Goldman Sachs avverte sul principale rischio imminente per l’economia USA

Goldman Sachs avverte sul principale rischio immediato per l’economia USA
La divisione ricerca di Goldman Sachs ha identificato nel rischio di rallentamento marcato della crescita il principale pericolo attuale per l’economia degli Stati Uniti. L’allarme arriva dopo i nuovi dati sul PIL USA, diffusi dal Dipartimento del Commercio, che hanno certificato il raffreddamento dei fondamentali economici nel quarto trimestre 2025.
Il prodotto interno lordo è cresciuto solo dell’1,4% annualizzato, molto sotto le attese degli analisti.
Il rallentamento, legato anche agli effetti dello shutdown federale sulle spese per consumi e sugli investimenti, alimenta ora il dibattito su traiettoria di crescita 2026, rischi recessivi e mosse future della Federal Reserve, mentre banchieri come il CEO di JPMorgan Jamie Dimon ammettono forte nervosismo sui comportamenti del settore bancario.
In sintesi:
- Goldman Sachs segnala come rischio chiave il brusco rallentamento della crescita USA nel breve termine.
- PIL USA quarto trimestre 2025 a 1,4% annualizzato, nettamente sotto il 2,5% stimato dal consenso.
- Lo shutdown federale ha pesato su consumi delle famiglie e investimenti aziendali nell’ultima parte dell’anno.
- Jamie Dimon si dice “molto ansioso” e denuncia banche che fanno “cose stupide”.
Dato PIL USA, cause del rallentamento e timori per il 2026
Nel quarto trimestre 2025 il PIL americano è aumentato soltanto dell’1,4% annualizzato, contro il 2,5% previsto, segnalando un indebolimento diffuso dei fondamentali.
Su base annua, la crescita 2025 si è fermata al 2,2%, dopo il 2,8% registrato nel 2024.
Secondo gli economisti di Goldman Sachs, la dinamica riflette soprattutto l’impatto dello shutdown del governo federale, concluso solo a novembre, che ha frenato spese pubbliche, consumi privati e piani di investimento delle imprese.
L’istituto sottolinea come il rischio più immediato non sia una crisi finanziaria improvvisa, ma una fase di crescita troppo debole per assorbire shock esterni, sostenere l’occupazione e mantenere sotto controllo il debito.
In questo contesto, le dichiarazioni di Jamie Dimon assumono peso particolare: il banchiere si è detto “molto ansioso”, avvertendo che alcune banche starebbero facendo “cose stupide”, cioè assumendo rischi eccessivi proprio mentre l’economia perde slancio, aumentando la vulnerabilità complessiva del sistema.
Rischi futuri e possibili scenari tra crescita debole e instabilità finanziaria
Per il 2026, gli analisti di Goldman Sachs temono soprattutto una combinazione di crescita moderata, margini aziendali in pressione e credito meno generoso, scenario che renderebbe più probabili tensioni settoriali e correzioni sui mercati.
L’eventuale reazione della Federal Reserve – tra tagli dei tassi per sostenere l’attività e prudenza anti-inflazione – sarà decisiva per evitare che un semplice rallentamento si trasformi in recessione tecnica.
In parallelo, l’attenzione crescente su regolamentazione bancaria e gestione del rischio, sollevata da figure come Jamie Dimon, potrebbe innescare nuove regole per contenere le “cose stupide” nel credito, con impatti profondi su finanza, famiglie e imprese nei prossimi anni.
FAQ
Perché il PIL USA del quarto trimestre 2025 ha deluso le attese?
Il PIL ha sorpreso negativamente principalmente per l’effetto dello shutdown federale, che ha frenato consumi, investimenti e spesa pubblica, portando la crescita all’1,4% annualizzato.
Qual è il rischio principale indicato da Goldman Sachs per l’economia USA?
Il rischio principale è una fase prolungata di crescita troppo debole, che aumenterebbe vulnerabilità occupazionale, squilibri fiscali e sensibilità dell’economia a shock esterni.
Cosa teme Jamie Dimon riguardo al comportamento delle banche?
Jamie Dimon teme che alcune banche stiano assumendo rischi eccessivi, facendo *“cose stupide”*, proprio mentre il quadro macroeconomico peggiora.
Come potrebbe reagire la Federal Reserve al rallentamento della crescita?
La Fed potrebbe valutare graduali tagli dei tassi, bilanciando sostegno a crescita e occupazione con il controllo dell’inflazione residua nel sistema.
Quali sono le fonti primarie delle informazioni riportate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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