrutture di pagamento
La strategia di Goldman Sachs suggerisce che il prossimo ciclo non sarà dominato dalle memecoin, ma da architetture regolamentate, flussi istituzionali e use case transfrontalieri.
La centralità di piattaforme come Coinbase e di emittenti di ETF su Bitcoin, Ethereum e XRP prefigura un ecosistema dove custody, compliance e liquidità saranno i veri driver di rendimento.
Per le banche tradizionali, ignorare questa traiettoria di integrazione tra finanza regolata e asset digitali significa rischiare di perdere rilevanza sui futuri standard di pagamento globali.
FAQ
Perché Goldman Sachs parla di possibile minimo per il mercato cripto?
Perché registra un calo del 46% delle equity cripto, supporti di prezzo su Bitcoin e minori vendite forzate da ETF e istituzionali.
Qual è il nuovo target price di Goldman Sachs per Coinbase Global?
È fissato a 235 dollari, con rating “Buy”, grazie alla resilienza del trading retail e ai nuovi prodotti istituzionali compliant lanciati sulla chain “Base”.
Perché Goldman Sachs aumenta la propria esposizione agli ETF su XRP?
Perché vede XRP come asset ad alta utilità nei pagamenti cross‑border, con maggiore chiarezza regolamentare di lungo periodo rispetto ad altre criptovalute.
Quando Goldman Sachs prevede una ripresa dei ricavi nel settore cripto?
Prevede un “trough” di circa tre mesi e una ripresa più ampia nella seconda metà del 2026, guidata dal ritorno dei capitali istituzionali.
Da quali fonti è stata elaborata l’analisi su Goldman Sachs e mercato cripto?
È stata elaborata congiuntamente a partire dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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